Concorso di progettazione Scuola Media Panzacchi, Ozzano dell’Emilia.

DOParchitetti, G-Studio.

TAV1A Inserimento urbanistico

Il ruolo di polo civico multidisciplinare che il programma attribuisce alla scuola Panzacchi collocherà il nuovo edificio ad un livello diverso nella scala gerarchica degli spazi pubblici di Ozzano.

Il modo stesso con cui l’edificio si rapporterà allo spazio urbano mutera’ e la sua forma non potrà astenersi dal sottolineare il suo nuovo status.

Per questo il progetto ribalta il rapporto tra tessuto viario e volume costruito rispetto a quello attuale e degli edifici che lo circondano per dare forma ad un “luogo urbano” capace di essere punto di riferimento nel contesto urbano.

In contrasto con la frammentarietà dei volumi circostanti, la scuola è perciò organizzata come “insula” che asseconda la trama viaria e che possiede due fronti più rappresentativi che si affacciano sulla “Passeggiata delle scuole” e su via 2 giugno: nel primo caso con un fronte di altezza modesta e forma gentile, nel secondo con uno che accentua il carattere pubblico e istituzionale dell’edificio.

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B Aspetti compositivi, originalità, creatività e flessibilità della proposta

La forma a corte chiusa afferma la diversità dell’edificio dal contesto e introduce un archetipo tipologico non estraneo ad un tessuto urbano di antica formazione come quello di Ozzano e specifico delle grandi istituzioni pubbliche (palazzi, conventi, università) che, senza creare una cesura tra spazio pubblico esterno e spazio privato interno, imposta relazioni chiare tra spazi aperti e chiusi, messi in relazione da diaframmi di diversa profondità, trasparenza e porosità.

Non più immerso in aree frammentate e dall’uso incerto, il nuovo edificio è connotato da un grande giardino centrale e da aree verdi di contorno con specifici ruoli decorativi (bosco a nord ovest, filare di alberi su via 2 giugno) o utilitaristici (orti pubblici e area di relax a ovest, area verde di fronte alla biblioteca).

L’area centrale – luogo di calma all’interno del “recinto” della scuola, con un effetto scenico garantito dal dialogo fra le sue diverse parti che la delimitano – è predisposta per attività sportive e di spettacolo (aperte al di fuori dell’orario scolastico anche a utenti esterni) e offre agli utenti della scuola occasioni di uso e di godimento visivo, il cui ruolo pedagogico nel formare nei ragazzi un corretto rapporto con la natura, non può essere sottovalutato.

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L’architettura della scuola sceglie la strada della semplicità senza esibizioni formali .

Composizione e costruzione si basano su un sistema modulare in setti portanti trasversali e longitudinali in X-lam tamponati con pannelli X-lam coibentati e moduli-finestra standard. L’edificio della palestra e dell’auditorium ha struttura in legno lamellare.

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La tecnologia X-lam è stata scelta nell’ottica di realizzare un edificio nZEB con materiali EDP di elevata leggerezza, rapidità di montaggio ed eccellenti caratteristiche meccaniche in grado di dare risposte ottimali anche in zona sismica.

Lo spessore delle pareti di facciata e dei moduli finestra, determinato dall’abbondante isolamento è sfruttato per ricavare nicchie per la biblioteca diffusa; i davanzali-panca dilatano le opportunità di uso degli spazi connettivi.

La monotonia dell’insieme è scongiurata dall’articolazione dei volumi – diversi per ragioni funzionali – e dall’uso di rivestimenti vari a seconda dell’esposizione quasi l’edificio fosse frutto di stratificazioni compositive successive.

La distribuzione dei locali previsti dal programma avviene in tre corpi di fabbrica: uno a 2 piani per aule, uno ad un piano per aule e locali di amministrazione, un terzo per biblioteca, auditorium, palestra e laboratori.

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Le aule sono distribuite in due gruppi da 9 e in un gruppo da 3 con geometria flessibile (posto al piano terreno) e si allineano su corridoi di ampia dimensione che accolgono gli scaffali della biblioteca diffusa e che possono essere utilizzati – come richiesto dal programma – come spazi per attività didattiche complementari.

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La struttura distributiva del terzo corpo di fabbrica, è più complessa a causa della disomogeneità delle funzioni e dei loro diversi tempi e modi di uso: a sud ospita funzioni di notevole altezza, a nord quelle di altezza standard, organizzate su due livelli e parzialmente contenute al disotto di una collina artificiale che ingentilisce il fronte interno dell’edificio prolungando fino al colmo della copertura della palestra la “prospettiva verde” del giardino interno.

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C Una scuola aperta alla città

Seguendo il modello delle “community school”, la nuova scuola Panzacchi condividerà i propri servizi e spazi con l’intera comunità locale, diventando luogo di distribuzione di processi di formazione complessi e diversificati che non riguardano più solo gli alunni, sfruttando intensamente le proprie potenzialità e rendendo “produttivo” l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione.

L’utilizzo degli spazi scolatici più esteso nel corso della giornata e la compresenza di soggetti diversi, presuppongono un attento controllo degli accessi e dei flussi interni.

Per questo sono previsti due ingressi: uno alla scuola (sulla Passeggiata delle scuole) e uno riservato alle attività utilizzabili da utenti esterni (su Viale 2 giugno) e rendendo autonomo l’accesso agli orti pubblici, così da garantire l’intera gestione dei propri spazi da parte della scuola durante gli orari scolastici e un loro uso controllato nel resto della giornata, senza impedire il possibile uso durante l’orario scolastico dell’auditorium e della palestra in caso di speciali occasioni.

La fruibilità extra-scolastica garantita dal progetto riguarda tutte le aree ad eccezione delle aule e degli uffici amministrativi.

E’ dunque ampia, diversificata e non richiede aumento di superficie utile rispetto alle richieste del bando e delle norme vigenti né l’introduzione di particolari accorgimenti tecnologici o impiantistici.

Come richiesto essa riguarda in particolare l’uso extra-scolastico della palestra dell’auditorium, della biblioteca e dei laboratori, raccolti nell’edificio a sud e accessibili da un ingresso comune che dà su un atrio su cui si affacciano anche la biglietteria e il guardaroba dell’auditorium.

I laboratori, più connessi all’attività didattica, sono rivolti verso l’area centrale da cui li separa un filtro verde privato e sono caratterizzati da doppia altezza e da illuminazione zenitale.

Sopra i laboratori si trovano le tribune del pubblico che assiste alle gare sportive o agli spettacoli organizzati nell’area verde centrale, mentre all’interno della collina e illuminate dall’alto, sono collocate le tribune della palestra.

Al di fuori dell’edificio, l’area verde con il gruppo di alberi ad alto fusto che verranno conservati è lasciata a libero accesso e in essa sono realizzati orti pubblici e un’area relax che si fonde – percettivamente – con l’area verde interna visibile attraverso le vetrate del corridoio che la delimita ad ovest.

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D. Sostenibilità e efficienza energetica, innovazione tecnologica, utilizzo di materiali dotati di EDP.

L’edificio nZEB proposto soddisfa i requisiti previsti dai DM 26.06.2015, DGR 967-2015 e art.7 DGR 1715-2016 con strategie di architettura bioclimatica e uso di tecnologie innovative, sfruttando le risorse naturali (ventilazione naturale passante e indotta, illuminamento naturale degli ambienti a seconda del fattore di utilizzo, apporti utili solari invernali e proteggendo l’involucro dai guadagni solari estivi) e prevedendo un sistema Impiantistico Ibrido Integrato che comprenda i seguenti sistemi di generazione, accumulo, scambio, emissione e controllo:

Sistema Solare Attivo Fotovoltaico e in parte Fototermico con moduli solari cogenerativi fotovoltaico/termico della Potenza Nominale complessiva di 70 kWp elettrici e 125 kW termici con roll-bond integrati per la produzione di energia termica per il Riscaldamento Ambiente tramite Sistemi Radianti e per l’Acqua calda sanitaria, il cui eccesso di energia termica verrà riversata nei circuiti Geotermici per essere disponibile in periodi diversi dallo stoccaggio.

Sistema di Generazione a Pompe di Calore ad Alta Efficienza Elioassistite del tipo Acqua-Acqua ad inverter e frequenza variabile, come principale sistema di generazione del caldo e freddo e dell’acqua calda sanitaria, con funzionamento gestito da un sistema di controllo che prediligerà l’autoconsumo elettrico e la disponibilità di energia termica da solare o Geotermico in funzione del fabbisogno e delle condizioni climatiche in essere e future.

Volano Geotermico a Bassa Entalpia per lo scambio e l’aumento complessivo dell’efficienza in generazione e accumulo. La relazione Geologica evidenzia buone caratteristiche di conduttività e calore specifico del terreno a basse profondità (1,5-1,8 m) da cui è possibile considerare uno scambio geotermico con un differenziale di 10°K per una capacità nominale di 2.500 kWh per un impegno di sottosuolo pari a circa 450 m2 (200 m3 ) dell’area esterna disponibile.

Sistema di Emissione a Bassa Temperatura, radiante a pavimento per la palestra per sfruttarne la grande inerzia termica e a ventilconvettori per aule, uffici, laboratori, biblioteca e servizi.

Sistema di Ventilazione Meccanica Controllata a doppio flusso con scambiatore e recuperatore del calore differenziato per zone.

Sistema di Gestione e Controllo di tipo P.I.D dei carichi termici in virtù dell’inerzia termica dell’edificio, dotato di interfaccia METEO per la valutazione anticipata della produzione energetica da fonte solare e conseguente avvio anticipato o posticipato dei sistemi di generazione del calore, prediligendo l’Autoconsumo o il prelievo in orari più economici, aumentando l’efficienza complessiva del sistema Edificio-Impianto.

Sistema di recupero delle acque piovane considerando, in base all’Intensità annua di precipitazione un Volume Massimo Cumulabile di 16 mc.

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Stiamo ristrutturando un appartamento in centro a Torino…

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The nest

Stiamo ristrutturando una piccola casa, per una coppia di patiti del volo…

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Bando di concorso di idee “Piano Particolareggiato dell’Arenile” comune di Porto Tolle

Progetto secondo classificato

 

L’idea progettuale parte da un attento rilievo e studio dei documenti relativi ai luoghi in cui il progetto va ad inserirsi e cioè il Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

L’Ente Parco, istituito l’8 settembre del 1997 con la legge regionale n.36, ha come obiettivi la tutela, il recupero e la conservazione dei caratteri naturalistici, storici e culturali del territorio, oltre a promuovere le attività economiche e turistiche dell’area purchè siano compatibili con l’ambiente circostante.

Partendo da questa premessa e cioè di tutela del paesaggio e di rispetto dell’ambiente, passando attraverso l’ecosostenibilità, il riciclo ed il riuso, considerando l’accessibilità dei luoghi elemento fondante per l’aspetto economico legato al turismo, ma privilegiando la mobilità dolce quale unica possibilità in ambienti quali i parchi naturali, si è giunti alla proposta progettuale illustrata in questa relazione e nelle tre tavole in formato A2 richieste dal bando.

Per citare un esempio esistente a cui ci si è ispirati e che è stato di guida alla progettazione, rimanendo nell’ambito degli ambienti naturali e protetti, non si può non pensare al primo parco naturale marino nato nel 1963 in Europa e più precisamente in Francia, a Port-Cros nelle isole di Porquerolles, dove la natura incontaminata è stata preservata dai suoi abitanti e dalle istituzioni, nonostante il forte afflusso turistico soprattutto estivo e le attività antropiche connesse… per fare un esempio, sulle isole vige il divieto di fumare e di conseguenza abbandonare mozziconi di sigaretta in spiaggia! Esplorando le tre isole, si capisce immediatamente come questa fusione sia stata possibile grazie al fatto della non presenza delle automobili ed all’utilizzo in maniera massiccia della mobilità dolce. Appena si sbarca dalla nave su una delle tre isole, si possono affittare biciclette o bici con pedalata assistita elettriche e su queste, attraverso strade e sentieri naturali ed ecologici, completamente fusi nella natura perché ricoperti da inerti compatibili e simili all’ambiente circostante, raggiungere ed accedere a tutte le spiagge ed a tutti quei luoghi naturali meta di visita.

Oppure come non pensare alla “Plage de Piemanson”, situata nel cuore del parco naturale regionale della Camargue, sempre in Francia, rimasta selvaggia e meta di centinaia di specie di uccelli selvatici quali cormorani, cigni, aironi, fenicotteri rosa e gru che formano la colonia faunistica più popolata d’Europa, grazie anche qui all’attenzione alla natura ed al paesaggio ed al potenziamento del trasporto dolce attraverso chilometri e chilometri di piste ciclabili.

Così abbiamo immaginato il Delta del Po, ossia una sorta di Camargue sull’adriatico, luogo denso di storia e di natura, da tutelare e da promuovere quale ritorno ad un ambiente naturale, ecologico e “dolcemente antropizzato”.

Un luogo per gli uccelli d’inverno e per gli uomini d’estate!

Un luogo quindi che come per magia, possa apparire con tutte le sue attività d’estate e sparire d’inverno, per lasciare lo spazio agli animali ed al vento.

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Un luogo “allestito” e quindi rimuovibile, utilizzando elementi prefabbricati come i containers, simbolo del trasporto delle merci in mare, in questo caso adibiti a bar/ristoro, magazzini, docce e spogliatoi, centri di accoglienza turistica e rent a bike.

Un luogo che viva di energia propria e cioè che utilizzi il sole ed il vento quali “fornitori ufficiali” di energia elettrica attraverso piccole turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, allestiti questi ultimi, in maniera discreta e cioè distesi ad angolo zero sui tetti dei containers.

Il container ha infatti un grande vantaggio e cioè che si può comprare già allestito a seconda dell’utilizzo che si intende farne e trasportato in sede già pronto, attraverso chiatte e gru, abbattendo così i costi e l’impatto sul cantiere. Il terreno in cui si posizionerà, andrà preparato attraverso il posizionamento e l’interramento di traversine in legno o cemento, anch’esse riciclate e provenienti da vecchie ferrovie dismesse, che fungeranno da fondazioni.

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Il vantaggio ulteriore che può scaturire dal posizionamento di questi elementi sulla spiaggia in inverno è che gli stessi possono fungere da contenimento per le dune che sono fortemente battute dalla Bora con raffiche violentissime durante la stagione invernale. Si pensava infatti di posizionare i containers, in direzione 45’ a Nord Est e cioè in direzione della Bora come frangivento, per fare sì che il vento non riesca a spostare le dune che così rimangono indicativamente allocate sempre nello stesso posto.

Il container inoltre funge da magazzino per tutto ciò che d’estate riempie lo stabilimento balneare: ombrelloni, sedie, tavoli, percorsi mobili in legno ecc ecc. In questa maniera d’estate avrò già tutto sul luogo, abbattendo così i costi e spreco di risorse energetiche e parallelamente d’inverno, mi basterà smontare gli stabilimenti e riporre tutto all’interno dei containers, per restituire il luogo agli uccelli ed alla natura.

Per quanto riguarda i colori o i materiali di rivestimento dell’esterno del container, nella proposta grafica si è rappresentato il container allo stato grezzo per una questione di comprensione, ma si può eventualmente pensare ad un rivestimento in doghe di legno o materiale che si mimetizza nel contesto.

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L’ultimo e più interessante aspetto dell’utilizzo del container è il suo aspetto minimal ma allo stesso tempo fortemente evocativo che fa pensare ad installazioni di land art e street art e che in questo caso puo’ esemplificare il concetto di temporaneità e stagionalità.

Nella terza tavola abbiamo elencato, come fosse un abaco, tutti gli elementi che costituiscono il progetto e che sono: il container adibito ad accettazione punto info, la palina in legno riciclato punto info con le indicazioni sui luoghi del parco, il container adibito a bar con veranda in legno riciclato, il container docce/spogliatoio, il punto osservazione/salvataggio in legno riciclato, il capanno in legno riciclato e tela riciclata (vele usate delle barche) completamente smontabile, la tettoia gioco bimbi, la staccionata in legno riciclato per la separazione degli stabilimenti, i percorsi delimitati dalle canne di bamboo, le pedane in legno riciclato/pallets degli stabilimenti balneari, le cabine in legno ricilato per la raccolta differenziata.

Come si diceva tutti i containers saranno allestiti a seconda della necessità e saranno autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso apparecchi eolici, fotovoltaici e solari termici; per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui, si pensava a sistemi di micro depurazione o vasche imhoff.

Per quanto riguarda i percorsi fissi all’interno degli scanni, si pensava di utilizzare sentieri ecologici in terra battuta stabilizzata altamente drenanti, in modo tale da consentire una facile percorrenza per i pedoni, le bici, piccoli mezzi di trasporto merci quali i quod per le attività di rifornimento agli esercizi commerciali e per i servizi di nettezza urbana.

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I percorsi infatti dovranno essere in parte fissi, quali quelli appena citati di servizio e di accesso agli stabilimenti ed in parte mobili e cioè quelli di distribuzione all’interno degli stabilimenti balneari. Le pedane che compongono i percorsi infatti, dovranno essere smontate e riposte in stoccaggio nei containers finita la stagione, e per quanto riguarda il materiale di cui sono composte si pensava anche qui al legno riciclato o ai pallet per esterno. I percorsi mobili andranno a creare anche la pavimentazione delle verande dei capanni e degli spazi veranda davanti ai containers. Questi infatti possono essere progettati con il lato longitudinale/frontale, incernierato e ribaltabile, in modo tale che una volta aperto possa fungere da tettoia per l’attività ivi svolta.

Tutto il sito e relativi percorsi fissi e mobili saranno completamente accessibili anche alle persone con disabilità.

I percorsi fissi saranno inoltre delimitati da schermature frangivento in canna di bamboo di altezza variabile e queste stesse schermature, in dimensioni ridotte, potranno essere utilizzate quali ulteriori elementi stabilizzanti e con funzione di frangivento per le stesse dune che costituiscono elemento fondante per gli scanni.

Un altro elemento caratteristico dei percorsi saranno i punti di osservazione, situati in punti strategici sulla cima delle dune, elementi questi che saranno smontati e riposti a magazzino d’inverno, realizzati in legno riciclato come i punti di salvataggio per gli stabilimenti balneari, anch’essi completamente smontabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, in essi saranno presenti le due tipologie di containers predette e cioè quello adibito a bar punto ristoro e quello adibito a spogliatoio, wc e wc disabile, oltre alla zona docce: gli stessi potranno avvalersi di bacini di accumulo dell’acqua riscaldati da pannelli solare termico. I containers come si diceva, diventeranno luogo si stoccaggio degli arredi mobili durante l’inverno, completamente chiuso e protetto dalle intemperie.

Per quanto riguarda il capanno, elemento fortemente caratterizzante delle spiagge venete, luogo di ritrovo per la famiglia e di tipologia ben caratterizzata, questo sarà presente negli stabilimenti balneari (dimensioni 9 mq di cui 2,5m di veranda), e sarà realizzato da una struttura molto semplice in legno riciclato su cui verrà posizionata e fermata attraverso dei ganci una copertura in tela impermeabile riciclata come quella dei camion che potrà essere aperta o chiusa dai fruitori come una tenda da campeggio, ovviamente esso sarà smontato nel periodo invernale. La tipologia di capanno negli scanni del Po invece dovrà essere rivestito in canne di bamboo o legno riciclato con struttura sempre in legno e sarà leggermente più ampio (circa 20 mq), come da richiesta del bando.

Le cabine della raccolta differenziata riprendono il disegno e l’immagine della vecchia cabina da spiaggia in legno ma in questo caso saranno utilizzate come punti di raccolta per i rifiuti ed ognuna sarà caratterizzata da un colore che rimanda a ciò che conterrà: ad esempio verde o marrone per l’organico, giallo o bianco per la carta, azzurro per il vetro e arancio per la plastica. Le cabine raccolta differenziata potranno essere implementate nei periodi estivi ma rimarranno presenti in parte anche nel periodo invernale.

Saranno ovviamente presenti anche luoghi di gioco e sport, i primi realizzati per i bambini saranno presenti in quasi tutti gli stabilimenti balneari e saranno posizionati ed evidenziati da tettoie in legno per proteggere i bimbi dal sole ed evitare il forte calore che potrebbe ustionarli; i secondi invece saranno pensati come zone sportive posizionate sul retro della scanno attrezzate con container spogliatoio/docce e con container ristoro. Le zone sportive saranno posizionate in luoghi fortemente pianeggianti dello scanno dove potranno essere posizionate anche panchine/sedute in legno, per consentire alle persone di assistere. Le attività sportive previste sono: beach-soccer, beach-volley, dodge-ball, beach-tennis, beach-ultimate. Ovviamente tutte le altre attività sportive legate al mare e al vento saranno svolte negli stabilimenti balneari (canoa, wind-surf, kite-surf, ecc ecc).

Gli sbarchi dai pontili, uno fisso (Boccasette) e l’altro mobile e fatto di barche (Barricata), sono rappresentati attraverso dei collages nelle prime due tavole del progetto e sono rappresentati nella stessa vista sia d’estate che d’inverno.

La zona di arrivo allo scanno dai ponti, deve contenere una torre di avvistamento aperta al pubblico da cui poter godere di tutto il panorama, una zona sedute e gioco bimbi, una zona info costituita da paline informative e container info-point, punti di raccolta differenziata che saranno posizionati anche vicino alle spiagge libere e non, oltre ad un container con attività di rent-bike per spingere i turisti all’utilizzo della bicicletta.

L’obiettivo del progetto è potenziare l’aspetto altamente turistico dei luoghi con accorgimenti legati alla tutela ed al rispetto dell’ambiente, potenziando il riciclo, la mobilità sostenibile ed il rispetto della natura, creando un luogo che possa essere un modello sostenibile per altri luoghi potenzialmente turistici, lasciando alla natura il ruolo di attore protagonista.

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Il progetto sembra essere poco disegnato, ma in realtà risulta altamente progettato e pianificato, poiché ogni elemento costitutivo dovrà essere realizzato con finalità ecologiche e di basso impatto ambientale. Come si può vedere dalle immagini inserite nelle tavole, ogni elemento costitutivo rimanda ad un qualche cosa di già visto e di presente nella memoria collettiva: le cabine in legno, i containers, il punto salvataggio, le linee di separazione degli elementi balneari, le canne di bamboo… l’aspetto innovativo sta nell’utilizzo di fonti energetiche innovative che implementano il valore intrinseco degli elementi stessi, attribuendogli quindi un valore etico oggi assolutamente indispensabile in qualsiasi progetto si vada a concepire: in questo caso un temporary beach, in cui possano coesistere in maniera bilanciata attività antropiche e natura, in una sorta di equilibrio naturale ormai assolutamente indispensabile.

Vivi gli animali

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Stiamo progettando un ricovero per gli animali salvati dal macello e dalla cattiveria umana. Progetto in divenire….

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http://www.piemontemese.it/2017/06/30/vivi-gli-animali-la-fattoria-in-cui-nessuno-e-piu-uguale-degli-altri-di-federica-vivarelli/

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rifugio 2017

https://www.viviglianimali.it/

Nature

Abbiamo ultimato la foresta di betulle che caratterizzera’ una nuova filiale bancaria…

Abbiamo utilizzato materiali naturali e trattati naturalmente per creare ambienti salubri ed ecologici sia per gli utenti che per chi ci lavora. Gli elementi naturali ed in questo caso le betulle, contribuiscono al benessere abitativo degli utenti: pensare di lavorare circondati da elementi naturali e’ sicuramente positivo per il nostro fisico ed il nostro umore. Ritornare a dimensioni piu’ vicine alla Natura e’ l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo ogniqualvolta ci viene richiesto di intervenire…

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Il progetto e’ stato realizzato in stretta collaborazione con la ditta Proforme S.R.L. di Torino.

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(IKEA) dehor…

Per l’assessore Librato «Quella dei dehors è l’evoluzione e l’innovazione del pensiero sullo spazio pubblico, sull’arredo urbano, sulla qualità della vita che vogliamo iniziare a costruire perché Arredare la città è come arredare la propria casa».

.http://www.comune.mesagne.br.it/content/view/3515

https://www.ilgazzettinobr.it/attualita/item/11166-sul-sito-del-comune-le-istruzioni-ikea-per-i-dehors.html

Il nostro progetto RICARICALABATTERIA, online sul sito del comune di Mesagne (Br), con le tavole definitive e le istruzioni di montaggio per i cittadini….

un dehor “fai da te”!

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http://augustomontaruli.it/blog/2017/06/28/francesca-il-dehor-e-lassessora-di-mesagne/

Un “sistema di facciata”: il progetto e non la forma.

Edificio residenziale in via Raffaello Sanzio
a Settimo Torinese.

DOParchitetti, Ornella Chiotti.

Il sistema di progetto sostituisce la forma definita: il sistema progettuale che e’ stato scelto per comporre i prospetti è partito da una maglia di cm 308×315, e suo sottomultiplo, valida sia per le due tipologie di pianta che per i quattro prospetti e che puo’ variare a seconda delle esigenze progettuali.

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Sui  moduli della griglia di facciata possono essere previsti  sei diverse tipologie di “optional”: il modulo ringhiera con o senza schermo solare, il modulo ringhiera con fioriera, il mezzo modulo, il modulo ringhiera con pannello fotovoltaico, il modulo ringhiera con la tenda e infine il modulo serra in u-glass. La struttura portante dei moduli e’ realizzato con scatolato in ferro 40×40 mm, verniciato a fuoco  colore grigio canna di fucile. Ogni modulo risulta essere montato a contatto con tutti i moduli con esso confinanti  in modo tale da creare una struttura continua che puo’ essere “riempita” dal cliente  in caso di acquisto antecedente la  definizione del progetto, o direttamente dal progettista in assoluta liberta’ e seguendo altresi’ esigenze di costi o vincoli dati dall’amministrazione comunale.

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Il valore aggiunto della nostra proposta, e’ infatti la totale liberta’ compositiva di facciata che diventa l’aspetto caratterizzante.  E’ possibile realizzare un numero infinito di prospetti senza che si comprometta il valore estetico e architettonico, perche’ questo e’ dato dal sistema progettuale e non dalla forma raggiunta. Il sistema pensato, si configura come un vero e proprio catalogo a scelta del cliente: così come gli optional di un’ auto, possono arricchire e personalizzare l‘autovettura, anche la scelta dei moduli, in sede di compravendita, potra’ personalizzare e arricchire, secondo le esigenze e le peculiarita’ del cliente, l’abitazione stessa.

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Il modulo serra crea un ulteriore risparmio energetico per l’appartamento ad essa collegato, mentre il pannello con vetro fotovoltaico trasparente, consente all’utente dell’ appartamento un approvvigionamento diversificato e  autonomo di energia elettrica.  I moduli che abbiamo pensato sono quindi in grado di soddisfare le esigenze di un’ ampia gamma di acquirenti in quanto prevedono scelte  piu’ tradizionali come la ringhiera o la fioriera o la tenda, ma anche quelli di nuova generazione legati al risparmio energetico come la serra e il pannello fotovoltaico. Il modulo ringhiera potrà,  inoltre, essere abbinato ad un pannello scorrevole con funzione di  schermo-solare montato su appositi binari per facilitare l’ombreggiamento sulla facciata esposta a sud. Per le pareti esterne si è pensata ad una soluzione ventilata con sistema costruttivo “a secco” con rivestimento vincolato all’edificio tramite dispositivi di sospensione e di fissaggio di tipo meccanico non visibile (fig.4).
L’ intercapedine permette l’inserimento di un pannello termoisolante a contatto con la parete dell’edificio e la creazione di una camera per la circolazione ascensionale dell’aria (effetto camino). La parete ventilata protegge l’edificio contro le intemperie e gli agenti inquinanti conferendogli importanti vantaggi in termini d’isolamento termo-acustico, energetico, elimina i ponti termici, elimina le condense superficiali.

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La ceramica da noi ipotizzata è di tipo Bios Self-Cleaning® in quanto offre significative risposte in termini di capacità autopulente e di abbattimento dei NOx (ossidi e miscele di azoto, tra i principali inquinanti dell’atmosfera urbana). In particolare, Bios Self-Cleaning® è in grado di ottenere un drastico abbattimento degli interventi di pulizia e manutenzione delle superfici, garantendo un sensibile risparmio in termini economici e il mantenimento delle qualità e dell’aspetto del manufatto architettonico. La capacità di Bios Self-Cleaning® è di offrire proprietà autopulenti  legata all’azione di disgregazione dei depositi organici generata dal biossido di titanio contenuto nel coating, unita alla super idrofilia delle superfici, che si detergono grazie alla massimizzazione dell’effetto dilavante della pioggia (fig.1)

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L’acqua piovana si espande sulla superficie di Bios Self-Cleaning® generando un sottilissimo strato che deterge ed elimina lo sporco precedentemente decomposto dall’ossigeno attivo (fig.2).
Le prestazioni di abbattimento dei NOx garantite da Bios Self-Cleaning® offrono un apprezzabile contributo al miglioramento della qualità ambientale degli insediamenti urbani. Basti pensare che un rivestimento di 150 metri quadrati di facciata con Bios Self-Cleaning® ha la capacità di purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure di eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 11 automobili nel corso di un’intera giornata. (fig.3)
La copertura l’ abbiamo immaginata di tipo piano per poter accogliere delle serre che, oltre a migliorare  indirettamente, il contenimento del risparmio energetico della copertura offre la possibilità, per l’ utenza, di avviare processi di coltivazione di vegetali attraverso l’ uso di colture idroponiche che, pur richiedendo una porzione sensibilmente ridotta in acqua, possono avvalersi di quota parte di quella recuperata dall’ impianto delle acque  meteoriche destinate ai wc sanitari.
La copertura è inoltre dotata di pannelli fotovoltaici la cui produzione di energia elettrica andrà a soddisfare il fabbisogno delle parti comuni dell’ intero fabbricato.
Infine tutte le parti che rimangono in cemento faccia a visto tipo pilastri, setti portanti, vano ascensore etc  è stato ipotizzato di tipo fotocatalitico.

STRALCIO PROSPETTO

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RISTRUTTURAZIONE E LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ENRICO FERMI DI TORINO .

DOParchitetti, Ornella Chiotti, Francesco Cottone, Marta Benvenuto.fermi prova precompresso

CONCETTO DISTRIBUTIVO
La relazione che lega l’energia alla massa è stato il punto di partenza. “Piccole quantità di massa possono essere trasformate in un’immensa quantità di energia e viceversa…” se riuscissimo ad estrarre tutta l’energia già presente nella materia avremmo risolto il problema energetico. Ciò che proponiamo è un organismo che produce energia che va ad aiutare l’esistente e lo arricchisce senza distruggerlo. Il modello proposto è quindi anche educativo, nel senso che fa capire quanto questo legame sia importante: E=mc2.
Altro principio è l’interazione fra scuola e città, raggiunto con lo studio distributivo degli spazi. Gli ambienti su via Genova offrono, infatti, la possibilità di essere frequentati anche dagli abitanti del quartiere con ingressi dedicati.

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Si sono previste anche delle serre in cui gli studenti, possono coltivare prodotti per la mensa ma, anche, essere frequentate dal quartiere.Cluster e laboratori si trovano nei due edifici sul fronte est-ovest. Ogni cluster sarà caratterizzato da un colore “guida” che si ripeterà su alcuni particolari d’arredo.
Al piano interrato il laboratorio di musica è pensato anche per piccole esibizioni con pubblico ed è dotato di ingresso autonomo.
La scala a “farfalla” esistente rimane ad esclusivo uso di allievi e professori. Il nuovo ascensore potrà essere utilizzato anche dagli utenti con disabilità.
Il progetto prevede due nuovi ingressi su via Genova a quota di +150 cm rispetto al piano strada, aventi due scale frontali e una rampa parallela all’edificio. Un i porta alla scala di progetto con i due ascensori di cui uno per la mensa e l’altro per il bar.

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MATERIALI
Il paramano ha tessitura che caratterizza il periodo in cui la scuola fu costruita: meritevole quindi, di essere mantenuto. Il contenimento delle dispersioni termiche è stato risolto insufflando eco-cellulosa nelle intercapedini delle murature e predisponendo pannelli in corrispondenza dei ponti termici e nei luoghi in cui è richiesto un miglioramento dei requisiti acustici. Per le nuove costruzione – facciata ventilata – si è ipotizzato l’uso di pannelli coibentati in laminato. I serramenti sono in alluminio a taglio termico con vetri di tipo basso emissivo di cui alcuni a concentrazione solare collegati all’impianto fotovoltaico.
Su via Genova l’irraggiamento solare sarà contenuto con schermature in lamiera stirata anodizzata. Sulla facciate a sud, est e ovest si utilizzerà una schermatura realizzata con mini-celle fotovoltaiche – che ricordano le foglie dell’edera – le quali accumulano energia, aggiungendosi ai pannelli fotovoltaici, e che schermano ed ombreggiano. Le celle sono montate su di una rete metallica.

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COLLEGAMENTI VERTICALI
Gli utenti della scuola entrano da piazza Giacomini al piano seminterrato tramite una scala-rampa praticabile, anche i docenti provenienti dal parcheggio, attraverso il giardino, accedono a questo ingresso.I volumi in sopraelevazione non gravano sull’esistente e sono ancorati ai nuovi portali in cls precompresso che “sormontano” i due fabbricati. Al di sopra di questi le nuove serre sono in policarbonato. Internamente i pavimenti e le pareti sono ad alto valore di comfort acustico; nelle restanti parti sono impiegate pavimenti e rivestimenti resinosi.

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ASPETTO ENERGETICO ED IMPIANTISTICO
Il riscaldamento e il raffrescamento sarà a pavimento ed alimentato dal teleriscaldamento, l’impianto sarà integrato con frigoriferi reversibili a pompa di calore. La produzione di acqua calda sarà centralizzata utilizzando sempre il teleriscaldamento, così non ci saranno sistemi a combustione e si eviterà l’emissione di inquinanti.
L’energia elettrica verrà distribuita dalla cabina posta al piano seminterrato e sarà garantita la continuità dell’energia con apposite apparecchiature.

prova dalla terrazzaI nuovi pannelli fotovoltaici in copertura ridurranno i consumi di energia prelevata dalla rete e soddisferanno ampiamente i minimi normativi. E’ prevista la raccolta dell’acqua meteorica con serbatoi interrati nel cortile, che con pompe potrà essere riutilizzata. Per l’illuminazione è previsto un sistema automatico di gestione della luce che comanda e dimmera autonomamente l’illuminazione in base alla luce esterna. Sensori di presenza garantiscono lo spegnimento dell’illuminazione in assenza di attività. Esternamente l’illuminazione avverrà con lampade a LED.
I materiali impiegati svolgono un’importante azione a vantaggio della sostenibilità ambientale. L’alluminio e vetro sono prodotti tramite riciclaggio; il legno delle pareti divisorie delle aule e le fibre naturali impiegate come isolante derivano dall’uso di prodotto a piccola sezione composto per raggiungere grandi tagli. I materiali cementizi che costituiscono elementi di pavimentazione esterna adottano il principio attivo fotocatalitico, che abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti.
Si prevede infine un sistema di domotica che gestirà tutta la parte impiantistica.

PROVA IMPAGINAZIONE FERMI copia

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A Mesagne il dehor e’ torinese….

A Mesagne il dehor e’ torinese

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L’assessore spiega gli intenti del comune

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Hydroponic pavilion

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La scelta progettuale effettuata, nasce dall’analisi dei caratteri ambientali e paesistici del sito denominato Parco “alla Trucca”, situato vicino al complesso ospedaliero “Beato Giovanni XXIII” a Bergamo.

L’analisi paesaggistica del sito, pone in evidenza l’esigenza di pensare ad un padiglione a servizi temporaneo e leggero che sia posizionato in maniera baricentrica rispetto all’area di concorso e che sia permeabile al verde del parco e ai suoi fruitori: una sorta di membrana attraversata dalla luce, dal verde, dall’aria, dagli animali, dagli utenti e da tutto ciò che può popolare un parco. Inoltre l’affaccio e la sua vicinanza al lago sarà un ulteriore elemento di pregio e di lettura della vegetazione e della fauna presenti nel parco, da parte dei suoi fruitori. La natura dovra’ entrare nel padiglione attraverso il verde che potra’ essere spontaneo o coltivato, attraverso il posizionamento, all’interno della struttura, di orti verticali. Dati i caratteri ambientali particolarmente suggestivi e delicati, si propenderà per un elemento unico, semplice e il piu’ possibile trasparente, permeabile alla natura che lo circonderà: un organismo vivente e adattabile alle esigenze dell’utenza, un guscio leggero, traslucido e sollevato da terra, una struttura eterea che al suo interno racchiuda attività, energia, natura e divertimento. Nelle nostre intenzioni, dovra’ essere un elemento che risulti permeabile al tempo e alle stagioni: chiuso e caldo d’inverno e fresco e aperto d’estate, adattabile quindi e completamente smontabile per quanto riguarda i suoi elementi costitutivi, in modo tale da non pesare troppo in termini di impatto ambientale, con gli elementi naturali del parco.

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La sua leggerezza implicherà inoltre la scelta di elementi costitutivi semplici e prefabbricati, oltre alla presenza di tanti elementi trasparenti. Oltre a cio’ bisognerà dimensionare gli elementi portanti, in modo tale che siamo il più possibile esili e leggeri.

Si pensa di utilizzare elementi prefabbricati in C.A.P. (Cemento Armato Precompresso), per la struttura di fondazione, che sarà composta da plinti e travi prefabbricati facilmente asportabili e rimovibili se il padiglione dovrà essere successivamente trasportato in altro luogo. Per quanto riguarda la struttura in muratura, essa sara’ in blocchi e solai Ytong, mentre per la copertura si pensa a travi reticolari in acciaio.

La forma quindi sarà semplice, senza fronte ne’ retro, in modo tale da essere fruibile ugualmente da ogni direzione: nessuna gerarchia, nessun portale di ingresso o senso di visita, l’organismo sarà fruibile da ogni punto di vista e ugualmente sarà visitabile arrivando da qualsiasi punto del parco.

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Si assume come forma di riferimento il rettangolo: la manica del costruito sarà di 6 m, la dimensione totale del padiglione, ma non del costruito, sarà 12m x 84m.

Le costruzioni all’interno del padiglione, saranno tre e realizzate con l’utilizzo dei blocchi cellulari Ytong, per garantire un facile e veloce montaggio: un blocco di 6×18 m (108 mq) adibito a Veg-Bar-Restaurant; un blocco a servizi igienici e tecnico/impiantistici di 6×12 m (72 mq); un blocco Palestra/Area-fitness/Meditazione di 6×18 m (108 mq), per un totale di 288 mq di superficie costruita. I blocchi costruiti saranno ad una distanza di 12 m l’uno dall’altro, intervallati da setti portanti sempre in Ytong. Tutti e tre i blocchi saranno rivestiti esternamente con materiali coibenti quali il Celenit e su questi sarà posato un intonaco con funzioni isolanti.

Le fondazioni come si diceva saranno prefabbricate e adatte ai rilievi geologici e alle caratteristiche morfologiche del terreno. Attorno ad ognuno dei tre blocchi si prevede un marciapiede di circa 1 m, mentre il resto dell’area di progetto viene suddivisa attraverso piccoli sentieri in ghiaino uguali a quelli esistenti e in aree fluide di verde che attraversano la struttura in ogni direzione e che in questa maniera risultano pienamente utilizzate dagli utenti, garantendo quella fusione tra costruito e naturale che rimane il punto saldo e caratterizzante il progetto.

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La copertura trasparente, ipotizzata per la zona dehor che protegge e accoglie tutte le funzioni del padiglione e tutte quelle attività aggiuntive che si possono pensare di inserire all’interno del progetto, viene pensata come un ombrello, realizzata attraverso l’utilizzo di un’ossatura in travi reticolari di acciaio, a formare uno scheletro portante ma sospeso da terra di circa 90 cm, rivestito da una pelle trasparente e che può nelle sue partizioni verticali essere arrotolata o dispiegata a seconda delle esigenze: un’insieme di tende riavvolgibili che possono essere gestite a seconda del tempo e della temperatura. La copertura del padiglione viene quindi realizzata per mezzo di teloni impermeabili trasparenti per le pareti verticali e semitrasparenti per la copertura orizzontale, accoppiati attraverso incollaggio con pellicole polimeriche fotovoltaiche, stampate con soggetti personalizzati attraverso stampanti a grande formato.

La copertura fungerà così, sia per la sua posizione, sia per la presenza delle pellicole fotovoltaiche, da accumulatore di energia elettrica che verrà distribuita a tutte quelle funzioni caratterizzanti il padiglione quali: la termoregolamentazione e l’alimentazione degli apparecchi illuminanti e di servizio della struttura. Nello specifico l’energia prodotta, servirà per alimentare le pompe di calore presenti all’interno di una zona tecnica nel controsoffitto di ognuno dei tre blocchi costruiti, oltre che per l’alimentazione delle lampade a led della struttura in esterno ed in interno e per gli elettrodomestici della cucina del Veg-Restaurant. L’elettricita’ prodotta servirà anche ad alimentare una pompa presente nel blocco servizi che convoglierà l’acqua piovana accumulata nel bacino di raccolta a fianco della pompa, derivante dalla copertura e che verrà poi ridistribuita ai servizi igienici (scarico wc) e agli orti verticali presenti nelle aree a fianco del Veg-Restaurant.

Gli orti verticali serviranno alla coltivazione di piante commestibili quali: crescione, valeriana, cicoria, misticanza, piccoli ortaggi, odorose non perenni, legumi rampicanti. Le piante potranno essere raccolte e utilizzate per la preparazione dei cibi del Veg-Restaurant oltre a termoregolamentare gli spazi serra che si vengono a formare all’interno della copertura fotovoltaica; inoltre sempre per quanto riguarda la vegetazione e gli orti verticali, si puo’ pensare alla creazione di piccoli laboratori didattici legati alla coltivazione e al giardinaggio da realizzare con le scuole presenti sul territorio.

La copertura sarà leggermente inclinata verso la mezzeria, in modo tale da far defluire velocemente le acque piovane nel bacino di raccolta situato nel blocco servizi tecnici centrale e tramite una pompa andare ad alimentare le piante stesse. La copertura inoltre viene pensata attrezzata da cavi scaldanti per evitare l’accumulo della neve nel periodo invernale.

Il verde quindi sara’ un elemento fondante del progetto: verde che, oltre ad essere immaginato all’esterno del padiglione attraverso la piantumazione di nuovi alberi ed essenze locali, cosi’ come rappresentato sinteticamente nello stralcio 1:500, vedra’ il suo sviluppo anche all’interno del padiglione: sia attraverso gli orti verticali che produrrano piante commestibili e officinali con funzione anche di laboratorio didattico, sia attraverso le aree verdi di prato che dall’esterno entreranno nel padiglione stesso a rappresentare quella fusione tra dentro e fuori che sara’ il valore fondante del progetto.

Come si diceva, la tecnologia costruttiva sara’ quella della prefabbricazione e costruzione a secco: blocchi Ytong per le murature di tamponamento e portanti accoppiate con materiali isolanti ecologici quali il Celenit, fondazioni in C.A.P. prefabbricate, struttura portante di copertura in travi reticolari di ferro, grandi serramenti in vetro basculanti completamente apribili all’occorrenza.

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Per la presenza dei teli fotovoltaici, si pensa di poter produrre circa 45 kw di energia che verra’ reimpiegata nell’illuminazione, termoregolamentazione e nelle apparecchiature elettriche presenti nel padiglione. Nella zona dei servizi tecnici, oltre alla pompa di ricircolo delle acque piovane, saranno presenti batterie di accumulo ed inverter collegati al telo fotovoltaico.

L’illuminazione posta all’interno e all’esterno del padiglione sara’ realizzata per mezzo di lampade a led o comunque a basso consumo.

Riteniamo importante aggiungere al progetto, anche un elemento visivo e caratterizzante come la mongolfiera o Trucca-eye: un veicolo che potra’ portare i fruitori del parco in aria, per ammirare a 100/150 m di altezza, tutte le bellezze del panorama presente, oltre a servire da elemento di misurazione e comunicazione dello stato dell’aria, indicando attraverso la sua illuminazione che potra’ essere verde gialla o rossa, la presenza di agenti inquinanti nella zona del parco.

Guardando all’orizzonte, i cittadini di Bergamo e delle aree limitrofe, potranno essere edotti sullo stato dell’aria che respirano: affacciandosi dalle loro case potranno ammirare una piccola mongolfiera che attraverso il suo colore indichera’ lo stato dell’aria che respirano.

Il progetto, nelle nostre intenzioni, dovra’ diventare un punto di riferimento per l’intera comunita’ e questo sia per quanto riguarda la progettazione che lo rende autonomo e autosufficiente, sia per la tecnologia usata attenta al riciclo, al risparmio energetico e alla costruzione a secco e sia come veicolo culturale di ricerca sul verde e sulla produzione di piante commestibili, concetto strettamente legato alla permacoltura ed alle vertical farm.

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Internet of things

Concorso di idee per un nuovo dehor: Ricaricalabatteria

Spiegazione del progetto per i nuovi dehors

Primo classificato

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Il progetto del sistema dehors, si compone di pochi elementi semplici che combinati tra loro possono dar luce a diverse tipologie a seconda delle esigenze tipologiche e della loro collocazione nel comune di Mesagne. La struttura si compone di scatolati di ferro bronzati, tenuti insieme da giunti in ferro che delineano le molteplici tipologie (vedi tav.2). La struttura portante e’ costituita quindi, da uno scatolato in ferro di dimensioni 4×4 che riprende le forme semplici e lineari volte a non interagire con gli elementi architettonici di grande pregio presenti nel luogo: essa svolgera’ la funzione di inquadrare le architetture come la cornice di un quadro, oltre a quella portante quando e’ necessario. La pedana del dehor quando presente, verra’ realizzata attraverso il recupero e la posa di legname riciclato su un telaio anch‘esso in legno; il cestino dei rifiuti e’ realizzato in legno riciclato e date le dimensioni e la tipologia, puo‘ essere utilizzato come fioriera, la ringhiera sara’ realizzata attraverso due tiranti in acciaio mentre sara‘ sempre presente una parete laterale in vetro temperato stratificato dove saranno indicati il marchio del comune e le istruzioni di carica dello smart phone. L’aspetto innovativo del progetto risiede nell’utilizzo per la copertura, di materiali semiconduttori organici ovvero polimeri speciali, in grado di condurre la carica elettrica e quindi di assumere un comportamento conduttivo o semiconduttivo. La copertura viene quindi realizzata per mezzo di una normalissima tenda a rullo in stoffa che verra’ poi accoppiata tramite incollatura ad una pellicola in plastica di qualche decimo di mm, la quale possiede capacita’ fotovoltaiche.

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Il progetto in questo modo rientra in una proposta di Internet of Things, cioe’ quell’insieme di dispositivi, principalmente sensori, connessi in rete ed in grado di comunicare con una centralina o con uno smart phone. In questo caso gli utenti potranno ricaricare il loro apparecchio tecnologico attraverso una presa inserita all’interno del dehor collegata all’apparecchio fotovoltaico. Le pellicole considerate nel progetto, sono prodotte attraverso la start-up innovativa Ribes Tech e producono all’incirca 30 watt/mq. I moduli fotovoltaici in questione sono realizzati interamente in plastica utilizzando i materiali polimerici, quindi non includono sostanze tossiche o materiali rari come le normali cellule fotovoltaiche al silicio, in tal modo sono completamente riciclabili e non rientrano nella classificazione dei rifiuti speciali. La pellicola fotovoltaica applicata sui teloni, viene stampata per mezzo di stampanti a grande formato su disegno a richiesta. Nella fattispecie abbiamo preso come esempio i merletti realizzati dalle donne al tombolo che sono una costante anche delle luminarie delle feste patronali del Salento. Per quanto riguarda l‘uso dell’elettricita’ prodotta attraverso la pellicola fotovoltaica, essa sara’ utilizzata di giorno dagli avventori per la ricarica dei propri smart phone, mentre la sera servira’ all’illuminazione del dehor stesso come fonte di energia dei led Lines of Light, applicati su alcune parti della struttura portante in ferro.

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Il progetto del sistema dehors, si compone di pochi elementi
come si puo’ vedere dall‘assonometria a lato,  che combinati tra loro possono dar luce a diverse tipologie a seconda delle esigenze tipologiche e della loro collocazione nel comune di Mesagne.
Nell’assonometria a sinistra si possono vedere, come se fossero smontati, tutti gli elementi che combinati insieme possono dar luogo alla tipologia con pedana, fioriera/cestino e copertura con telo oscurante e fotovoltaico.
Il montaggio e’ semplice e veloce, i collegamenti avvengono tramite i giunti anch’essi in ferro bronzato che avranno chiusure con brugole passanti.
Il montaggio del telo di copertura avviene con l’installazione del rullo sulla struttura portante e la presenza del rullo garantisce la flessibilita’ dell’utilizzo della copertura stessa, infatti si puo’ mettere oppure omettere.
Il telo scorre in apposite guide collegate alla struttura portante con un sistema simile a quello delle tende avvolgibili.
Sopra il telo impermeabile viene incollata la pellicola fotovoltaica che essendo pieghevole e molto sottile si arrotola con la tenda oscurante.Collegato al telo/pellicola fotovoltaica ci sara‘ un inverter e una presa per l’alimentazione delle lampade a led lines of light e per la ricarica dello smart phone.

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La struttura portante e’ costituita quindi, da uno scatolato in ferro verniciato di dimensioni 4×4 che riprende le forme semplici e lineari volte a non interagire con gli elementi architettonici di grande pregio presenti nel comune di Mesagne: essa svolgera’ la funzione di inquadrare le architetture come la cornice di un quadro, oltre a quella portante quando e’ necessario. L’effetto quadro aumentera’ notevolmente la sera, andando ad incorniciare con strisce led, come si puo’ vedere dalle viste notturne, le architetture significative presenti nel comune. Nello schema a destra e’ presente una planimetria tipo con alcune delle possibili combinazioni/disposizioni degli elementi costitutivi del sistema dehors.

A Mesagne il dehor e’ torinese

Massino Visconti

Massino Visconti

Riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto

Terzo classificato.

Il processo progettuale parte da un’esame approfondito della documentazione fornita dall’ente banditore. Esaminando lo stato di fatto, si evidenzia immediatamente l’impianto particolarmente interessante della piazza Vittorio Veneto e delle sue costruzioni che sul layout rimandano a edifici in pianta quadrata e di diverse altezze. L’esistente, come si evince anche dalle foto, e’ caratterizzato da molti livelli su piani differenti collegati con scale e scalette; lo stato di fatto, presenta anche parecchi edifici oramai in stato di avanzato degrado. Si decide, come richiesto dal bando, di demolire tutto l’esistente per ricostruire in maniera tale da mantenere apparentemente, l’impianto precedente. La pianta del nuovo, ricalca quindi in maniera attenta cio’ che in parte c’era, e questo da’ la sua impronta al nuovo progetto. Si mantiene e si amplia la stecca e si riporta alla luce una probabile torre isolata. Il luogo, la storia e le vicende accadute, ci fanno venire in mente il Ricetto. Il termine Ricetto, derivante dal termine di lingua latina “receptum”, definisce una struttura fortificata in uso nell’Italia medievale, soprattutto in Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia ecc.). Si trattava di un recinto protetto da fossato, scarpata in terra di riporto, e palizzata di legno, destinato, in prevalenza, alla custodia dei “preziosi” della comunità agricola: prodotti agricoli, bestiame, e strumenti di lavoro.

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La piazza Vittorio Veneto e’ nel centro del comune di Massino Visconti, a due passi dal Castello e per la sua composizione urbanistica e’ baricentrica rispetto a tutto il paese. Si e’ pensato quindi, di attribuire quest‘immagine ricca di storia, all’impianto urbanistico e architettonico del nuovo intervento. Concettualmente quindi, possiamo identificare all’interno del nuovo progetto, tre elementi progettuali ben specifici : la Stecca, la Piazza e la Torre. L’intervento si pone l’obiettivo di servire la piazza di residenze private, attrezzature quali elementi di arredo urbano e servizi, come locali commerciali e di cultura. Viene ritenuto molto importante realizzare un giusto mix di tutti e tre questi elementi per far si che lo spazio sia vivo e vissuto dai cittadini e dai turisti e diventi il fulcro culturale e sociale del comune.

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Nella volumetria sopra viene evidenziato in rosso tutto cio’ che sara’ dedicato a spazi pubblici quali locali commerciali e di servizio. Il nuovo impianto architettonico in termini volumetrici, sara’ di circa 680 mc di spazi adibiti a commercio e 750 mc dedicati alle residenze private. La tipologia usata per la residenza e’ quella dei duplex, questo perche’ si e’ voluto mantenere il gioco di livelli esistente nelle precedenti strutture residenziali: scale e piani altimetrici differenti caratterizzeranno anche il nuovo intervento, questo per non stravolgere la lettura ormai consolidata della piazza stessa e anche per garantire diversi livelli di interpretazione e fruizione del paesaggio circostante anche all’interno delle residenze. Si riporta qua sotto lo schema volumetrico delle abitazioni, che mostra la presenza di due duplex con accesso da scala comune e un appartamento su due livelli con accesso da scala privata sulla via Marconi. La manica dell’edificio lungo la via Marconi, e’ costituita da una stecca irregolare sia in pianta che in alzato: tre piani fuori terra che in maniera articolata disegnano uno skyline che fa ricordare le torri e le fortificazioni, il Ricetto per l’appunto. Al piano terra trovano sistemazione locali commerciali e servizi per la cittadinanza.

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La torre invece, si erge da cio’ che era forse una torre anch’essa e di cui rimangono solo tracce di muri a secco; baricentrica rispetto alla piazza e’ la prima cosa che si dovra’ vedere arrivando dalla via Vittorio Emanuele. La Torre sara’ a disposizione dei turisti e della cittadinanza: circondata da una piccola fontana a raso a ricordare il fossato, ospitera’ mostre itineranti e fungera’ da possibile info-point per i turisti. Inoltre attraverso un collegamento verticale realizzato con una scala a chiocciola e un’ascensore, condurra’ alla terrazza da dove si potra’ ammirare un bellissimo panorama su tutto l’Alto Vergante. La tecnologia costruttiva usata per l‘intervento e’ l’X-Lam che garantisce una facile e veloce realizzazione (bassi costi di cantiere) oltre a garantire alti livelli di efficienza energetica. Tutti gli edifici sono costruiti in X-Lam coibentato e intonacato poggiante su uno zoccolo alto 50 cm in cemento armato, anch‘esso coibentato e intonacato. La stecca abitativa fuoriesce dallo zoccolo che delinea in questo modo gli accessi ai locali commerciali e alle scale degli appartamenti. La presenza della zoccolatura in c.a. risolve il problema dell’attacco a terra dell’X-Lam e della sua tenuta agli agenti atmosferici e accentua la verticalita’ degli edifici richiamando la strallatura presente negli edifici medievali. La Torre non evidenzia in facciata la zoccolatura, anche se il rialzo in cemento armato sara’ sempre presente con altezza minore e cioe’ di circa 10 cm, in modo tale da sollevare la torre dalla fontana a raso che delimita il perimetro della Torre stessa, a guisa di fossato. Le facciate della stecca saranno intonacate e colorate in pasta, con colori naturali caratteristici della zona, secondo le indicazioni del piano colore del PRGC.

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La Torre invece, per non far pensare ad un restauro ma evidenziando in modo indubitabile la nuova costruzione, sara’ rivestita con una parete ventilata in materiale ceramico o lapideo, in due colori differenti, in modo tale da segnare gli spigoli ed aumentare la verticalita’ dell’edificio stesso. La piazza sara’ in parte in materiale lapideo e in parte in cemento lisciato, posato in vari settori geometrici, potenziali fughe e punti di vista, evidenziati da lame in acciaio e scuretti. In mezzo una seduta, estrusa dalla pavimentazione stessa a riprendere il segno del pavimento. Nei muri perimetrali tangenti agli edifici esistenti, un filare di quattro piccoli alberi inseriti in altrettante aiuole verdi. Per delimitare l’accesso alla piazza da parte dei veicoli sono state inserite delle sfere in pietra a guisa di dissuasori. Gli elementi geometrici architettonici e urbanistici inseriti, sono sempre semplici e puri in modo tale da accentuare quel taglio metafisico e geometrico che caratterizza tutto l’intervento progettuale. La geometria rettilinea e i tagli sghembi delle aperture nelle facciate degli edifici danno al complesso in generale quell’aspetto che ci riporta alle tradizioni architettoniche caratteristiche dei luoghi in cui ci troviamo ad operare. Un’altro segno che caratterizza la piazza e’ il taglio obliquo della raccolta delle acque piovane che separa la piazza dalla zona verde. Per quanto riguarda i posteggi si ipotizzano un posteggio disabile e un’area di carico e scarico; progettualmente si pensa di dirottare le auto in arrivo e quelle dei residenti su posteggi tangenti alla zona centrale e di centro storico. Per quanto riguarda l’illuminazione serale, si utilizza il fossato per creare un fascio di luce radente alla torre, in modo tale da farla diventare essa stessa elemento di illuminazione. Stesso discorso vale per la panchina, che con un illuminazione radente posizionata alla base della stessa, diventa una specie di elemento illuminante a se’ stante. La pavimentazione sara’ illuminata con una serie di lampade a led ad incasso a pavimento, nello specifico inserite tangente al taglio obliquo della raccolta delle acque. L’illuminazione deve garantire l’esaltazione delle tre forme che caratterizzano il progetto, in questo caso inserendo come elemento ulteriore di illuminazione la panchina che appare come appoggiata sulla piazza a guisa di elemento staccato dalla stessa. Di giorno infatti la panchina tende a nascondersi, mentre la notte essa vive di vita propria e diventa ugualmente un importante elemento di arredo ben visibile e quindi fulcro insieme alla torre di una possibile socialita’ cittadina. Per chiudere si e’ ritenuto davvero importante garantire un punto di vista privilegiato dalla piazza su tutto il panorama dell’Alto Vergante e l’inserimento della torre con la sua ampia terrazza soddisfa queste esigenze che possono diventare evidentemente motivo ulteriore di visita e conoscenza da parte dei turisti, del comune di Massino Visconti..

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Office U-glass

Stiamo lavorando ad un progetto di rifunzionalizzazione di spazi lavorativi. Il materiale utilizzato per la realizzazione degli spazi lavorativi sara’ l’U-glass… Vogliamo che la luce naturale piova direttamente sugli spazi di lavoro e di disimpegno. La luce naturale contribuisce al nostro benessere fisico!

 

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Gallery

Una mansarda

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Abbiamo ultimato nel centro di Torino, una piccola mansarda….

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