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Stiamo ristrutturando un appartamento in centro a Torino…

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The nest

Stiamo ristrutturando una piccola casa, per una coppia di patiti del volo…

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matteo francesca pres comune

Nature

Abbiamo ultimato la foresta di betulle che caratterizzera’ una nuova filiale bancaria…

Abbiamo utilizzato materiali naturali e trattati naturalmente per creare ambienti salubri ed ecologici sia per gli utenti che per chi ci lavora. Gli elementi naturali ed in questo caso le betulle, contribuiscono al benessere abitativo degli utenti: pensare di lavorare circondati da elementi naturali e’ sicuramente positivo per il nostro fisico ed il nostro umore. Ritornare a dimensioni piu’ vicine alla Natura e’ l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo ogniqualvolta ci viene richiesto di intervenire…

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Il progetto e’ stato realizzato in stretta collaborazione con la ditta Proforme S.R.L. di Torino.

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Un “sistema di facciata”: il progetto e non la forma.

Edificio residenziale in via Raffaello Sanzio
a Settimo Torinese.

DOParchitetti, Ornella Chiotti.

Il sistema di progetto sostituisce la forma definita: il sistema progettuale che e’ stato scelto per comporre i prospetti è partito da una maglia di cm 308×315, e suo sottomultiplo, valida sia per le due tipologie di pianta che per i quattro prospetti e che puo’ variare a seconda delle esigenze progettuali.

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Sui  moduli della griglia di facciata possono essere previsti  sei diverse tipologie di “optional”: il modulo ringhiera con o senza schermo solare, il modulo ringhiera con fioriera, il mezzo modulo, il modulo ringhiera con pannello fotovoltaico, il modulo ringhiera con la tenda e infine il modulo serra in u-glass. La struttura portante dei moduli e’ realizzato con scatolato in ferro 40×40 mm, verniciato a fuoco  colore grigio canna di fucile. Ogni modulo risulta essere montato a contatto con tutti i moduli con esso confinanti  in modo tale da creare una struttura continua che puo’ essere “riempita” dal cliente  in caso di acquisto antecedente la  definizione del progetto, o direttamente dal progettista in assoluta liberta’ e seguendo altresi’ esigenze di costi o vincoli dati dall’amministrazione comunale.

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Il valore aggiunto della nostra proposta, e’ infatti la totale liberta’ compositiva di facciata che diventa l’aspetto caratterizzante.  E’ possibile realizzare un numero infinito di prospetti senza che si comprometta il valore estetico e architettonico, perche’ questo e’ dato dal sistema progettuale e non dalla forma raggiunta. Il sistema pensato, si configura come un vero e proprio catalogo a scelta del cliente: così come gli optional di un’ auto, possono arricchire e personalizzare l‘autovettura, anche la scelta dei moduli, in sede di compravendita, potra’ personalizzare e arricchire, secondo le esigenze e le peculiarita’ del cliente, l’abitazione stessa.

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Il modulo serra crea un ulteriore risparmio energetico per l’appartamento ad essa collegato, mentre il pannello con vetro fotovoltaico trasparente, consente all’utente dell’ appartamento un approvvigionamento diversificato e  autonomo di energia elettrica.  I moduli che abbiamo pensato sono quindi in grado di soddisfare le esigenze di un’ ampia gamma di acquirenti in quanto prevedono scelte  piu’ tradizionali come la ringhiera o la fioriera o la tenda, ma anche quelli di nuova generazione legati al risparmio energetico come la serra e il pannello fotovoltaico. Il modulo ringhiera potrà,  inoltre, essere abbinato ad un pannello scorrevole con funzione di  schermo-solare montato su appositi binari per facilitare l’ombreggiamento sulla facciata esposta a sud. Per le pareti esterne si è pensata ad una soluzione ventilata con sistema costruttivo “a secco” con rivestimento vincolato all’edificio tramite dispositivi di sospensione e di fissaggio di tipo meccanico non visibile (fig.4).
L’ intercapedine permette l’inserimento di un pannello termoisolante a contatto con la parete dell’edificio e la creazione di una camera per la circolazione ascensionale dell’aria (effetto camino). La parete ventilata protegge l’edificio contro le intemperie e gli agenti inquinanti conferendogli importanti vantaggi in termini d’isolamento termo-acustico, energetico, elimina i ponti termici, elimina le condense superficiali.

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La ceramica da noi ipotizzata è di tipo Bios Self-Cleaning® in quanto offre significative risposte in termini di capacità autopulente e di abbattimento dei NOx (ossidi e miscele di azoto, tra i principali inquinanti dell’atmosfera urbana). In particolare, Bios Self-Cleaning® è in grado di ottenere un drastico abbattimento degli interventi di pulizia e manutenzione delle superfici, garantendo un sensibile risparmio in termini economici e il mantenimento delle qualità e dell’aspetto del manufatto architettonico. La capacità di Bios Self-Cleaning® è di offrire proprietà autopulenti  legata all’azione di disgregazione dei depositi organici generata dal biossido di titanio contenuto nel coating, unita alla super idrofilia delle superfici, che si detergono grazie alla massimizzazione dell’effetto dilavante della pioggia (fig.1)

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L’acqua piovana si espande sulla superficie di Bios Self-Cleaning® generando un sottilissimo strato che deterge ed elimina lo sporco precedentemente decomposto dall’ossigeno attivo (fig.2).
Le prestazioni di abbattimento dei NOx garantite da Bios Self-Cleaning® offrono un apprezzabile contributo al miglioramento della qualità ambientale degli insediamenti urbani. Basti pensare che un rivestimento di 150 metri quadrati di facciata con Bios Self-Cleaning® ha la capacità di purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure di eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 11 automobili nel corso di un’intera giornata. (fig.3)
La copertura l’ abbiamo immaginata di tipo piano per poter accogliere delle serre che, oltre a migliorare  indirettamente, il contenimento del risparmio energetico della copertura offre la possibilità, per l’ utenza, di avviare processi di coltivazione di vegetali attraverso l’ uso di colture idroponiche che, pur richiedendo una porzione sensibilmente ridotta in acqua, possono avvalersi di quota parte di quella recuperata dall’ impianto delle acque  meteoriche destinate ai wc sanitari.
La copertura è inoltre dotata di pannelli fotovoltaici la cui produzione di energia elettrica andrà a soddisfare il fabbisogno delle parti comuni dell’ intero fabbricato.
Infine tutte le parti che rimangono in cemento faccia a visto tipo pilastri, setti portanti, vano ascensore etc  è stato ipotizzato di tipo fotocatalitico.

STRALCIO PROSPETTO

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RISTRUTTURAZIONE E LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ENRICO FERMI DI TORINO .

DOParchitetti, Ornella Chiotti, Francesco Cottone, Marta Benvenuto.fermi prova precompresso

CONCETTO DISTRIBUTIVO
La relazione che lega l’energia alla massa è stato il punto di partenza. “Piccole quantità di massa possono essere trasformate in un’immensa quantità di energia e viceversa…” se riuscissimo ad estrarre tutta l’energia già presente nella materia avremmo risolto il problema energetico. Ciò che proponiamo è un organismo che produce energia che va ad aiutare l’esistente e lo arricchisce senza distruggerlo. Il modello proposto è quindi anche educativo, nel senso che fa capire quanto questo legame sia importante: E=mc2.
Altro principio è l’interazione fra scuola e città, raggiunto con lo studio distributivo degli spazi. Gli ambienti su via Genova offrono, infatti, la possibilità di essere frequentati anche dagli abitanti del quartiere con ingressi dedicati.

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Si sono previste anche delle serre in cui gli studenti, possono coltivare prodotti per la mensa ma, anche, essere frequentate dal quartiere.Cluster e laboratori si trovano nei due edifici sul fronte est-ovest. Ogni cluster sarà caratterizzato da un colore “guida” che si ripeterà su alcuni particolari d’arredo.
Al piano interrato il laboratorio di musica è pensato anche per piccole esibizioni con pubblico ed è dotato di ingresso autonomo.
La scala a “farfalla” esistente rimane ad esclusivo uso di allievi e professori. Il nuovo ascensore potrà essere utilizzato anche dagli utenti con disabilità.
Il progetto prevede due nuovi ingressi su via Genova a quota di +150 cm rispetto al piano strada, aventi due scale frontali e una rampa parallela all’edificio. Un i porta alla scala di progetto con i due ascensori di cui uno per la mensa e l’altro per il bar.

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MATERIALI
Il paramano ha tessitura che caratterizza il periodo in cui la scuola fu costruita: meritevole quindi, di essere mantenuto. Il contenimento delle dispersioni termiche è stato risolto insufflando eco-cellulosa nelle intercapedini delle murature e predisponendo pannelli in corrispondenza dei ponti termici e nei luoghi in cui è richiesto un miglioramento dei requisiti acustici. Per le nuove costruzione – facciata ventilata – si è ipotizzato l’uso di pannelli coibentati in laminato. I serramenti sono in alluminio a taglio termico con vetri di tipo basso emissivo di cui alcuni a concentrazione solare collegati all’impianto fotovoltaico.
Su via Genova l’irraggiamento solare sarà contenuto con schermature in lamiera stirata anodizzata. Sulla facciate a sud, est e ovest si utilizzerà una schermatura realizzata con mini-celle fotovoltaiche – che ricordano le foglie dell’edera – le quali accumulano energia, aggiungendosi ai pannelli fotovoltaici, e che schermano ed ombreggiano. Le celle sono montate su di una rete metallica.

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COLLEGAMENTI VERTICALI
Gli utenti della scuola entrano da piazza Giacomini al piano seminterrato tramite una scala-rampa praticabile, anche i docenti provenienti dal parcheggio, attraverso il giardino, accedono a questo ingresso.I volumi in sopraelevazione non gravano sull’esistente e sono ancorati ai nuovi portali in cls precompresso che “sormontano” i due fabbricati. Al di sopra di questi le nuove serre sono in policarbonato. Internamente i pavimenti e le pareti sono ad alto valore di comfort acustico; nelle restanti parti sono impiegate pavimenti e rivestimenti resinosi.

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ASPETTO ENERGETICO ED IMPIANTISTICO
Il riscaldamento e il raffrescamento sarà a pavimento ed alimentato dal teleriscaldamento, l’impianto sarà integrato con frigoriferi reversibili a pompa di calore. La produzione di acqua calda sarà centralizzata utilizzando sempre il teleriscaldamento, così non ci saranno sistemi a combustione e si eviterà l’emissione di inquinanti.
L’energia elettrica verrà distribuita dalla cabina posta al piano seminterrato e sarà garantita la continuità dell’energia con apposite apparecchiature.

prova dalla terrazzaI nuovi pannelli fotovoltaici in copertura ridurranno i consumi di energia prelevata dalla rete e soddisferanno ampiamente i minimi normativi. E’ prevista la raccolta dell’acqua meteorica con serbatoi interrati nel cortile, che con pompe potrà essere riutilizzata. Per l’illuminazione è previsto un sistema automatico di gestione della luce che comanda e dimmera autonomamente l’illuminazione in base alla luce esterna. Sensori di presenza garantiscono lo spegnimento dell’illuminazione in assenza di attività. Esternamente l’illuminazione avverrà con lampade a LED.
I materiali impiegati svolgono un’importante azione a vantaggio della sostenibilità ambientale. L’alluminio e vetro sono prodotti tramite riciclaggio; il legno delle pareti divisorie delle aule e le fibre naturali impiegate come isolante derivano dall’uso di prodotto a piccola sezione composto per raggiungere grandi tagli. I materiali cementizi che costituiscono elementi di pavimentazione esterna adottano il principio attivo fotocatalitico, che abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti.
Si prevede infine un sistema di domotica che gestirà tutta la parte impiantistica.

PROVA IMPAGINAZIONE FERMI copia

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Massino Visconti

Massino Visconti

Riqualificazione di Piazza Vittorio Veneto

Terzo classificato.

Il processo progettuale parte da un’esame approfondito della documentazione fornita dall’ente banditore. Esaminando lo stato di fatto, si evidenzia immediatamente l’impianto particolarmente interessante della piazza Vittorio Veneto e delle sue costruzioni che sul layout rimandano a edifici in pianta quadrata e di diverse altezze. L’esistente, come si evince anche dalle foto, e’ caratterizzato da molti livelli su piani differenti collegati con scale e scalette; lo stato di fatto, presenta anche parecchi edifici oramai in stato di avanzato degrado. Si decide, come richiesto dal bando, di demolire tutto l’esistente per ricostruire in maniera tale da mantenere apparentemente, l’impianto precedente. La pianta del nuovo, ricalca quindi in maniera attenta cio’ che in parte c’era, e questo da’ la sua impronta al nuovo progetto. Si mantiene e si amplia la stecca e si riporta alla luce una probabile torre isolata. Il luogo, la storia e le vicende accadute, ci fanno venire in mente il Ricetto. Il termine Ricetto, derivante dal termine di lingua latina “receptum”, definisce una struttura fortificata in uso nell’Italia medievale, soprattutto in Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia ecc.). Si trattava di un recinto protetto da fossato, scarpata in terra di riporto, e palizzata di legno, destinato, in prevalenza, alla custodia dei “preziosi” della comunità agricola: prodotti agricoli, bestiame, e strumenti di lavoro.

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La piazza Vittorio Veneto e’ nel centro del comune di Massino Visconti, a due passi dal Castello e per la sua composizione urbanistica e’ baricentrica rispetto a tutto il paese. Si e’ pensato quindi, di attribuire quest‘immagine ricca di storia, all’impianto urbanistico e architettonico del nuovo intervento. Concettualmente quindi, possiamo identificare all’interno del nuovo progetto, tre elementi progettuali ben specifici : la Stecca, la Piazza e la Torre. L’intervento si pone l’obiettivo di servire la piazza di residenze private, attrezzature quali elementi di arredo urbano e servizi, come locali commerciali e di cultura. Viene ritenuto molto importante realizzare un giusto mix di tutti e tre questi elementi per far si che lo spazio sia vivo e vissuto dai cittadini e dai turisti e diventi il fulcro culturale e sociale del comune.

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Nella volumetria sopra viene evidenziato in rosso tutto cio’ che sara’ dedicato a spazi pubblici quali locali commerciali e di servizio. Il nuovo impianto architettonico in termini volumetrici, sara’ di circa 680 mc di spazi adibiti a commercio e 750 mc dedicati alle residenze private. La tipologia usata per la residenza e’ quella dei duplex, questo perche’ si e’ voluto mantenere il gioco di livelli esistente nelle precedenti strutture residenziali: scale e piani altimetrici differenti caratterizzeranno anche il nuovo intervento, questo per non stravolgere la lettura ormai consolidata della piazza stessa e anche per garantire diversi livelli di interpretazione e fruizione del paesaggio circostante anche all’interno delle residenze. Si riporta qua sotto lo schema volumetrico delle abitazioni, che mostra la presenza di due duplex con accesso da scala comune e un appartamento su due livelli con accesso da scala privata sulla via Marconi. La manica dell’edificio lungo la via Marconi, e’ costituita da una stecca irregolare sia in pianta che in alzato: tre piani fuori terra che in maniera articolata disegnano uno skyline che fa ricordare le torri e le fortificazioni, il Ricetto per l’appunto. Al piano terra trovano sistemazione locali commerciali e servizi per la cittadinanza.

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La torre invece, si erge da cio’ che era forse una torre anch’essa e di cui rimangono solo tracce di muri a secco; baricentrica rispetto alla piazza e’ la prima cosa che si dovra’ vedere arrivando dalla via Vittorio Emanuele. La Torre sara’ a disposizione dei turisti e della cittadinanza: circondata da una piccola fontana a raso a ricordare il fossato, ospitera’ mostre itineranti e fungera’ da possibile info-point per i turisti. Inoltre attraverso un collegamento verticale realizzato con una scala a chiocciola e un’ascensore, condurra’ alla terrazza da dove si potra’ ammirare un bellissimo panorama su tutto l’Alto Vergante. La tecnologia costruttiva usata per l‘intervento e’ l’X-Lam che garantisce una facile e veloce realizzazione (bassi costi di cantiere) oltre a garantire alti livelli di efficienza energetica. Tutti gli edifici sono costruiti in X-Lam coibentato e intonacato poggiante su uno zoccolo alto 50 cm in cemento armato, anch‘esso coibentato e intonacato. La stecca abitativa fuoriesce dallo zoccolo che delinea in questo modo gli accessi ai locali commerciali e alle scale degli appartamenti. La presenza della zoccolatura in c.a. risolve il problema dell’attacco a terra dell’X-Lam e della sua tenuta agli agenti atmosferici e accentua la verticalita’ degli edifici richiamando la strallatura presente negli edifici medievali. La Torre non evidenzia in facciata la zoccolatura, anche se il rialzo in cemento armato sara’ sempre presente con altezza minore e cioe’ di circa 10 cm, in modo tale da sollevare la torre dalla fontana a raso che delimita il perimetro della Torre stessa, a guisa di fossato. Le facciate della stecca saranno intonacate e colorate in pasta, con colori naturali caratteristici della zona, secondo le indicazioni del piano colore del PRGC.

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La Torre invece, per non far pensare ad un restauro ma evidenziando in modo indubitabile la nuova costruzione, sara’ rivestita con una parete ventilata in materiale ceramico o lapideo, in due colori differenti, in modo tale da segnare gli spigoli ed aumentare la verticalita’ dell’edificio stesso. La piazza sara’ in parte in materiale lapideo e in parte in cemento lisciato, posato in vari settori geometrici, potenziali fughe e punti di vista, evidenziati da lame in acciaio e scuretti. In mezzo una seduta, estrusa dalla pavimentazione stessa a riprendere il segno del pavimento. Nei muri perimetrali tangenti agli edifici esistenti, un filare di quattro piccoli alberi inseriti in altrettante aiuole verdi. Per delimitare l’accesso alla piazza da parte dei veicoli sono state inserite delle sfere in pietra a guisa di dissuasori. Gli elementi geometrici architettonici e urbanistici inseriti, sono sempre semplici e puri in modo tale da accentuare quel taglio metafisico e geometrico che caratterizza tutto l’intervento progettuale. La geometria rettilinea e i tagli sghembi delle aperture nelle facciate degli edifici danno al complesso in generale quell’aspetto che ci riporta alle tradizioni architettoniche caratteristiche dei luoghi in cui ci troviamo ad operare. Un’altro segno che caratterizza la piazza e’ il taglio obliquo della raccolta delle acque piovane che separa la piazza dalla zona verde. Per quanto riguarda i posteggi si ipotizzano un posteggio disabile e un’area di carico e scarico; progettualmente si pensa di dirottare le auto in arrivo e quelle dei residenti su posteggi tangenti alla zona centrale e di centro storico. Per quanto riguarda l’illuminazione serale, si utilizza il fossato per creare un fascio di luce radente alla torre, in modo tale da farla diventare essa stessa elemento di illuminazione. Stesso discorso vale per la panchina, che con un illuminazione radente posizionata alla base della stessa, diventa una specie di elemento illuminante a se’ stante. La pavimentazione sara’ illuminata con una serie di lampade a led ad incasso a pavimento, nello specifico inserite tangente al taglio obliquo della raccolta delle acque. L’illuminazione deve garantire l’esaltazione delle tre forme che caratterizzano il progetto, in questo caso inserendo come elemento ulteriore di illuminazione la panchina che appare come appoggiata sulla piazza a guisa di elemento staccato dalla stessa. Di giorno infatti la panchina tende a nascondersi, mentre la notte essa vive di vita propria e diventa ugualmente un importante elemento di arredo ben visibile e quindi fulcro insieme alla torre di una possibile socialita’ cittadina. Per chiudere si e’ ritenuto davvero importante garantire un punto di vista privilegiato dalla piazza su tutto il panorama dell’Alto Vergante e l’inserimento della torre con la sua ampia terrazza soddisfa queste esigenze che possono diventare evidentemente motivo ulteriore di visita e conoscenza da parte dei turisti, del comune di Massino Visconti..

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