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CONCORSO DI IDEE PER LA PROGETTAZIONE DI UN “OSTELLO CIRCOLARE”

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Il progetto nasce come riflessione su una forma geometrica precisa: l’esagono. Esso si delinea dall’unione di due triangoli equilateri, che disposti all’interno di una circonferenza, delineano un esagono perfetto. L’unione dei due triangoli rappresenta il cielo e la terra, lo spirito e la materia. L’esagono rappresenta l’equilibrio perfetto, il cuore contenitore materiale dell’anima spirituale. Nella natura e’ spesso presente: le api costruiscono il loro favo attraverso un raggruppamento di celle esagonali di cera.Perché gli esagoni? E’ una semplice questione di geometria e di risparmio di materiale. Se si vuole infatti unire in un insieme le celle che sono identiche per forma e dimensione, in modo che riempiano tutte un piano piatto, solo con tre forme regolari funzionerà: triangoli equilateri, quadrati ed esagoni. Di questi, gli esagoni a parita’ di perimetro, hanno un’area piu’ grande. Quindi le api scelgono gli esagoni, dal momento che produrre la cera costa loro energia, proprio come per noi e’ importante costruire risparmiando materiale ed energia. Avvicinandosi inoltre alla figura circolare abbiamo anche meno dispersioni termiche e l’involucro e’ maggiormente fruibile dall’interno. L’unione degli esagoni, comporta all’interno una serie di collegamenti tra i moduli che diventa circolare, e questa circolarita’ aiuta la socialita’ e la condivisione degli spazi oltre che invitare al gioco.

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Il modulo quindi e’ un esagono che declinato nelle 4 tipologie: modulo di accoglienza/relax 40mq, modulo servizi igienici (con 4 servizi dotati di wc, lavabo e doccia filo pavimento), modulo camera di 33mq (con 8 letti a castello divisi in 2 camere, 8 armadi e 2 scrivanie ribaltabili, con patio dedicato alle stanze) ed il modulo patio di accesso con aiuola verde centrale. La struttura portante dei moduli e’ in Xlam spessore 10 cm con finitura interna a vista in legno (questo comportera’ l’impianto elettrico in canalina esterna), mentre per gli scarichi dei wc sara’ previsto un cavedio centrale nel modulo bagno che servira’ a raccogliere gli impianti idrici. Il cappotto esterno in fibra di legno (per aumentare lo sfasamento termico) avra’ uno spessore di 20 cm e sara’ coperto da una barriera vapore, successivamente un’intercapedine aerata di 4 cm conterra’ i listelli di legno a cui si agganceranno le scandole di legno del rivestimento esterno.

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Tutti i moduli saranno autosufficienti energeticamente e questo grazie alla copertura fotovoltaica che sara’ presente anche sugli scuri ribaltabili delle finestre. La copertura sara’ per meta’ a tetto verde con raccolta delle acque piovane e per l’altra meta’ rivestita in lamiera con annessi pannelli fotovoltaici amorfi. I serramenti saranno in legno con vetri termici. Le finiture interne cioe’ pavimento e rivestimento saranno in linoleum. Gli arredi saranno in legno finitura naturale con parti laccate con vernici atossiche ad acqua.

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una scuola per l’infanzia…

Concorso di progettazione della nuova scuola dell’infanzia del Comune di Albino (Bg)

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A Inserimento urbanistico.

Il progetto per la realizzazione della Nuova Scuola dell’Infanzia della citta’ di Albino, e’ connotato per l’attenzione riposta agli aspetti della viabilita’ pedonale e veicolare. Si e’ cercato infatti, di mantenere il piu’ possibile separati i due ambiti in modo tale da preservare la sicurezza sia pedonale che veicolare. Il lotto viene quindi previsto con tre ingressi pedonali: uno da via IV Novembre che sara’ l’ingresso pedonale negli orari scolastici, il secondo da via Martiri di Cefalonia che potra’ essere quello dedicato alle attivita’ extrascolastiche legate all’aula di scienze e all’utilizzo da parte dei genitori degli orti siti nel parco della scuola, il terzo dall’area a parcheggio, appositamente creata, in collegamento tra le due vie e che in questa maniera facilitera’ sia la manovra di parcheggio che quella di uscita dallo stesso. Ovviamente, l’area sara’ dotata di una segnaletica di “stop” nei pressi dell’immissione su via Martiri di Cefalonia. Il lotto in questa maniera rimane omogeneo e non frammentato e una buona dose di parco piantumato a verde spontaneo e con essenze autoctone, rendera’ ricca la scuola e la citta’ di Albino e sara’ quindi possibile usufruirne anche al di fuori degli orari scolastici.

B Aspetti compositivi, originalità, creatività e flessibilità della proposta.

L’idea progettuale parte dall’osservazione della natura e da riflessioni in ambito di ridotto consumo di suolo. Il punto di partenza e’ il modulo che viene dedotto dal bando per poter garantire possibili ampliamenti futuri in una successiva fase due. La scuola dovra’ essere come un organismo che puo’ crescere o decrescere a seconda delle esigenze e della disponibilita’ economica. La forma che si e’ scelta e’ l’esagono, il quale dara’ forma a tutto il progetto. Ma perché l’esagono? E’ una semplice questione di geometria e di risparmio di materiale: se si vuole infatti unire in un insieme le celle che sono identiche per forma e dimensione, in modo che riempiano tutte un piano piatto, solo con tre forme regolari funzionerà: triangoli equilateri, quadrati ed esagoni. Di questi, gli esagoni a parita’ di perimetro, hanno un’area piu’ grande. Ecco perche’ le api scelgono gli esagoni, dal momento che produrre la cera costa per loro molta fatica, cercano di risparmiarla, proprio come per noi e’ importante costruire risparmiando materiale ed energia. Avvicinandosi inoltre alla figura circolare abbiamo anche meno dispersioni termiche e l’involucro e’ maggiormente fruibile dall’interno, presentando angoli piu’ morbidi e piu’ sicuri in un ambito protetto quale quello di una scuola dell’infanzia. La flessibilita’ e’ molto grande: e’ possibile infatti comporre i moduli base che poi sono cinque (moulo aula, modulo mensa, modulo amministrativo, modulo palestra, modulo morbido) in innumerevoli combinazioni, come evidenziato in rosso nelle tavole di progetto allegate. In questa maniera la strategia di ampliamento o fase due, viene decisa direttamente dalla scuola e dalla sua amministrazione, in un processo partecipato che coinvolgera’ utenza e progettista. L’esagono poi e’ qualcosa che ci riporta all’armonia e alla natura, rappresentativo nelle letture e nella storia dell’equilibrio perfetto, del cuore contenitore materiale dell’anima spirituale, nato dall’unione di due triangoli equilateri posti all’interno di una circonferenza.L’unione degli esagoni, comporta all’interno della scuola una serie di collegamenti tra i moduli che diventano circolari e questa circolarita’ aiuta la socialita’ e la condivisione degli spazi oltre che invitare al gioco.La planimetria edificata si delinea e si orienta quindi, prendendo in considerazione il vincolo cimiteriale dei 50 m dal quale ne rimane fuori, ma tiene presente gli aspetti di esposizione al sole, per sfruttare la sua energia attraverso le coperture fotovoltaiche poste a sud. Molto importanti sono gli affacci degli ambienti progettati, i quali si dispongono lungo gli assi est/ovest per avere il migliore orientamento. I prospetti est e ovest saranno quindi quelli piu’ finestrati e le finestre saranno schermate da pannellature scorrevoli e filtranti in legno che consentiranno la gestione degli apporti solari in maniera ottimale. I prospetti nord e sud saranno invece quelli oscurati in modo tale da abbattere le dispersioni termiche. L’architettura della scuola sceglie la strada della semplicità senza esibizioni formali: composizione e costruzione si basano su un sistema modulare in setti portanti in X-lam, tamponati con coibente in fibra di legno, successivamente intonacato e di moduli-finestra in legno inseriti in un imbotte in legno che favorisce ulteriormente la gestione degli apporti solari. La tecnologia X-lam è stata scelta nell’ottica di realizzare un edificio nZEB con materiali EDP di elevata leggerezza, rapidità di montaggio ed eccellenti caratteristiche meccaniche, in grado di dare risposte ottimali anche in zona sismica e che garantisca l’uso di materiali a bassa impronta ecologica.Lo spessore delle pareti di facciata e dei moduli finestra, determinato dall’abbondante isolamento è sfruttato per ricavare nicchie nei vari ambienti; i davanzali in legno delle finestre-panca dilatano le opportunità di uso degli spazi connettivi e delle aree verdi. La presenza del verde all’interno del progetto e’ fondamentale: sia all’interno della scuola, attraverso la coltivazione delle piante in vaso poste sui grandi davanzali, sia all’esterno con l’area dedicata ad orto didattico, per insegnare ai bimbi il ciclo della natura e a prendersi cura di tutti gli essere viventi.Ogni modulo esagonale costituente l’edificio, sara’ di circa 86 mq netti che si distribuiranno in diversi ambiti a seconda della funzione del modulo:

  • Modulo aula: 56 mq di attivita’ ordinarie, 20 di attivita’ pratiche con ulteriori 20 mq di soppalco per ciascuna delle sei sezioni. Il modulo aula presentera’ tetto piano a verde nella zona del soppalco, mentre il resto sara’ a falda spiovente con tetto in lamiere coibentata e ventilata eventualmente con fotovoltaico integrato.

  • Modulo amministrativo: con copertura a falde spioventi in lamiera e fotovoltaico integrato, e suddivisione degli ambienti nei vari uffici e servizi annessi.

  • Modulo mensa: nella zona somministrazione, eventualmente suddivisibile attraverso pannellature scorrevoli in legno, oltre a circa 35 mq di cucina, dispensa e servizi connessi. Copertura a falde spioventi in lamiera e fotovoltaico integrato.

  • Modulo aula morbida: copertura a tetto piano, l’unico con apertura a soffitto di un grande lucernario per permettere la visione al bimbo diversamente abile del cielo, oltre che per garantire maggiore privacy.

  • Modulo dormitorio: eventualmente divisibile con pareti scorrevoli i legno.

  • Modulo palestra: tetto piano verde, per garantire il maggiore benessere climatico, eventualmente divisibile con pannellature mobili in legno, dotato di deposito attrezzi.

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C Aspetti funzionali interni ed esterni per migliorare la fruibilita’ in orario extrascolastico.Come gia’ accennato, la presenza di vari accessi pedonali, oltre che la ridotta dispersione dei collegamenti connettivi dei vari moduli grazie all’uso dell’esagono, migliorano la fruibilita’ dell’edificio in orario scolastico ed extrascolastico. L’aula delle scienze sara’ direttamente collegata all’atrio in modo tale da poter essere fruibile al di fuori degli orari scolastici normali. Ogni modulo aula e’ uletriormente collegato al suo vicino attraverso ante laterali in legno apribili che garantiscono l’utilizzo piu’ libero degli spazi, a seconda delle esigenze didattiche.

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DOParchitetti – Ornella Chiotti

Obiettivo del Comune di Floridia è creare una Riserva Urbana all’ interno del centro storico investendo sul contesto urbano esistente in quanto caratteristico del luogo e di indubbio valore storico, aristico e sociale.

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Tale obiettivo è facilmente raggiungibile attraverso una Pianificazione Strategica, tecnica ormai largamente utilizzata e consolidata all’ estero ma anche in Italia non solo per la programmazione aziendale ma anche nella programmazione e gestione Comunale con risultati assolutamente positivi.

La Pianificazione strategica si sviluppa in 4 fasi successive in cui è importantissimo fissare con chiarezza i punti cardine: la visione chiarisce l’obiettivo ideale, il massimo che si vuole raggiungere. Nel caso di Floridia si può immaginare il recupero di un intero isolato del suo centro storico. Verificata la validità della metodologia lo stesso processo può essere in seguito applicato, con eventuali correzioni, agli altri isolati presenti nel centro storico. La missione elenca quali sono le motivazioni fondanti dell’ operazione in corso, nel caso specifico sono evidenti ed importanti: il recupero di un patrimonio esistente di valore architettonico e sociale che determina uno sviluppo economico e lavorativo sia nella fase attuativa primaria che turistica al momento del raggiungimento dell’ obiettivo. I valori sono le motivazioni delle persone coinvolte nel progetto, in questa fase, primaria importanza è il convolgimento diretto degli abitanti di Floridia, Attraverso un piano di progettazione partecipata i soggetti interessati saranno parte attiva del progetto stesso, proponendo idee, evidenziando problematiche e sperimentando soluzioni. La strategia ossia la capacità di coordinare, con metodo, quanto appena elencato e descritto per arrivare al risultato è mezzo fondamentale per non avere dispersione di energie, per motivare chi nel progetto è invitato a collaborare in qualità di cittadino e quindi chi pur nella libertà concettuale d’ espressione deve essere guidato entro un percorso costruttivo.

Gli strumenti di cui è necessario avvalersi per raggiungere un risultato soddisfacente, il più vicino possibile all’ obiettivo prefissato, ossia una RIGENERAZIONE URBANA che si avvalga di UN CONSUMO DEL SUOLO PARI A ZERO passando attraverso la pianificazione strategica sono la già citata progettazione partecitata. Alla base di una pianificazione corretta deve esserci un’ analisi attenta dell’ esigenza dei beneficiari preceduta da una scrupolosa analisi della situazione locale. Si tratta, insomma, di perseguire un percorso che porta ad una -progettazione partecipativa- delle strategie d’ intervento. E’ noto come le tecniche siano oggi numerose e consolidate. Indipendentemente dalla tecnica scelta, essa risulerà efficace per analizzare i problemi, suggerire proposte ed evidenziare rischi che potrebbero presentarsi nel percorso esecutivo ma nel contempo elaborare soluzioni in tempi spesso contenuti. Aspetto di non minore importanza è che la collettività si rende parte attrice fin dall ‘inizio del progetto evolutivo dell’ area, si sente parte di esso, e quindi è molto più motivata a “fare”, a capire l’ importanza del progetto.

Il moderatore, ossia colui che conosce il progetto, spiegherà il programma di lavoro e definirà gli obiettivi ai partecipanti che si divideranno in gruppi per esprimere opinioni e soluzioni che verranno poi successivamente raccolte ed elaborate.

Altro strumento fondamentale è la Pianificazione Territoriale, non solo per regolare l’ uso del territorio, che nel caso di Floridia è sufficientemente definito, ma per meglio definire ed organizzare le attività che su questo si andranno a svolgere. Essa è strettamente collegata alla Pianificazione Economica perchè attraverso questa si ipotizzano le attività economiche in gioco, le possibilità di crescita, di investimento e finanziamento. Riassumendo e semplificando il concetto si potrebbe dire genericamente che una buona pianificazione è quella in grado di affrontare, attraverso un insieme di azioni e con strategie partecipative, dei problemi e degli obbiettivi che ci si è posti come raggiungibili, pur consapevoli di agire verso condizioni future non sempre perfettamente prevedibili. Ciò che è basilare è non perdere di vista l ‘importanza del principi dello sviluppo sostenibile e di tutela dell’ ambiente che significa ridurre il più possibile l’ antropizzazione che negli anni l’ uomo ha portato avanti ciecamente e cercare di promuovere l’ abitudine a usi più naturali al fine di migliorare la qualità della vita non solo delle generazioni presenti ma anche di quelle future. Nostro obiettivo è insomma quello di informare, dialogare per valutare e decidere quali sono i corretti fondamenti della pianificazione territoriale nel caso di Floridia.
Il nostro obiettivo progettuale invece, quello della RIGENERAZIONE URBANA, passa attraverso fasi progressive distinte, tutte di estrema importanza.

La prima è quella di promozione del sito, che richiede un investimento moderato rivolto alla comunicazione. Entrano in gioco gli immobili che, svuotati dei propri effetti personali e con pochi interventi di illuminotecnica e pochi interventi mirati, possono essere utilizzati per mostre artistiche, incontri culturali etc. In questo modo viene coinvolto un turismo di tipo giornaliero che viene a conoscenza della zona e della realtà di Floridia. Si realizza in pratica quello che è comunemente definito MUSEO DIFFUSO ossia spalmato sul territorio, non concentrato in un edificio ad esso dedicato facendo uso di realtà esistenti che originariamente hanno una diversa destinazione d’uso e per un periodo definito legato ad una manifestazione. Altra suggestione, ipotizzabile e abbinnabile a quella appena descritta, potrebbe essere quella di impegnare i writers del luogo permettendo loro di eseguire graffiti sulle pareti cieche laterali di edifici di relevanza minore.
La seconda fase è quella più rilevante da un punto di vista progettuale ed economico in quanto prevede interventi mirati al recupero edilizio di immobili destinabili alla ricettività, residenza privata o studi professionali. In alcuni casi sarà previsto un aumento di volume con una sopraelevazione arretrata rispetto al filo di facciata, creando conseguentemente un terrazzino verso via. Si è ipotizzata una soluzione distributiva di massima che tiene conto dell’ esistente, non modifica la facciata originale, aggiunge i servizi in quanto mancanti e una scala interna di collegamento fra i due piani.

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La nostra ipotesi, per questa fase, consiste nell’ aggiungere al museo diffuso l’ ALBERGO DIFFUSO: formula già conosciuta e collaudata in altri ambiti e che, in questo caso specifico, potrebbe essere applicata con alcune interessanti variabili che avrebbero non pochi risvolti positivi sostanzialmente economici attraverso un’ incentivazione del turismo ma soprattutto un incremento dell’ occupazione sia durante la fase applicativa che dopo.

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Ciò che avvalora la nostra proposta è la convinzione che oggi, rispetto ad un tempo, il turismo ha subito notevoli cambiamenti che non possono non essere considerati. In primo luogo l’ uso allargato di internet fa si che quanto meno l’idea della meta, se non anche la prenotazione di una vacanza, venga fatta attraverso questo mezzo immediato e alla portata di tutti. Risulta evidente quanto importante sia non sottovalutare queste nuove tecnologie con immagini, descrizioni, blog e possibilità di prenotazione.

Altro aspetto da non sottovalutare è che oggi viaggiano in molti, grazie anche ai voli low cost, e la ricerca più diffusa è quella di soggiornare in luoghi il meno possibili “turistici”, più veri, fra la gente del posto, per frequentare ristoranti del posto etc. Questo aspetto avvalora ancora una volta l’ idea dell’ albergo diffuso in quanto luogo ricco di storia e di cultura diventando, di conseguenza, un tipo di turismo “specializzato” ossia estremamente tipicizzato, specifico di quella zona, non un albergo che potrebbe essere riproposto, uguale, in qualsiasi parte d’ Italia! La proposta diventa, insomma, unica e irripetibile.

La grande forza di questo progetto sta nel fatto che il risultato si ottiene senza costruire nuovi immobili ma sanando (secondo un progetto di recupero protratto nel tempo) gli edifici esistenti, RIGENERAZIONE URBANA appunto, collegandoli fra loro, attraverso una rete, ad una unità centrale di riferimento che avrà funzione di reception in senso lato ossia accoglienza dell’ ospite, informazioni generiche, etc.

La fase che segue può, in un certo senso, compenetrarsi, con la precedente, in quanto l’ intervento in questione è pur sempre mirato al recupero edilizio dell’ immobile ma cambia la destinazione d’ uso. Essa può variare a seconda dei desiderata della proprietà dell’ immobile oggertto della ristrutturazione ma anche in base a quanto stabilito precedentemente nelle riunioni plenarie di progettazione partecipata al fine di ottenere, al termine del recupero totale dell’ area, una varietà congrua di destinazioni d’ uso che potranno variare da bar, a lavanderia, laboratorio artigianale etc

Tutti gli interventi di risanamento edilizio saranno mirati alla conservazione e quindi al consolidamento e al restauro di elementi decorartivi come cornici che potranno essere in materiale lapideo tipico del luogo come in conglomerato, di elementi in ferro dei balconi e di legno dei serramenti. Gli intonaci esterni con tinte a calce secondo le tinte del luogo (vedi tavola grafica), i pavimenti ed i rivestimenti interni in ceramica con piastrelle tipiche della zona (esempi riportati sull’ elaborato grafico).

Per i nuovi interventi si prevede l’ impiego di materiale eco-compatibile come per esempio il -bio mattone- per le murature, per il contenimento energetico si interverrà eseguendo cappotto interno con pannellature Kenaf, per soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria si intende incentivare l’ uso di collettori solari termici (in posizione tale da non essere visibile dal lato strada).

Fattore di assoluta importanza è la gestione dei “vuoti” ossia il recupero dei cortili esistenti la cui superficie a volte può essere incrementata dall’ eliminazione di superfetazioni cioè di parti incongrue all’ impianto originario. Dove è possibile si può prevedere il collegamento di alcuni di questi creando dei veri propri percorsi verdi che si aprono al passaggio, alla loro scoperta al loro grande apporto. L’ idea è quella di posizionare il cortile in punti diversi all’ interno di ogni singola unità. Nell’ elaborato grafico sono illustrati esempi differenti a seconda della destinazione d’ uso dell’ unità immobiliare, ma altri possono essere suggeriti e realizzati. Il verde è importante che arrivi anche, attraverso i terrazzamenti, sulle facciate delle case, sulla strada, per rendere viva e colorata la vista di chi la percorre.

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Non risultando affrontabile, nè dal punto di vista pratico nè economico, la esecuzione di singoli box auto al di sotto delle singola unità immobiliare, si può ipotizzare la realizzazione di un unica autorimessa in corrispondenza di più edifici classificati A4b ossia edifici definiti incongrui.

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Le parti comuni saranno interessate da una ri-progettazione della superficie calpestabile: l’ asfalto sarà sostituito da lastricato in pietra continuo ossia con soluzione di continuità in tutta la sua larghezza senza distinzione fra sedime stradale e marciapiede. Tutto lo spazio diverrà pedonale, prolungamento ideale delle attività che vi si affacciano con dehor o arredi provvisori.

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L’ illuminazione oltre ad essere di tipo a basso consumo e alto rendimento sarà progettata tenendo conto del nuovo e diverso utilizzo delle aree comuni, si prediligeranno quindi luci segnapasso e comunque luci provenienti dal basso posizionate in modo tale da valorizzare il pregio delle facciate. Uniformità di tipo e materiale andrà anche ricercata per quanto riguarda citofoni esterni, campanelli, buca delle lettere.

Concorso di progettazione Scuola Media Panzacchi, Ozzano dell’Emilia.

DOParchitetti, G-Studio.

TAV1A Inserimento urbanistico

Il ruolo di polo civico multidisciplinare che il programma attribuisce alla scuola Panzacchi collocherà il nuovo edificio ad un livello diverso nella scala gerarchica degli spazi pubblici di Ozzano.

Il modo stesso con cui l’edificio si rapporterà allo spazio urbano mutera’ e la sua forma non potrà astenersi dal sottolineare il suo nuovo status.

Per questo il progetto ribalta il rapporto tra tessuto viario e volume costruito rispetto a quello attuale e degli edifici che lo circondano per dare forma ad un “luogo urbano” capace di essere punto di riferimento nel contesto urbano.

In contrasto con la frammentarietà dei volumi circostanti, la scuola è perciò organizzata come “insula” che asseconda la trama viaria e che possiede due fronti più rappresentativi che si affacciano sulla “Passeggiata delle scuole” e su via 2 giugno: nel primo caso con un fronte di altezza modesta e forma gentile, nel secondo con uno che accentua il carattere pubblico e istituzionale dell’edificio.

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B Aspetti compositivi, originalità, creatività e flessibilità della proposta

La forma a corte chiusa afferma la diversità dell’edificio dal contesto e introduce un archetipo tipologico non estraneo ad un tessuto urbano di antica formazione come quello di Ozzano e specifico delle grandi istituzioni pubbliche (palazzi, conventi, università) che, senza creare una cesura tra spazio pubblico esterno e spazio privato interno, imposta relazioni chiare tra spazi aperti e chiusi, messi in relazione da diaframmi di diversa profondità, trasparenza e porosità.

Non più immerso in aree frammentate e dall’uso incerto, il nuovo edificio è connotato da un grande giardino centrale e da aree verdi di contorno con specifici ruoli decorativi (bosco a nord ovest, filare di alberi su via 2 giugno) o utilitaristici (orti pubblici e area di relax a ovest, area verde di fronte alla biblioteca).

L’area centrale – luogo di calma all’interno del “recinto” della scuola, con un effetto scenico garantito dal dialogo fra le sue diverse parti che la delimitano – è predisposta per attività sportive e di spettacolo (aperte al di fuori dell’orario scolastico anche a utenti esterni) e offre agli utenti della scuola occasioni di uso e di godimento visivo, il cui ruolo pedagogico nel formare nei ragazzi un corretto rapporto con la natura, non può essere sottovalutato.

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L’architettura della scuola sceglie la strada della semplicità senza esibizioni formali .

Composizione e costruzione si basano su un sistema modulare in setti portanti trasversali e longitudinali in X-lam tamponati con pannelli X-lam coibentati e moduli-finestra standard. L’edificio della palestra e dell’auditorium ha struttura in legno lamellare.

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La tecnologia X-lam è stata scelta nell’ottica di realizzare un edificio nZEB con materiali EDP di elevata leggerezza, rapidità di montaggio ed eccellenti caratteristiche meccaniche in grado di dare risposte ottimali anche in zona sismica.

Lo spessore delle pareti di facciata e dei moduli finestra, determinato dall’abbondante isolamento è sfruttato per ricavare nicchie per la biblioteca diffusa; i davanzali-panca dilatano le opportunità di uso degli spazi connettivi.

La monotonia dell’insieme è scongiurata dall’articolazione dei volumi – diversi per ragioni funzionali – e dall’uso di rivestimenti vari a seconda dell’esposizione quasi l’edificio fosse frutto di stratificazioni compositive successive.

La distribuzione dei locali previsti dal programma avviene in tre corpi di fabbrica: uno a 2 piani per aule, uno ad un piano per aule e locali di amministrazione, un terzo per biblioteca, auditorium, palestra e laboratori.

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Le aule sono distribuite in due gruppi da 9 e in un gruppo da 3 con geometria flessibile (posto al piano terreno) e si allineano su corridoi di ampia dimensione che accolgono gli scaffali della biblioteca diffusa e che possono essere utilizzati – come richiesto dal programma – come spazi per attività didattiche complementari.

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La struttura distributiva del terzo corpo di fabbrica, è più complessa a causa della disomogeneità delle funzioni e dei loro diversi tempi e modi di uso: a sud ospita funzioni di notevole altezza, a nord quelle di altezza standard, organizzate su due livelli e parzialmente contenute al disotto di una collina artificiale che ingentilisce il fronte interno dell’edificio prolungando fino al colmo della copertura della palestra la “prospettiva verde” del giardino interno.

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C Una scuola aperta alla città

Seguendo il modello delle “community school”, la nuova scuola Panzacchi condividerà i propri servizi e spazi con l’intera comunità locale, diventando luogo di distribuzione di processi di formazione complessi e diversificati che non riguardano più solo gli alunni, sfruttando intensamente le proprie potenzialità e rendendo “produttivo” l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione.

L’utilizzo degli spazi scolatici più esteso nel corso della giornata e la compresenza di soggetti diversi, presuppongono un attento controllo degli accessi e dei flussi interni.

Per questo sono previsti due ingressi: uno alla scuola (sulla Passeggiata delle scuole) e uno riservato alle attività utilizzabili da utenti esterni (su Viale 2 giugno) e rendendo autonomo l’accesso agli orti pubblici, così da garantire l’intera gestione dei propri spazi da parte della scuola durante gli orari scolastici e un loro uso controllato nel resto della giornata, senza impedire il possibile uso durante l’orario scolastico dell’auditorium e della palestra in caso di speciali occasioni.

La fruibilità extra-scolastica garantita dal progetto riguarda tutte le aree ad eccezione delle aule e degli uffici amministrativi.

E’ dunque ampia, diversificata e non richiede aumento di superficie utile rispetto alle richieste del bando e delle norme vigenti né l’introduzione di particolari accorgimenti tecnologici o impiantistici.

Come richiesto essa riguarda in particolare l’uso extra-scolastico della palestra dell’auditorium, della biblioteca e dei laboratori, raccolti nell’edificio a sud e accessibili da un ingresso comune che dà su un atrio su cui si affacciano anche la biglietteria e il guardaroba dell’auditorium.

I laboratori, più connessi all’attività didattica, sono rivolti verso l’area centrale da cui li separa un filtro verde privato e sono caratterizzati da doppia altezza e da illuminazione zenitale.

Sopra i laboratori si trovano le tribune del pubblico che assiste alle gare sportive o agli spettacoli organizzati nell’area verde centrale, mentre all’interno della collina e illuminate dall’alto, sono collocate le tribune della palestra.

Al di fuori dell’edificio, l’area verde con il gruppo di alberi ad alto fusto che verranno conservati è lasciata a libero accesso e in essa sono realizzati orti pubblici e un’area relax che si fonde – percettivamente – con l’area verde interna visibile attraverso le vetrate del corridoio che la delimita ad ovest.

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D. Sostenibilità e efficienza energetica, innovazione tecnologica, utilizzo di materiali dotati di EDP.

L’edificio nZEB proposto soddisfa i requisiti previsti dai DM 26.06.2015, DGR 967-2015 e art.7 DGR 1715-2016 con strategie di architettura bioclimatica e uso di tecnologie innovative, sfruttando le risorse naturali (ventilazione naturale passante e indotta, illuminamento naturale degli ambienti a seconda del fattore di utilizzo, apporti utili solari invernali e proteggendo l’involucro dai guadagni solari estivi) e prevedendo un sistema Impiantistico Ibrido Integrato che comprenda i seguenti sistemi di generazione, accumulo, scambio, emissione e controllo:

Sistema Solare Attivo Fotovoltaico e in parte Fototermico con moduli solari cogenerativi fotovoltaico/termico della Potenza Nominale complessiva di 70 kWp elettrici e 125 kW termici con roll-bond integrati per la produzione di energia termica per il Riscaldamento Ambiente tramite Sistemi Radianti e per l’Acqua calda sanitaria, il cui eccesso di energia termica verrà riversata nei circuiti Geotermici per essere disponibile in periodi diversi dallo stoccaggio.

Sistema di Generazione a Pompe di Calore ad Alta Efficienza Elioassistite del tipo Acqua-Acqua ad inverter e frequenza variabile, come principale sistema di generazione del caldo e freddo e dell’acqua calda sanitaria, con funzionamento gestito da un sistema di controllo che prediligerà l’autoconsumo elettrico e la disponibilità di energia termica da solare o Geotermico in funzione del fabbisogno e delle condizioni climatiche in essere e future.

Volano Geotermico a Bassa Entalpia per lo scambio e l’aumento complessivo dell’efficienza in generazione e accumulo. La relazione Geologica evidenzia buone caratteristiche di conduttività e calore specifico del terreno a basse profondità (1,5-1,8 m) da cui è possibile considerare uno scambio geotermico con un differenziale di 10°K per una capacità nominale di 2.500 kWh per un impegno di sottosuolo pari a circa 450 m2 (200 m3 ) dell’area esterna disponibile.

Sistema di Emissione a Bassa Temperatura, radiante a pavimento per la palestra per sfruttarne la grande inerzia termica e a ventilconvettori per aule, uffici, laboratori, biblioteca e servizi.

Sistema di Ventilazione Meccanica Controllata a doppio flusso con scambiatore e recuperatore del calore differenziato per zone.

Sistema di Gestione e Controllo di tipo P.I.D dei carichi termici in virtù dell’inerzia termica dell’edificio, dotato di interfaccia METEO per la valutazione anticipata della produzione energetica da fonte solare e conseguente avvio anticipato o posticipato dei sistemi di generazione del calore, prediligendo l’Autoconsumo o il prelievo in orari più economici, aumentando l’efficienza complessiva del sistema Edificio-Impianto.

Sistema di recupero delle acque piovane considerando, in base all’Intensità annua di precipitazione un Volume Massimo Cumulabile di 16 mc.

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Stiamo ristrutturando un appartamento in centro a Torino…

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Stiamo ristrutturando una piccola casa, per una coppia di patiti del volo…

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Bando di concorso di idee “Piano Particolareggiato dell’Arenile” comune di Porto Tolle

Progetto secondo classificato

 

L’idea progettuale parte da un attento rilievo e studio dei documenti relativi ai luoghi in cui il progetto va ad inserirsi e cioè il Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

L’Ente Parco, istituito l’8 settembre del 1997 con la legge regionale n.36, ha come obiettivi la tutela, il recupero e la conservazione dei caratteri naturalistici, storici e culturali del territorio, oltre a promuovere le attività economiche e turistiche dell’area purchè siano compatibili con l’ambiente circostante.

Partendo da questa premessa e cioè di tutela del paesaggio e di rispetto dell’ambiente, passando attraverso l’ecosostenibilità, il riciclo ed il riuso, considerando l’accessibilità dei luoghi elemento fondante per l’aspetto economico legato al turismo, ma privilegiando la mobilità dolce quale unica possibilità in ambienti quali i parchi naturali, si è giunti alla proposta progettuale illustrata in questa relazione e nelle tre tavole in formato A2 richieste dal bando.

Per citare un esempio esistente a cui ci si è ispirati e che è stato di guida alla progettazione, rimanendo nell’ambito degli ambienti naturali e protetti, non si può non pensare al primo parco naturale marino nato nel 1963 in Europa e più precisamente in Francia, a Port-Cros nelle isole di Porquerolles, dove la natura incontaminata è stata preservata dai suoi abitanti e dalle istituzioni, nonostante il forte afflusso turistico soprattutto estivo e le attività antropiche connesse… per fare un esempio, sulle isole vige il divieto di fumare e di conseguenza abbandonare mozziconi di sigaretta in spiaggia! Esplorando le tre isole, si capisce immediatamente come questa fusione sia stata possibile grazie al fatto della non presenza delle automobili ed all’utilizzo in maniera massiccia della mobilità dolce. Appena si sbarca dalla nave su una delle tre isole, si possono affittare biciclette o bici con pedalata assistita elettriche e su queste, attraverso strade e sentieri naturali ed ecologici, completamente fusi nella natura perché ricoperti da inerti compatibili e simili all’ambiente circostante, raggiungere ed accedere a tutte le spiagge ed a tutti quei luoghi naturali meta di visita.

Oppure come non pensare alla “Plage de Piemanson”, situata nel cuore del parco naturale regionale della Camargue, sempre in Francia, rimasta selvaggia e meta di centinaia di specie di uccelli selvatici quali cormorani, cigni, aironi, fenicotteri rosa e gru che formano la colonia faunistica più popolata d’Europa, grazie anche qui all’attenzione alla natura ed al paesaggio ed al potenziamento del trasporto dolce attraverso chilometri e chilometri di piste ciclabili.

Così abbiamo immaginato il Delta del Po, ossia una sorta di Camargue sull’adriatico, luogo denso di storia e di natura, da tutelare e da promuovere quale ritorno ad un ambiente naturale, ecologico e “dolcemente antropizzato”.

Un luogo per gli uccelli d’inverno e per gli uomini d’estate!

Un luogo quindi che come per magia, possa apparire con tutte le sue attività d’estate e sparire d’inverno, per lasciare lo spazio agli animali ed al vento.

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Un luogo “allestito” e quindi rimuovibile, utilizzando elementi prefabbricati come i containers, simbolo del trasporto delle merci in mare, in questo caso adibiti a bar/ristoro, magazzini, docce e spogliatoi, centri di accoglienza turistica e rent a bike.

Un luogo che viva di energia propria e cioè che utilizzi il sole ed il vento quali “fornitori ufficiali” di energia elettrica attraverso piccole turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, allestiti questi ultimi, in maniera discreta e cioè distesi ad angolo zero sui tetti dei containers.

Il container ha infatti un grande vantaggio e cioè che si può comprare già allestito a seconda dell’utilizzo che si intende farne e trasportato in sede già pronto, attraverso chiatte e gru, abbattendo così i costi e l’impatto sul cantiere. Il terreno in cui si posizionerà, andrà preparato attraverso il posizionamento e l’interramento di traversine in legno o cemento, anch’esse riciclate e provenienti da vecchie ferrovie dismesse, che fungeranno da fondazioni.

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Il vantaggio ulteriore che può scaturire dal posizionamento di questi elementi sulla spiaggia in inverno è che gli stessi possono fungere da contenimento per le dune che sono fortemente battute dalla Bora con raffiche violentissime durante la stagione invernale. Si pensava infatti di posizionare i containers, in direzione 45’ a Nord Est e cioè in direzione della Bora come frangivento, per fare sì che il vento non riesca a spostare le dune che così rimangono indicativamente allocate sempre nello stesso posto.

Il container inoltre funge da magazzino per tutto ciò che d’estate riempie lo stabilimento balneare: ombrelloni, sedie, tavoli, percorsi mobili in legno ecc ecc. In questa maniera d’estate avrò già tutto sul luogo, abbattendo così i costi e spreco di risorse energetiche e parallelamente d’inverno, mi basterà smontare gli stabilimenti e riporre tutto all’interno dei containers, per restituire il luogo agli uccelli ed alla natura.

Per quanto riguarda i colori o i materiali di rivestimento dell’esterno del container, nella proposta grafica si è rappresentato il container allo stato grezzo per una questione di comprensione, ma si può eventualmente pensare ad un rivestimento in doghe di legno o materiale che si mimetizza nel contesto.

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L’ultimo e più interessante aspetto dell’utilizzo del container è il suo aspetto minimal ma allo stesso tempo fortemente evocativo che fa pensare ad installazioni di land art e street art e che in questo caso puo’ esemplificare il concetto di temporaneità e stagionalità.

Nella terza tavola abbiamo elencato, come fosse un abaco, tutti gli elementi che costituiscono il progetto e che sono: il container adibito ad accettazione punto info, la palina in legno riciclato punto info con le indicazioni sui luoghi del parco, il container adibito a bar con veranda in legno riciclato, il container docce/spogliatoio, il punto osservazione/salvataggio in legno riciclato, il capanno in legno riciclato e tela riciclata (vele usate delle barche) completamente smontabile, la tettoia gioco bimbi, la staccionata in legno riciclato per la separazione degli stabilimenti, i percorsi delimitati dalle canne di bamboo, le pedane in legno riciclato/pallets degli stabilimenti balneari, le cabine in legno ricilato per la raccolta differenziata.

Come si diceva tutti i containers saranno allestiti a seconda della necessità e saranno autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso apparecchi eolici, fotovoltaici e solari termici; per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui, si pensava a sistemi di micro depurazione o vasche imhoff.

Per quanto riguarda i percorsi fissi all’interno degli scanni, si pensava di utilizzare sentieri ecologici in terra battuta stabilizzata altamente drenanti, in modo tale da consentire una facile percorrenza per i pedoni, le bici, piccoli mezzi di trasporto merci quali i quod per le attività di rifornimento agli esercizi commerciali e per i servizi di nettezza urbana.

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I percorsi infatti dovranno essere in parte fissi, quali quelli appena citati di servizio e di accesso agli stabilimenti ed in parte mobili e cioè quelli di distribuzione all’interno degli stabilimenti balneari. Le pedane che compongono i percorsi infatti, dovranno essere smontate e riposte in stoccaggio nei containers finita la stagione, e per quanto riguarda il materiale di cui sono composte si pensava anche qui al legno riciclato o ai pallet per esterno. I percorsi mobili andranno a creare anche la pavimentazione delle verande dei capanni e degli spazi veranda davanti ai containers. Questi infatti possono essere progettati con il lato longitudinale/frontale, incernierato e ribaltabile, in modo tale che una volta aperto possa fungere da tettoia per l’attività ivi svolta.

Tutto il sito e relativi percorsi fissi e mobili saranno completamente accessibili anche alle persone con disabilità.

I percorsi fissi saranno inoltre delimitati da schermature frangivento in canna di bamboo di altezza variabile e queste stesse schermature, in dimensioni ridotte, potranno essere utilizzate quali ulteriori elementi stabilizzanti e con funzione di frangivento per le stesse dune che costituiscono elemento fondante per gli scanni.

Un altro elemento caratteristico dei percorsi saranno i punti di osservazione, situati in punti strategici sulla cima delle dune, elementi questi che saranno smontati e riposti a magazzino d’inverno, realizzati in legno riciclato come i punti di salvataggio per gli stabilimenti balneari, anch’essi completamente smontabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, in essi saranno presenti le due tipologie di containers predette e cioè quello adibito a bar punto ristoro e quello adibito a spogliatoio, wc e wc disabile, oltre alla zona docce: gli stessi potranno avvalersi di bacini di accumulo dell’acqua riscaldati da pannelli solare termico. I containers come si diceva, diventeranno luogo si stoccaggio degli arredi mobili durante l’inverno, completamente chiuso e protetto dalle intemperie.

Per quanto riguarda il capanno, elemento fortemente caratterizzante delle spiagge venete, luogo di ritrovo per la famiglia e di tipologia ben caratterizzata, questo sarà presente negli stabilimenti balneari (dimensioni 9 mq di cui 2,5m di veranda), e sarà realizzato da una struttura molto semplice in legno riciclato su cui verrà posizionata e fermata attraverso dei ganci una copertura in tela impermeabile riciclata come quella dei camion che potrà essere aperta o chiusa dai fruitori come una tenda da campeggio, ovviamente esso sarà smontato nel periodo invernale. La tipologia di capanno negli scanni del Po invece dovrà essere rivestito in canne di bamboo o legno riciclato con struttura sempre in legno e sarà leggermente più ampio (circa 20 mq), come da richiesta del bando.

Le cabine della raccolta differenziata riprendono il disegno e l’immagine della vecchia cabina da spiaggia in legno ma in questo caso saranno utilizzate come punti di raccolta per i rifiuti ed ognuna sarà caratterizzata da un colore che rimanda a ciò che conterrà: ad esempio verde o marrone per l’organico, giallo o bianco per la carta, azzurro per il vetro e arancio per la plastica. Le cabine raccolta differenziata potranno essere implementate nei periodi estivi ma rimarranno presenti in parte anche nel periodo invernale.

Saranno ovviamente presenti anche luoghi di gioco e sport, i primi realizzati per i bambini saranno presenti in quasi tutti gli stabilimenti balneari e saranno posizionati ed evidenziati da tettoie in legno per proteggere i bimbi dal sole ed evitare il forte calore che potrebbe ustionarli; i secondi invece saranno pensati come zone sportive posizionate sul retro della scanno attrezzate con container spogliatoio/docce e con container ristoro. Le zone sportive saranno posizionate in luoghi fortemente pianeggianti dello scanno dove potranno essere posizionate anche panchine/sedute in legno, per consentire alle persone di assistere. Le attività sportive previste sono: beach-soccer, beach-volley, dodge-ball, beach-tennis, beach-ultimate. Ovviamente tutte le altre attività sportive legate al mare e al vento saranno svolte negli stabilimenti balneari (canoa, wind-surf, kite-surf, ecc ecc).

Gli sbarchi dai pontili, uno fisso (Boccasette) e l’altro mobile e fatto di barche (Barricata), sono rappresentati attraverso dei collages nelle prime due tavole del progetto e sono rappresentati nella stessa vista sia d’estate che d’inverno.

La zona di arrivo allo scanno dai ponti, deve contenere una torre di avvistamento aperta al pubblico da cui poter godere di tutto il panorama, una zona sedute e gioco bimbi, una zona info costituita da paline informative e container info-point, punti di raccolta differenziata che saranno posizionati anche vicino alle spiagge libere e non, oltre ad un container con attività di rent-bike per spingere i turisti all’utilizzo della bicicletta.

L’obiettivo del progetto è potenziare l’aspetto altamente turistico dei luoghi con accorgimenti legati alla tutela ed al rispetto dell’ambiente, potenziando il riciclo, la mobilità sostenibile ed il rispetto della natura, creando un luogo che possa essere un modello sostenibile per altri luoghi potenzialmente turistici, lasciando alla natura il ruolo di attore protagonista.

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Il progetto sembra essere poco disegnato, ma in realtà risulta altamente progettato e pianificato, poiché ogni elemento costitutivo dovrà essere realizzato con finalità ecologiche e di basso impatto ambientale. Come si può vedere dalle immagini inserite nelle tavole, ogni elemento costitutivo rimanda ad un qualche cosa di già visto e di presente nella memoria collettiva: le cabine in legno, i containers, il punto salvataggio, le linee di separazione degli elementi balneari, le canne di bamboo… l’aspetto innovativo sta nell’utilizzo di fonti energetiche innovative che implementano il valore intrinseco degli elementi stessi, attribuendogli quindi un valore etico oggi assolutamente indispensabile in qualsiasi progetto si vada a concepire: in questo caso un temporary beach, in cui possano coesistere in maniera bilanciata attività antropiche e natura, in una sorta di equilibrio naturale ormai assolutamente indispensabile.

Al settimo cielo

Abbiamo contribuito all’allestimento della mostra “Irrevocabilmente.. fino al settimo cielo” esposta in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio Storico dell’ispettoria piemontese “Maria Ausiliatrice” di Nizza Monferrato. Si ringraziano Sr. Paola Cuccioli e tutte le consorelle per la preziosa collaborazione e l’ospitalità riservata. Agli amici di DOP architetti suggeriamo una visita presso lo storico Santuario di N. S. delle Grazie di Nizza.

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Vivi gli animali

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Stiamo progettando un ricovero per gli animali salvati dal macello e dalla cattiveria umana. Progetto in divenire….

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http://www.piemontemese.it/2017/06/30/vivi-gli-animali-la-fattoria-in-cui-nessuno-e-piu-uguale-degli-altri-di-federica-vivarelli/

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https://www.viviglianimali.it/

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Il progetto riguarda nel dettaglio lo studio di tutta la Piazza Campo del Palio (circa 50.000 mq) con particolare riferimento alle opere di urbanizzazione, per la realizzazione di un nuovo parcheggio che contenga la sosta a pieno regime di almeno 3000 automezzi, a sostegno del futuro ampliamento della zona blu della città, configurato in maniera flessibile, onde permettere l’utilizzo del sito sia per il mercato settimanale sia per tutte le manifestazioni che ivi si svolgono; il posteggio non dovrà essere interrato per i vincoli idrogeologici esistenti e il bando non pone limiti di altezza se non quelli dettati dalla normativa e dal confronto con le preesistenze, e oltre al suddetto parcheggio il progetto prevederà uno studio dettagliato su:

  • la piazza: luogo sicuro di incontro e di svago per la cittadinanza, annessa al parcheggio, allestita il più possibile a verde per l’utenza cittadina infrasettimanale, ma con la possibilità di diventare mercato settimanale e pronta ad accogliere manifestazioni cittadine e non, di rilevanza regionale e nazionale oltre ad attività legate allo svago e al piacere (sport, mongolfiera);

  • nuove aree di potenziamento dei trasporti alternativi: attestate da progetto nella parte Sud dell’area, quali bike sharing, auto elettriche, car sharing, taxi e sosta breve per i bus turistici (carico e scarico), di supporto al Movicentro;

  • nuova rete di percorsi ciclabili e pedonali: potenziando quella esistente a livello locale, aumentando l’accesso alla piazza da ogni e per ogni direzione, consentendo alla mobilità dolce di fruire in modo ottimale dell’intera area di progetto (nuove piste ciclabili e nuovi percorsi pedonali nel verde su tutta l’area di progetto);

  • sistemazioni esterne a verde: prative e piantumate, creando talvolta separazioni e protezioni dal traffico veicolare, talvolta veri e propri slarghi di mitigazione ambientale atti a creare un microclima ottimale utilizzando vegetazione adatta allo scopo (sia sulla piazza attraverso nuove piantumazioni e porzioni di verde consistenti, che sulle facciate dell’edificio attraverso verde pensile/verticale);

  • l’aspetto energetico: che riguarda sia gli accorgimenti energetici sui materiali usati per la costruzione e la coibentazione del nuovo edificio di progetto, sia la produzione di energia elettrica attraverso nuovi sistemi fotovoltaici di facciata (Solar Ivy-Photovoltaic Leaves).

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L’area oggetto del concorso di idee è sita nel Comune di Asti, in prossimità degli edifici di maggior pregio ricadenti nel centro storico, in prossimità di Piazza Alfieri (sede dal 1988 del Palio Astese), in una zona ad elevato standard qualitativo in termini di vita e di lavoro; è collocata in prossimità della rete di trasporto pubblico che comprende diverse fermate del Bus poste attualmente lungo corso Luigi Einaudi, vicina alla Stazione Ferroviaria cittadina (linee ferroviarie sull’asse Genova-Alessandria) e affacciata sul Movicentro.

Bisogna premettere che la città di Asti si trova al centro del territorio provinciale di cui è capoluogo, nel punto di convergenza di un sistema stradale a raggiera che consente il raggiungimento diretto dei principali centri provinciali e del sud del Piemonte: il Movicentro è stato realizzato per valorizzare le connessioni provinciali e regionali attraverso un implementazione del trasporto pubblico a sostegno di quello ferroviario in modo tale da ridurre quello veicolare privato. L’utenza media giornaliera che usufruisce del servizio del Movicentro è di circa 12.000 passeggeri svolto interamente dall’Azienda A.S.P. s.p.a., le cui linee si suddividono in operaie, frazionali e scolastiche. L’ area che è oggetto dell’intervento di urbanizzazione per la realizzazione del parcheggio multipiano di Piazza Campo del Palio, è attualmente adibita in parte a parcheggio scoperto, per un totale di circa 1500 posti auto, ed in parte (nella zona a nord), adibita a mercato settimanale, oltre ad ospitare varie feste e sagre a carattere regionale e nazionale (Fiera Carolingia e Festival delle Sagre).

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La condizione di pre-progetto assume l’attuale stato di fatto come condizione iniziale, ovvero si parte dal mantenere gli attuali ingombri sia dell’area parcheggio (a sud), sia della zona mercatale (a nord), arricchendole però di altre funzioni quali la sosta e il camminamento nel verde e la creazione di aree per la pratica di attività sportive e di svago (nella nuova piazza) e l’implementazione a sostegno del Movicentro del trasporto dolce, tramite stazioni di bike-sharing, car-sharing elettrico e fermate aggiuntive attraverso nuove pensiline, per bus turistici a sostegno del Movicentro, soprattutto per i periodi dei festival e delle manifestazioni a carattere ludico. Il contesto di riferimento da cui si è partiti per le riflessioni di progetto, è quello di elementi primari urbani di pregio presenti sul territorio, quali la Casa del Fascio dell’architetto Ottorino Aloisio costruita tra il 1934 e il 1935, baricentrica rispetto alla piazza, e le Mura di Asti, già presenti nel periodo romano e longobardo, in parte ancora visibili e fruibili ed in parte incorporate nelle architetture più antiche del centro storico; nello specifico si è preso spunto dalla Torre di difesa e di raccordo lungo il viale dei Partigiani, oltre alle mura presso Santa Caterina, rimaste intatte.

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Gli interventi in progetto si prevedono nel rispetto della percezione degli edifici di maggior pregio presenti nell’ambito in oggetto, quali la Casa del Fascio (attuale Commissione Tributaria Provinciale), i quali grazie all’uso del verde (verticale e orizzontale) quale mitigatore ambientale ed al recupero di linguaggi architettonici consolidati nella memoria ma rivisitati alla luce delle nuove tecnologie, risultano piacevolmente inseriti nel contesto in oggetto. La planimetria dell’intervento cerca di essere il più lineare e conservativa possibile, per tutelare le preesistenze e per garantire amplia flessibilità di utilizzo come da richiesta del bando. Il nuovo parcheggio (di tre piani fuori terra e di 3084 posti auto totali) e la nuova piazza infatti, devono poter essere flessibili e pensati per diversi utilizzi. Rimanendo sul tema della flessibilità, il parcheggio, quando non completamente utilizzato, può ospitare all’ultimo piano delle strutture pensate per il divertimento, quali giochi per ragazzi e attrezzature di svago (Park&Play).

La piazza invece, collegata con diversi ingressi sul suo perimetro sia con la città che con il parcheggio (ingresso pedonale diretto dal piano terra attraverso un tunnel, mentre dal primo piano e da quelli successivi attraverso scalinate e viottoli nel verde) può essere vissuta come luogo di mercato e di fiera, ma giornalmente diventa un centro verde e di sport all’aperto per la popolazione. Sulla pavimentazione infatti verranno tracciati campi di basket, tennis e calcetto, in modo tale da farla vivere da un’utenza giovanile; una serie di panchine poste in maniera ellittica sul perimetro della piazza, garantiranno la vivibilità e la sosta anche per un pubblico più anziano o di famiglie con bambini piccoli.

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Per quanto riguarda lo studio delle due facciate, quella a sud che si affaccia sul verde degli alberi presenti e dialoga con il Movicentro e quella a nord che invece si confronta con la costruzione di Ottorino Aloisio e con l’imbocco al centro storico della città, si riportano di seguito i due schemi e le loro spiegazioni, utili ad individuare le proporzioni e gli spunti progettuali che sono serviti a immaginarle. Tutte le preesistenze edilizie presenti sulla piazza esistente, vengono mantenute e questo sia per quanto riguarda i piccoli edifici (vedi ex Casetta del Peso) presenti ai quattro angoli della piazza, che per le essenze arboree presenti sui viali e su tutta l’area di progetto, che oltre ad essere salvaguardate verranno arricchite da nuove piantumazioni come meglio spiegato nelle pagine a seguire.

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I collegamenti verticali avverranno tutti per mezzo di scale di sicurezza poste sulla facciata, in modo tale da avere dei collegamenti en plein air e quindi più sicuri dal punto della prevenzione incendi; le suddette scale esterne saranno in ferro (orso-grill) e le schermature che fungeranno in parte da parapetto, in parte da tunnel di protezione dagli agenti atmosferici (senza copertura) saranno realizzate attraverso lastre di U-Glass o vetro smerigliato. La presenza delle scale esterne servirà a creare un movimento in facciata che risulterà così mobile e viva, in quanto saranno gli stessi fruitori del parcheggio che entrando, salendo o scendendo ai diversi piani, contribuiranno a rendere vivo e mutabile il prospetto. L’inserimento ed implementazione del verde verticale e orizzontale ( attraverso aiuole piantumate e munite di sedute continue in pietra) contribuirà a filtrare la viabilità e a produrre energia fotovoltaica grazie alla tecnologia Solar Ivy, un sistema per la generazione di energia sostenibile personalizzabile, che richiama la forma dell’edera e il suo rapporto con l’ambiente. Le foglie fotovoltaiche flessibili, fluttuano e si piegano al vento mentre convertono l’energia solare in elettricità che alimenta una griglia inverter o carica le batterie del sistema ad isola. Solar Ivy si fissa a una robusta maglia di acciaio inossidabile e l’integrità del sistema inizia con il minimo grado di invasività della rete di acciaio e della struttura di cavi. Gli elementi riciclabili e anti-corrosione, e i pochi punti di contatto con la struttura architettonica, permettono a Solar Ivy di adattarsi a diverse tipologie di edificio e di facciata, mentre gli elementi costituenti sono realizzati con materiali sostenibili e sono progettati per essere restituiti e riciclati al termine del loro ciclo di vita.

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Le foglie saranno posizionate attraverso le griglie ancorate con tiranti e ganci, nelle porzioni di facciata in cui il posteggio e le auto appariranno, o comunque saranno piu’ evidenti: la struttura aggettante e in pianta a forma di V rovesciata, permette un movimento sulla facciata che ne esalta la verticalità oltre a creare maggiore superficie utile per il posizionamento delle foglie fotovoltaiche. Tutto il prospetto risulta essere permeabile ai percorsi pedonali: l’intervento si pone l’obiettivo di essere una membrana il più possibile permeabile all’utenza, ai percorsi e alla luce. I corpi scala a sud saranno realizzati con setti portanti in CLS e pareti ventilate rivestite in piastrelle di cotto (come tutto ciò che si vede nei prospetti in color mattone), mentre tutta la struttura portante dell’edificio si ipotizza in cemento prefabbricato precompresso. I filtri verdi saranno realizzati, oltre che dal mantenimento delle alberature esistenti, anche per mezzo di aiuole triangolari (prospetto a sud, immagine in alto), poste sugli apici e tangenti alle V rovesciate, in modo tale da aumentare quell’effetto di schermatura e mitigazione del verde che sarà presente anche attraverso le foglie fotovoltaiche, le quali muovendosi al vento consentiranno un ulteriore movimento della facciata e ulteriori giochi di ombre. Il verde assumerà una grande importanza nel prospetto a nord che andrà ad affacciarsi sulla nuova piazza, la quale godrà di nuovi prati e di due collinette (a nascondere il solaio del parcheggio operatori-mercato del piano terreno) con nuove piantumazioni di alberi, attraversate da tanti piccoli vialetti che collegheranno direttamente il parcheggio al primo piano alla piazza attraverso grandi schermature di verde verticale. Il corpo centrale, in asse con la Casa del Fascio, comprenderà inoltre una grande terrazza, da cui potersi affacciare e godere di tutto il panorama sul Parco della Resistenza e sul centro della città. La scelta di far interloquire questi due elementi architettonici è voluta e vuole rappresentare un confronto con ciò che esiste ed è consolidato nella memoria cittadina. Anche su questa facciata il movimento dato dall’utenza in entrata e in uscita è importante: due scale speculari, ai lati del corpo centrale, raccolgono l’utenza ai vari piani del parcheggio per condurla direttamente, attraverso un percorso nel verde sia verticale che orizzontale, alla piazza sottostante.

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Particolarmente rilevante sarà la pavimentazione della piazza che sarà realizzata per mezzo dei cementi fotocatalitici, i quali abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti. La pavimentazione della piazza si ipotizza non omogenea, nel senso che potrebbe essere di maggiore impatto alternare il cemento fotocatalitico a tappeti di pietra che faciliteranno l’individuazione visiva degli ingressi alla piazza. Nello specifico si è pensato di demolire le due scale di accesso presenti per creare un anfiteatro di ingresso dal quale poter accedere ed eventualmente sostare seduti, per una maggiore fruibilità della piazza anche in presenza di eventi ludici.

Nell’immagine in basso viene data un’indicazione anche degli elementi illuminanti che rappresentano un aspetto molto importante per la piazza e per la sua sicurezza.

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Abbiamo ultimato la foresta di betulle che caratterizzera’ una nuova filiale bancaria…

Abbiamo utilizzato materiali naturali e trattati naturalmente per creare ambienti salubri ed ecologici sia per gli utenti che per chi ci lavora. Gli elementi naturali ed in questo caso le betulle, contribuiscono al benessere abitativo degli utenti: pensare di lavorare circondati da elementi naturali e’ sicuramente positivo per il nostro fisico ed il nostro umore. Ritornare a dimensioni piu’ vicine alla Natura e’ l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo ogniqualvolta ci viene richiesto di intervenire…

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Il progetto e’ stato realizzato in stretta collaborazione con la ditta Proforme S.R.L. di Torino.

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Il nostro primo progetto !… tanto tanto tempo fa….

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(IKEA) dehor…

Per l’assessore Librato «Quella dei dehors è l’evoluzione e l’innovazione del pensiero sullo spazio pubblico, sull’arredo urbano, sulla qualità della vita che vogliamo iniziare a costruire perché Arredare la città è come arredare la propria casa».

.http://www.comune.mesagne.br.it/content/view/3515

https://www.ilgazzettinobr.it/attualita/item/11166-sul-sito-del-comune-le-istruzioni-ikea-per-i-dehors.html

Il nostro progetto RICARICALABATTERIA, online sul sito del comune di Mesagne (Br), con le tavole definitive e le istruzioni di montaggio per i cittadini….

un dehor “fai da te”!

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http://augustomontaruli.it/blog/2017/06/28/francesca-il-dehor-e-lassessora-di-mesagne/

Un “sistema di facciata”: il progetto e non la forma.

Edificio residenziale in via Raffaello Sanzio
a Settimo Torinese.

DOParchitetti, Ornella Chiotti.

Il sistema di progetto sostituisce la forma definita: il sistema progettuale che e’ stato scelto per comporre i prospetti è partito da una maglia di cm 308×315, e suo sottomultiplo, valida sia per le due tipologie di pianta che per i quattro prospetti e che puo’ variare a seconda delle esigenze progettuali.

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Sui  moduli della griglia di facciata possono essere previsti  sei diverse tipologie di “optional”: il modulo ringhiera con o senza schermo solare, il modulo ringhiera con fioriera, il mezzo modulo, il modulo ringhiera con pannello fotovoltaico, il modulo ringhiera con la tenda e infine il modulo serra in u-glass. La struttura portante dei moduli e’ realizzato con scatolato in ferro 40×40 mm, verniciato a fuoco  colore grigio canna di fucile. Ogni modulo risulta essere montato a contatto con tutti i moduli con esso confinanti  in modo tale da creare una struttura continua che puo’ essere “riempita” dal cliente  in caso di acquisto antecedente la  definizione del progetto, o direttamente dal progettista in assoluta liberta’ e seguendo altresi’ esigenze di costi o vincoli dati dall’amministrazione comunale.

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Il valore aggiunto della nostra proposta, e’ infatti la totale liberta’ compositiva di facciata che diventa l’aspetto caratterizzante.  E’ possibile realizzare un numero infinito di prospetti senza che si comprometta il valore estetico e architettonico, perche’ questo e’ dato dal sistema progettuale e non dalla forma raggiunta. Il sistema pensato, si configura come un vero e proprio catalogo a scelta del cliente: così come gli optional di un’ auto, possono arricchire e personalizzare l‘autovettura, anche la scelta dei moduli, in sede di compravendita, potra’ personalizzare e arricchire, secondo le esigenze e le peculiarita’ del cliente, l’abitazione stessa.

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Il modulo serra crea un ulteriore risparmio energetico per l’appartamento ad essa collegato, mentre il pannello con vetro fotovoltaico trasparente, consente all’utente dell’ appartamento un approvvigionamento diversificato e  autonomo di energia elettrica.  I moduli che abbiamo pensato sono quindi in grado di soddisfare le esigenze di un’ ampia gamma di acquirenti in quanto prevedono scelte  piu’ tradizionali come la ringhiera o la fioriera o la tenda, ma anche quelli di nuova generazione legati al risparmio energetico come la serra e il pannello fotovoltaico. Il modulo ringhiera potrà,  inoltre, essere abbinato ad un pannello scorrevole con funzione di  schermo-solare montato su appositi binari per facilitare l’ombreggiamento sulla facciata esposta a sud. Per le pareti esterne si è pensata ad una soluzione ventilata con sistema costruttivo “a secco” con rivestimento vincolato all’edificio tramite dispositivi di sospensione e di fissaggio di tipo meccanico non visibile (fig.4).
L’ intercapedine permette l’inserimento di un pannello termoisolante a contatto con la parete dell’edificio e la creazione di una camera per la circolazione ascensionale dell’aria (effetto camino). La parete ventilata protegge l’edificio contro le intemperie e gli agenti inquinanti conferendogli importanti vantaggi in termini d’isolamento termo-acustico, energetico, elimina i ponti termici, elimina le condense superficiali.

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La ceramica da noi ipotizzata è di tipo Bios Self-Cleaning® in quanto offre significative risposte in termini di capacità autopulente e di abbattimento dei NOx (ossidi e miscele di azoto, tra i principali inquinanti dell’atmosfera urbana). In particolare, Bios Self-Cleaning® è in grado di ottenere un drastico abbattimento degli interventi di pulizia e manutenzione delle superfici, garantendo un sensibile risparmio in termini economici e il mantenimento delle qualità e dell’aspetto del manufatto architettonico. La capacità di Bios Self-Cleaning® è di offrire proprietà autopulenti  legata all’azione di disgregazione dei depositi organici generata dal biossido di titanio contenuto nel coating, unita alla super idrofilia delle superfici, che si detergono grazie alla massimizzazione dell’effetto dilavante della pioggia (fig.1)

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L’acqua piovana si espande sulla superficie di Bios Self-Cleaning® generando un sottilissimo strato che deterge ed elimina lo sporco precedentemente decomposto dall’ossigeno attivo (fig.2).
Le prestazioni di abbattimento dei NOx garantite da Bios Self-Cleaning® offrono un apprezzabile contributo al miglioramento della qualità ambientale degli insediamenti urbani. Basti pensare che un rivestimento di 150 metri quadrati di facciata con Bios Self-Cleaning® ha la capacità di purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure di eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 11 automobili nel corso di un’intera giornata. (fig.3)
La copertura l’ abbiamo immaginata di tipo piano per poter accogliere delle serre che, oltre a migliorare  indirettamente, il contenimento del risparmio energetico della copertura offre la possibilità, per l’ utenza, di avviare processi di coltivazione di vegetali attraverso l’ uso di colture idroponiche che, pur richiedendo una porzione sensibilmente ridotta in acqua, possono avvalersi di quota parte di quella recuperata dall’ impianto delle acque  meteoriche destinate ai wc sanitari.
La copertura è inoltre dotata di pannelli fotovoltaici la cui produzione di energia elettrica andrà a soddisfare il fabbisogno delle parti comuni dell’ intero fabbricato.
Infine tutte le parti che rimangono in cemento faccia a visto tipo pilastri, setti portanti, vano ascensore etc  è stato ipotizzato di tipo fotocatalitico.

STRALCIO PROSPETTO

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RISTRUTTURAZIONE E LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ENRICO FERMI DI TORINO .

DOParchitetti, Ornella Chiotti, Francesco Cottone, Marta Benvenuto.fermi prova precompresso

CONCETTO DISTRIBUTIVO
La relazione che lega l’energia alla massa è stato il punto di partenza. “Piccole quantità di massa possono essere trasformate in un’immensa quantità di energia e viceversa…” se riuscissimo ad estrarre tutta l’energia già presente nella materia avremmo risolto il problema energetico. Ciò che proponiamo è un organismo che produce energia che va ad aiutare l’esistente e lo arricchisce senza distruggerlo. Il modello proposto è quindi anche educativo, nel senso che fa capire quanto questo legame sia importante: E=mc2.
Altro principio è l’interazione fra scuola e città, raggiunto con lo studio distributivo degli spazi. Gli ambienti su via Genova offrono, infatti, la possibilità di essere frequentati anche dagli abitanti del quartiere con ingressi dedicati.

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Si sono previste anche delle serre in cui gli studenti, possono coltivare prodotti per la mensa ma, anche, essere frequentate dal quartiere.Cluster e laboratori si trovano nei due edifici sul fronte est-ovest. Ogni cluster sarà caratterizzato da un colore “guida” che si ripeterà su alcuni particolari d’arredo.
Al piano interrato il laboratorio di musica è pensato anche per piccole esibizioni con pubblico ed è dotato di ingresso autonomo.
La scala a “farfalla” esistente rimane ad esclusivo uso di allievi e professori. Il nuovo ascensore potrà essere utilizzato anche dagli utenti con disabilità.
Il progetto prevede due nuovi ingressi su via Genova a quota di +150 cm rispetto al piano strada, aventi due scale frontali e una rampa parallela all’edificio. Un i porta alla scala di progetto con i due ascensori di cui uno per la mensa e l’altro per il bar.

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MATERIALI
Il paramano ha tessitura che caratterizza il periodo in cui la scuola fu costruita: meritevole quindi, di essere mantenuto. Il contenimento delle dispersioni termiche è stato risolto insufflando eco-cellulosa nelle intercapedini delle murature e predisponendo pannelli in corrispondenza dei ponti termici e nei luoghi in cui è richiesto un miglioramento dei requisiti acustici. Per le nuove costruzione – facciata ventilata – si è ipotizzato l’uso di pannelli coibentati in laminato. I serramenti sono in alluminio a taglio termico con vetri di tipo basso emissivo di cui alcuni a concentrazione solare collegati all’impianto fotovoltaico.
Su via Genova l’irraggiamento solare sarà contenuto con schermature in lamiera stirata anodizzata. Sulla facciate a sud, est e ovest si utilizzerà una schermatura realizzata con mini-celle fotovoltaiche – che ricordano le foglie dell’edera – le quali accumulano energia, aggiungendosi ai pannelli fotovoltaici, e che schermano ed ombreggiano. Le celle sono montate su di una rete metallica.

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COLLEGAMENTI VERTICALI
Gli utenti della scuola entrano da piazza Giacomini al piano seminterrato tramite una scala-rampa praticabile, anche i docenti provenienti dal parcheggio, attraverso il giardino, accedono a questo ingresso.I volumi in sopraelevazione non gravano sull’esistente e sono ancorati ai nuovi portali in cls precompresso che “sormontano” i due fabbricati. Al di sopra di questi le nuove serre sono in policarbonato. Internamente i pavimenti e le pareti sono ad alto valore di comfort acustico; nelle restanti parti sono impiegate pavimenti e rivestimenti resinosi.

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ASPETTO ENERGETICO ED IMPIANTISTICO
Il riscaldamento e il raffrescamento sarà a pavimento ed alimentato dal teleriscaldamento, l’impianto sarà integrato con frigoriferi reversibili a pompa di calore. La produzione di acqua calda sarà centralizzata utilizzando sempre il teleriscaldamento, così non ci saranno sistemi a combustione e si eviterà l’emissione di inquinanti.
L’energia elettrica verrà distribuita dalla cabina posta al piano seminterrato e sarà garantita la continuità dell’energia con apposite apparecchiature.

prova dalla terrazzaI nuovi pannelli fotovoltaici in copertura ridurranno i consumi di energia prelevata dalla rete e soddisferanno ampiamente i minimi normativi. E’ prevista la raccolta dell’acqua meteorica con serbatoi interrati nel cortile, che con pompe potrà essere riutilizzata. Per l’illuminazione è previsto un sistema automatico di gestione della luce che comanda e dimmera autonomamente l’illuminazione in base alla luce esterna. Sensori di presenza garantiscono lo spegnimento dell’illuminazione in assenza di attività. Esternamente l’illuminazione avverrà con lampade a LED.
I materiali impiegati svolgono un’importante azione a vantaggio della sostenibilità ambientale. L’alluminio e vetro sono prodotti tramite riciclaggio; il legno delle pareti divisorie delle aule e le fibre naturali impiegate come isolante derivano dall’uso di prodotto a piccola sezione composto per raggiungere grandi tagli. I materiali cementizi che costituiscono elementi di pavimentazione esterna adottano il principio attivo fotocatalitico, che abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti.
Si prevede infine un sistema di domotica che gestirà tutta la parte impiantistica.

PROVA IMPAGINAZIONE FERMI copia

Schermata 2017-03-18 alle 19.46.27

 

They ‘re blind, blind blind…..

ipotesi progettuale di edificio residenziale privato

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Internet of things 2

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Caratteristiche di progetto

La seduta si compone attraverso l’assemblaggio di pochi elementi semplici: quattro montanti in alluminio h200 a sezione quadrata 3×3; un elemento di base 80×90 realizzato attraverso la saldatura di 4 scatolati in alluminio verniciato di sezione quadrata 3×3; un elemento di copertura uguale al precedente che contiene anche l’alloggiamento di una striscia led la quale viene alimentata dal telo polimerico fotovoltaico stampato con una texture a scelta, il quale viene accoppiato con un telo di copertura in stoffa; una seduta in tela da esterni tesa su due tubolari in alluminio collegati ai montanti; 4 piedini in gomma regolabili, inseriti nell’elemento di base.
La particolarita’ del progetto e’ nell’aver utilizzato come copertura una pellicola fotovoltaica polimerica, la quale alimenta la lampada a led e attraverso una presa usb inserita nel montante puo’ fungere da ricarica per i telefoni o apparecchi informatici. Il progetto intende essere un’applicazione pratica dell’Internet of things.
Gli elementi si collegano tra di loro in numero fino a tre, attraverso l’utilizzo di brugole che trovano sede in fori presenti sui montanti.

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Versione seduta Chaise longue

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Internet of things

La serie di arredi 3.0 puo’ essere completata dall’elemento tavolo di cui si allega una vista prospettica abbinata alla seduta. La composizione degli arredi puo’ essere data a catalogo oppure puo’ essere lasciata alla libera interpretazione del cliente. La semplicita’ produttiva e di montaggio risulta essere un grande punto di forza del progetto, oltre all’aspetto energetico. Si stima che la produzione di energia elettrica attraverso i teli polimerici sia all’incirca di 30 watt/h a mq, sufficiente per una lampada a led e per la ricarica di un cellulare.
In basso si allega un esploso della seduta 3.0