Comune di Massa

Concorso di idee per nuovi dehors

Secondo classificato

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RICARICALABATTERIA internet of things

Il primo dehor RICARICALABATTERIA a Mesagne…

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Concorso di progettazione Scuola Media Panzacchi, Ozzano dell’Emilia.

DOParchitetti, G-Studio.

TAV1A Inserimento urbanistico

Il ruolo di polo civico multidisciplinare che il programma attribuisce alla scuola Panzacchi collocherà il nuovo edificio ad un livello diverso nella scala gerarchica degli spazi pubblici di Ozzano.

Il modo stesso con cui l’edificio si rapporterà allo spazio urbano mutera’ e la sua forma non potrà astenersi dal sottolineare il suo nuovo status.

Per questo il progetto ribalta il rapporto tra tessuto viario e volume costruito rispetto a quello attuale e degli edifici che lo circondano per dare forma ad un “luogo urbano” capace di essere punto di riferimento nel contesto urbano.

In contrasto con la frammentarietà dei volumi circostanti, la scuola è perciò organizzata come “insula” che asseconda la trama viaria e che possiede due fronti più rappresentativi che si affacciano sulla “Passeggiata delle scuole” e su via 2 giugno: nel primo caso con un fronte di altezza modesta e forma gentile, nel secondo con uno che accentua il carattere pubblico e istituzionale dell’edificio.

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B Aspetti compositivi, originalità, creatività e flessibilità della proposta

La forma a corte chiusa afferma la diversità dell’edificio dal contesto e introduce un archetipo tipologico non estraneo ad un tessuto urbano di antica formazione come quello di Ozzano e specifico delle grandi istituzioni pubbliche (palazzi, conventi, università) che, senza creare una cesura tra spazio pubblico esterno e spazio privato interno, imposta relazioni chiare tra spazi aperti e chiusi, messi in relazione da diaframmi di diversa profondità, trasparenza e porosità.

Non più immerso in aree frammentate e dall’uso incerto, il nuovo edificio è connotato da un grande giardino centrale e da aree verdi di contorno con specifici ruoli decorativi (bosco a nord ovest, filare di alberi su via 2 giugno) o utilitaristici (orti pubblici e area di relax a ovest, area verde di fronte alla biblioteca).

L’area centrale – luogo di calma all’interno del “recinto” della scuola, con un effetto scenico garantito dal dialogo fra le sue diverse parti che la delimitano – è predisposta per attività sportive e di spettacolo (aperte al di fuori dell’orario scolastico anche a utenti esterni) e offre agli utenti della scuola occasioni di uso e di godimento visivo, il cui ruolo pedagogico nel formare nei ragazzi un corretto rapporto con la natura, non può essere sottovalutato.

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L’architettura della scuola sceglie la strada della semplicità senza esibizioni formali .

Composizione e costruzione si basano su un sistema modulare in setti portanti trasversali e longitudinali in X-lam tamponati con pannelli X-lam coibentati e moduli-finestra standard. L’edificio della palestra e dell’auditorium ha struttura in legno lamellare.

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La tecnologia X-lam è stata scelta nell’ottica di realizzare un edificio nZEB con materiali EDP di elevata leggerezza, rapidità di montaggio ed eccellenti caratteristiche meccaniche in grado di dare risposte ottimali anche in zona sismica.

Lo spessore delle pareti di facciata e dei moduli finestra, determinato dall’abbondante isolamento è sfruttato per ricavare nicchie per la biblioteca diffusa; i davanzali-panca dilatano le opportunità di uso degli spazi connettivi.

La monotonia dell’insieme è scongiurata dall’articolazione dei volumi – diversi per ragioni funzionali – e dall’uso di rivestimenti vari a seconda dell’esposizione quasi l’edificio fosse frutto di stratificazioni compositive successive.

La distribuzione dei locali previsti dal programma avviene in tre corpi di fabbrica: uno a 2 piani per aule, uno ad un piano per aule e locali di amministrazione, un terzo per biblioteca, auditorium, palestra e laboratori.

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Le aule sono distribuite in due gruppi da 9 e in un gruppo da 3 con geometria flessibile (posto al piano terreno) e si allineano su corridoi di ampia dimensione che accolgono gli scaffali della biblioteca diffusa e che possono essere utilizzati – come richiesto dal programma – come spazi per attività didattiche complementari.

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La struttura distributiva del terzo corpo di fabbrica, è più complessa a causa della disomogeneità delle funzioni e dei loro diversi tempi e modi di uso: a sud ospita funzioni di notevole altezza, a nord quelle di altezza standard, organizzate su due livelli e parzialmente contenute al disotto di una collina artificiale che ingentilisce il fronte interno dell’edificio prolungando fino al colmo della copertura della palestra la “prospettiva verde” del giardino interno.

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C Una scuola aperta alla città

Seguendo il modello delle “community school”, la nuova scuola Panzacchi condividerà i propri servizi e spazi con l’intera comunità locale, diventando luogo di distribuzione di processi di formazione complessi e diversificati che non riguardano più solo gli alunni, sfruttando intensamente le proprie potenzialità e rendendo “produttivo” l’investimento economico sostenuto dall’amministrazione.

L’utilizzo degli spazi scolatici più esteso nel corso della giornata e la compresenza di soggetti diversi, presuppongono un attento controllo degli accessi e dei flussi interni.

Per questo sono previsti due ingressi: uno alla scuola (sulla Passeggiata delle scuole) e uno riservato alle attività utilizzabili da utenti esterni (su Viale 2 giugno) e rendendo autonomo l’accesso agli orti pubblici, così da garantire l’intera gestione dei propri spazi da parte della scuola durante gli orari scolastici e un loro uso controllato nel resto della giornata, senza impedire il possibile uso durante l’orario scolastico dell’auditorium e della palestra in caso di speciali occasioni.

La fruibilità extra-scolastica garantita dal progetto riguarda tutte le aree ad eccezione delle aule e degli uffici amministrativi.

E’ dunque ampia, diversificata e non richiede aumento di superficie utile rispetto alle richieste del bando e delle norme vigenti né l’introduzione di particolari accorgimenti tecnologici o impiantistici.

Come richiesto essa riguarda in particolare l’uso extra-scolastico della palestra dell’auditorium, della biblioteca e dei laboratori, raccolti nell’edificio a sud e accessibili da un ingresso comune che dà su un atrio su cui si affacciano anche la biglietteria e il guardaroba dell’auditorium.

I laboratori, più connessi all’attività didattica, sono rivolti verso l’area centrale da cui li separa un filtro verde privato e sono caratterizzati da doppia altezza e da illuminazione zenitale.

Sopra i laboratori si trovano le tribune del pubblico che assiste alle gare sportive o agli spettacoli organizzati nell’area verde centrale, mentre all’interno della collina e illuminate dall’alto, sono collocate le tribune della palestra.

Al di fuori dell’edificio, l’area verde con il gruppo di alberi ad alto fusto che verranno conservati è lasciata a libero accesso e in essa sono realizzati orti pubblici e un’area relax che si fonde – percettivamente – con l’area verde interna visibile attraverso le vetrate del corridoio che la delimita ad ovest.

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D. Sostenibilità e efficienza energetica, innovazione tecnologica, utilizzo di materiali dotati di EDP.

L’edificio nZEB proposto soddisfa i requisiti previsti dai DM 26.06.2015, DGR 967-2015 e art.7 DGR 1715-2016 con strategie di architettura bioclimatica e uso di tecnologie innovative, sfruttando le risorse naturali (ventilazione naturale passante e indotta, illuminamento naturale degli ambienti a seconda del fattore di utilizzo, apporti utili solari invernali e proteggendo l’involucro dai guadagni solari estivi) e prevedendo un sistema Impiantistico Ibrido Integrato che comprenda i seguenti sistemi di generazione, accumulo, scambio, emissione e controllo:

Sistema Solare Attivo Fotovoltaico e in parte Fototermico con moduli solari cogenerativi fotovoltaico/termico della Potenza Nominale complessiva di 70 kWp elettrici e 125 kW termici con roll-bond integrati per la produzione di energia termica per il Riscaldamento Ambiente tramite Sistemi Radianti e per l’Acqua calda sanitaria, il cui eccesso di energia termica verrà riversata nei circuiti Geotermici per essere disponibile in periodi diversi dallo stoccaggio.

Sistema di Generazione a Pompe di Calore ad Alta Efficienza Elioassistite del tipo Acqua-Acqua ad inverter e frequenza variabile, come principale sistema di generazione del caldo e freddo e dell’acqua calda sanitaria, con funzionamento gestito da un sistema di controllo che prediligerà l’autoconsumo elettrico e la disponibilità di energia termica da solare o Geotermico in funzione del fabbisogno e delle condizioni climatiche in essere e future.

Volano Geotermico a Bassa Entalpia per lo scambio e l’aumento complessivo dell’efficienza in generazione e accumulo. La relazione Geologica evidenzia buone caratteristiche di conduttività e calore specifico del terreno a basse profondità (1,5-1,8 m) da cui è possibile considerare uno scambio geotermico con un differenziale di 10°K per una capacità nominale di 2.500 kWh per un impegno di sottosuolo pari a circa 450 m2 (200 m3 ) dell’area esterna disponibile.

Sistema di Emissione a Bassa Temperatura, radiante a pavimento per la palestra per sfruttarne la grande inerzia termica e a ventilconvettori per aule, uffici, laboratori, biblioteca e servizi.

Sistema di Ventilazione Meccanica Controllata a doppio flusso con scambiatore e recuperatore del calore differenziato per zone.

Sistema di Gestione e Controllo di tipo P.I.D dei carichi termici in virtù dell’inerzia termica dell’edificio, dotato di interfaccia METEO per la valutazione anticipata della produzione energetica da fonte solare e conseguente avvio anticipato o posticipato dei sistemi di generazione del calore, prediligendo l’Autoconsumo o il prelievo in orari più economici, aumentando l’efficienza complessiva del sistema Edificio-Impianto.

Sistema di recupero delle acque piovane considerando, in base all’Intensità annua di precipitazione un Volume Massimo Cumulabile di 16 mc.

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Stiamo ristrutturando un appartamento in centro a Torino…

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Stiamo ristrutturando una piccola casa, per una coppia di patiti del volo…

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Bando di concorso di idee “Piano Particolareggiato dell’Arenile” comune di Porto Tolle

Progetto secondo classificato

 

L’idea progettuale parte da un attento rilievo e studio dei documenti relativi ai luoghi in cui il progetto va ad inserirsi e cioè il Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

L’Ente Parco, istituito l’8 settembre del 1997 con la legge regionale n.36, ha come obiettivi la tutela, il recupero e la conservazione dei caratteri naturalistici, storici e culturali del territorio, oltre a promuovere le attività economiche e turistiche dell’area purchè siano compatibili con l’ambiente circostante.

Partendo da questa premessa e cioè di tutela del paesaggio e di rispetto dell’ambiente, passando attraverso l’ecosostenibilità, il riciclo ed il riuso, considerando l’accessibilità dei luoghi elemento fondante per l’aspetto economico legato al turismo, ma privilegiando la mobilità dolce quale unica possibilità in ambienti quali i parchi naturali, si è giunti alla proposta progettuale illustrata in questa relazione e nelle tre tavole in formato A2 richieste dal bando.

Per citare un esempio esistente a cui ci si è ispirati e che è stato di guida alla progettazione, rimanendo nell’ambito degli ambienti naturali e protetti, non si può non pensare al primo parco naturale marino nato nel 1963 in Europa e più precisamente in Francia, a Port-Cros nelle isole di Porquerolles, dove la natura incontaminata è stata preservata dai suoi abitanti e dalle istituzioni, nonostante il forte afflusso turistico soprattutto estivo e le attività antropiche connesse… per fare un esempio, sulle isole vige il divieto di fumare e di conseguenza abbandonare mozziconi di sigaretta in spiaggia! Esplorando le tre isole, si capisce immediatamente come questa fusione sia stata possibile grazie al fatto della non presenza delle automobili ed all’utilizzo in maniera massiccia della mobilità dolce. Appena si sbarca dalla nave su una delle tre isole, si possono affittare biciclette o bici con pedalata assistita elettriche e su queste, attraverso strade e sentieri naturali ed ecologici, completamente fusi nella natura perché ricoperti da inerti compatibili e simili all’ambiente circostante, raggiungere ed accedere a tutte le spiagge ed a tutti quei luoghi naturali meta di visita.

Oppure come non pensare alla “Plage de Piemanson”, situata nel cuore del parco naturale regionale della Camargue, sempre in Francia, rimasta selvaggia e meta di centinaia di specie di uccelli selvatici quali cormorani, cigni, aironi, fenicotteri rosa e gru che formano la colonia faunistica più popolata d’Europa, grazie anche qui all’attenzione alla natura ed al paesaggio ed al potenziamento del trasporto dolce attraverso chilometri e chilometri di piste ciclabili.

Così abbiamo immaginato il Delta del Po, ossia una sorta di Camargue sull’adriatico, luogo denso di storia e di natura, da tutelare e da promuovere quale ritorno ad un ambiente naturale, ecologico e “dolcemente antropizzato”.

Un luogo per gli uccelli d’inverno e per gli uomini d’estate!

Un luogo quindi che come per magia, possa apparire con tutte le sue attività d’estate e sparire d’inverno, per lasciare lo spazio agli animali ed al vento.

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Un luogo “allestito” e quindi rimuovibile, utilizzando elementi prefabbricati come i containers, simbolo del trasporto delle merci in mare, in questo caso adibiti a bar/ristoro, magazzini, docce e spogliatoi, centri di accoglienza turistica e rent a bike.

Un luogo che viva di energia propria e cioè che utilizzi il sole ed il vento quali “fornitori ufficiali” di energia elettrica attraverso piccole turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, allestiti questi ultimi, in maniera discreta e cioè distesi ad angolo zero sui tetti dei containers.

Il container ha infatti un grande vantaggio e cioè che si può comprare già allestito a seconda dell’utilizzo che si intende farne e trasportato in sede già pronto, attraverso chiatte e gru, abbattendo così i costi e l’impatto sul cantiere. Il terreno in cui si posizionerà, andrà preparato attraverso il posizionamento e l’interramento di traversine in legno o cemento, anch’esse riciclate e provenienti da vecchie ferrovie dismesse, che fungeranno da fondazioni.

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Il vantaggio ulteriore che può scaturire dal posizionamento di questi elementi sulla spiaggia in inverno è che gli stessi possono fungere da contenimento per le dune che sono fortemente battute dalla Bora con raffiche violentissime durante la stagione invernale. Si pensava infatti di posizionare i containers, in direzione 45’ a Nord Est e cioè in direzione della Bora come frangivento, per fare sì che il vento non riesca a spostare le dune che così rimangono indicativamente allocate sempre nello stesso posto.

Il container inoltre funge da magazzino per tutto ciò che d’estate riempie lo stabilimento balneare: ombrelloni, sedie, tavoli, percorsi mobili in legno ecc ecc. In questa maniera d’estate avrò già tutto sul luogo, abbattendo così i costi e spreco di risorse energetiche e parallelamente d’inverno, mi basterà smontare gli stabilimenti e riporre tutto all’interno dei containers, per restituire il luogo agli uccelli ed alla natura.

Per quanto riguarda i colori o i materiali di rivestimento dell’esterno del container, nella proposta grafica si è rappresentato il container allo stato grezzo per una questione di comprensione, ma si può eventualmente pensare ad un rivestimento in doghe di legno o materiale che si mimetizza nel contesto.

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L’ultimo e più interessante aspetto dell’utilizzo del container è il suo aspetto minimal ma allo stesso tempo fortemente evocativo che fa pensare ad installazioni di land art e street art e che in questo caso puo’ esemplificare il concetto di temporaneità e stagionalità.

Nella terza tavola abbiamo elencato, come fosse un abaco, tutti gli elementi che costituiscono il progetto e che sono: il container adibito ad accettazione punto info, la palina in legno riciclato punto info con le indicazioni sui luoghi del parco, il container adibito a bar con veranda in legno riciclato, il container docce/spogliatoio, il punto osservazione/salvataggio in legno riciclato, il capanno in legno riciclato e tela riciclata (vele usate delle barche) completamente smontabile, la tettoia gioco bimbi, la staccionata in legno riciclato per la separazione degli stabilimenti, i percorsi delimitati dalle canne di bamboo, le pedane in legno riciclato/pallets degli stabilimenti balneari, le cabine in legno ricilato per la raccolta differenziata.

Come si diceva tutti i containers saranno allestiti a seconda della necessità e saranno autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso apparecchi eolici, fotovoltaici e solari termici; per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui, si pensava a sistemi di micro depurazione o vasche imhoff.

Per quanto riguarda i percorsi fissi all’interno degli scanni, si pensava di utilizzare sentieri ecologici in terra battuta stabilizzata altamente drenanti, in modo tale da consentire una facile percorrenza per i pedoni, le bici, piccoli mezzi di trasporto merci quali i quod per le attività di rifornimento agli esercizi commerciali e per i servizi di nettezza urbana.

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I percorsi infatti dovranno essere in parte fissi, quali quelli appena citati di servizio e di accesso agli stabilimenti ed in parte mobili e cioè quelli di distribuzione all’interno degli stabilimenti balneari. Le pedane che compongono i percorsi infatti, dovranno essere smontate e riposte in stoccaggio nei containers finita la stagione, e per quanto riguarda il materiale di cui sono composte si pensava anche qui al legno riciclato o ai pallet per esterno. I percorsi mobili andranno a creare anche la pavimentazione delle verande dei capanni e degli spazi veranda davanti ai containers. Questi infatti possono essere progettati con il lato longitudinale/frontale, incernierato e ribaltabile, in modo tale che una volta aperto possa fungere da tettoia per l’attività ivi svolta.

Tutto il sito e relativi percorsi fissi e mobili saranno completamente accessibili anche alle persone con disabilità.

I percorsi fissi saranno inoltre delimitati da schermature frangivento in canna di bamboo di altezza variabile e queste stesse schermature, in dimensioni ridotte, potranno essere utilizzate quali ulteriori elementi stabilizzanti e con funzione di frangivento per le stesse dune che costituiscono elemento fondante per gli scanni.

Un altro elemento caratteristico dei percorsi saranno i punti di osservazione, situati in punti strategici sulla cima delle dune, elementi questi che saranno smontati e riposti a magazzino d’inverno, realizzati in legno riciclato come i punti di salvataggio per gli stabilimenti balneari, anch’essi completamente smontabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, in essi saranno presenti le due tipologie di containers predette e cioè quello adibito a bar punto ristoro e quello adibito a spogliatoio, wc e wc disabile, oltre alla zona docce: gli stessi potranno avvalersi di bacini di accumulo dell’acqua riscaldati da pannelli solare termico. I containers come si diceva, diventeranno luogo si stoccaggio degli arredi mobili durante l’inverno, completamente chiuso e protetto dalle intemperie.

Per quanto riguarda il capanno, elemento fortemente caratterizzante delle spiagge venete, luogo di ritrovo per la famiglia e di tipologia ben caratterizzata, questo sarà presente negli stabilimenti balneari (dimensioni 9 mq di cui 2,5m di veranda), e sarà realizzato da una struttura molto semplice in legno riciclato su cui verrà posizionata e fermata attraverso dei ganci una copertura in tela impermeabile riciclata come quella dei camion che potrà essere aperta o chiusa dai fruitori come una tenda da campeggio, ovviamente esso sarà smontato nel periodo invernale. La tipologia di capanno negli scanni del Po invece dovrà essere rivestito in canne di bamboo o legno riciclato con struttura sempre in legno e sarà leggermente più ampio (circa 20 mq), come da richiesta del bando.

Le cabine della raccolta differenziata riprendono il disegno e l’immagine della vecchia cabina da spiaggia in legno ma in questo caso saranno utilizzate come punti di raccolta per i rifiuti ed ognuna sarà caratterizzata da un colore che rimanda a ciò che conterrà: ad esempio verde o marrone per l’organico, giallo o bianco per la carta, azzurro per il vetro e arancio per la plastica. Le cabine raccolta differenziata potranno essere implementate nei periodi estivi ma rimarranno presenti in parte anche nel periodo invernale.

Saranno ovviamente presenti anche luoghi di gioco e sport, i primi realizzati per i bambini saranno presenti in quasi tutti gli stabilimenti balneari e saranno posizionati ed evidenziati da tettoie in legno per proteggere i bimbi dal sole ed evitare il forte calore che potrebbe ustionarli; i secondi invece saranno pensati come zone sportive posizionate sul retro della scanno attrezzate con container spogliatoio/docce e con container ristoro. Le zone sportive saranno posizionate in luoghi fortemente pianeggianti dello scanno dove potranno essere posizionate anche panchine/sedute in legno, per consentire alle persone di assistere. Le attività sportive previste sono: beach-soccer, beach-volley, dodge-ball, beach-tennis, beach-ultimate. Ovviamente tutte le altre attività sportive legate al mare e al vento saranno svolte negli stabilimenti balneari (canoa, wind-surf, kite-surf, ecc ecc).

Gli sbarchi dai pontili, uno fisso (Boccasette) e l’altro mobile e fatto di barche (Barricata), sono rappresentati attraverso dei collages nelle prime due tavole del progetto e sono rappresentati nella stessa vista sia d’estate che d’inverno.

La zona di arrivo allo scanno dai ponti, deve contenere una torre di avvistamento aperta al pubblico da cui poter godere di tutto il panorama, una zona sedute e gioco bimbi, una zona info costituita da paline informative e container info-point, punti di raccolta differenziata che saranno posizionati anche vicino alle spiagge libere e non, oltre ad un container con attività di rent-bike per spingere i turisti all’utilizzo della bicicletta.

L’obiettivo del progetto è potenziare l’aspetto altamente turistico dei luoghi con accorgimenti legati alla tutela ed al rispetto dell’ambiente, potenziando il riciclo, la mobilità sostenibile ed il rispetto della natura, creando un luogo che possa essere un modello sostenibile per altri luoghi potenzialmente turistici, lasciando alla natura il ruolo di attore protagonista.

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Il progetto sembra essere poco disegnato, ma in realtà risulta altamente progettato e pianificato, poiché ogni elemento costitutivo dovrà essere realizzato con finalità ecologiche e di basso impatto ambientale. Come si può vedere dalle immagini inserite nelle tavole, ogni elemento costitutivo rimanda ad un qualche cosa di già visto e di presente nella memoria collettiva: le cabine in legno, i containers, il punto salvataggio, le linee di separazione degli elementi balneari, le canne di bamboo… l’aspetto innovativo sta nell’utilizzo di fonti energetiche innovative che implementano il valore intrinseco degli elementi stessi, attribuendogli quindi un valore etico oggi assolutamente indispensabile in qualsiasi progetto si vada a concepire: in questo caso un temporary beach, in cui possano coesistere in maniera bilanciata attività antropiche e natura, in una sorta di equilibrio naturale ormai assolutamente indispensabile.

Al settimo cielo

Abbiamo contribuito all’allestimento della mostra “Irrevocabilmente.. fino al settimo cielo” esposta in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio Storico dell’ispettoria piemontese “Maria Ausiliatrice” di Nizza Monferrato. Si ringraziano Sr. Paola Cuccioli e tutte le consorelle per la preziosa collaborazione e l’ospitalità riservata. Agli amici di DOP architetti suggeriamo una visita presso lo storico Santuario di N. S. delle Grazie di Nizza.

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Vivi gli animali

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Stiamo progettando un ricovero per gli animali salvati dal macello e dalla cattiveria umana. Progetto in divenire….

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http://www.piemontemese.it/2017/06/30/vivi-gli-animali-la-fattoria-in-cui-nessuno-e-piu-uguale-degli-altri-di-federica-vivarelli/

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https://www.viviglianimali.it/

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Il progetto riguarda nel dettaglio lo studio di tutta la Piazza Campo del Palio (circa 50.000 mq) con particolare riferimento alle opere di urbanizzazione, per la realizzazione di un nuovo parcheggio che contenga la sosta a pieno regime di almeno 3000 automezzi, a sostegno del futuro ampliamento della zona blu della città, configurato in maniera flessibile, onde permettere l’utilizzo del sito sia per il mercato settimanale sia per tutte le manifestazioni che ivi si svolgono; il posteggio non dovrà essere interrato per i vincoli idrogeologici esistenti e il bando non pone limiti di altezza se non quelli dettati dalla normativa e dal confronto con le preesistenze, e oltre al suddetto parcheggio il progetto prevederà uno studio dettagliato su:

  • la piazza: luogo sicuro di incontro e di svago per la cittadinanza, annessa al parcheggio, allestita il più possibile a verde per l’utenza cittadina infrasettimanale, ma con la possibilità di diventare mercato settimanale e pronta ad accogliere manifestazioni cittadine e non, di rilevanza regionale e nazionale oltre ad attività legate allo svago e al piacere (sport, mongolfiera);

  • nuove aree di potenziamento dei trasporti alternativi: attestate da progetto nella parte Sud dell’area, quali bike sharing, auto elettriche, car sharing, taxi e sosta breve per i bus turistici (carico e scarico), di supporto al Movicentro;

  • nuova rete di percorsi ciclabili e pedonali: potenziando quella esistente a livello locale, aumentando l’accesso alla piazza da ogni e per ogni direzione, consentendo alla mobilità dolce di fruire in modo ottimale dell’intera area di progetto (nuove piste ciclabili e nuovi percorsi pedonali nel verde su tutta l’area di progetto);

  • sistemazioni esterne a verde: prative e piantumate, creando talvolta separazioni e protezioni dal traffico veicolare, talvolta veri e propri slarghi di mitigazione ambientale atti a creare un microclima ottimale utilizzando vegetazione adatta allo scopo (sia sulla piazza attraverso nuove piantumazioni e porzioni di verde consistenti, che sulle facciate dell’edificio attraverso verde pensile/verticale);

  • l’aspetto energetico: che riguarda sia gli accorgimenti energetici sui materiali usati per la costruzione e la coibentazione del nuovo edificio di progetto, sia la produzione di energia elettrica attraverso nuovi sistemi fotovoltaici di facciata (Solar Ivy-Photovoltaic Leaves).

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L’area oggetto del concorso di idee è sita nel Comune di Asti, in prossimità degli edifici di maggior pregio ricadenti nel centro storico, in prossimità di Piazza Alfieri (sede dal 1988 del Palio Astese), in una zona ad elevato standard qualitativo in termini di vita e di lavoro; è collocata in prossimità della rete di trasporto pubblico che comprende diverse fermate del Bus poste attualmente lungo corso Luigi Einaudi, vicina alla Stazione Ferroviaria cittadina (linee ferroviarie sull’asse Genova-Alessandria) e affacciata sul Movicentro.

Bisogna premettere che la città di Asti si trova al centro del territorio provinciale di cui è capoluogo, nel punto di convergenza di un sistema stradale a raggiera che consente il raggiungimento diretto dei principali centri provinciali e del sud del Piemonte: il Movicentro è stato realizzato per valorizzare le connessioni provinciali e regionali attraverso un implementazione del trasporto pubblico a sostegno di quello ferroviario in modo tale da ridurre quello veicolare privato. L’utenza media giornaliera che usufruisce del servizio del Movicentro è di circa 12.000 passeggeri svolto interamente dall’Azienda A.S.P. s.p.a., le cui linee si suddividono in operaie, frazionali e scolastiche. L’ area che è oggetto dell’intervento di urbanizzazione per la realizzazione del parcheggio multipiano di Piazza Campo del Palio, è attualmente adibita in parte a parcheggio scoperto, per un totale di circa 1500 posti auto, ed in parte (nella zona a nord), adibita a mercato settimanale, oltre ad ospitare varie feste e sagre a carattere regionale e nazionale (Fiera Carolingia e Festival delle Sagre).

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La condizione di pre-progetto assume l’attuale stato di fatto come condizione iniziale, ovvero si parte dal mantenere gli attuali ingombri sia dell’area parcheggio (a sud), sia della zona mercatale (a nord), arricchendole però di altre funzioni quali la sosta e il camminamento nel verde e la creazione di aree per la pratica di attività sportive e di svago (nella nuova piazza) e l’implementazione a sostegno del Movicentro del trasporto dolce, tramite stazioni di bike-sharing, car-sharing elettrico e fermate aggiuntive attraverso nuove pensiline, per bus turistici a sostegno del Movicentro, soprattutto per i periodi dei festival e delle manifestazioni a carattere ludico. Il contesto di riferimento da cui si è partiti per le riflessioni di progetto, è quello di elementi primari urbani di pregio presenti sul territorio, quali la Casa del Fascio dell’architetto Ottorino Aloisio costruita tra il 1934 e il 1935, baricentrica rispetto alla piazza, e le Mura di Asti, già presenti nel periodo romano e longobardo, in parte ancora visibili e fruibili ed in parte incorporate nelle architetture più antiche del centro storico; nello specifico si è preso spunto dalla Torre di difesa e di raccordo lungo il viale dei Partigiani, oltre alle mura presso Santa Caterina, rimaste intatte.

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Gli interventi in progetto si prevedono nel rispetto della percezione degli edifici di maggior pregio presenti nell’ambito in oggetto, quali la Casa del Fascio (attuale Commissione Tributaria Provinciale), i quali grazie all’uso del verde (verticale e orizzontale) quale mitigatore ambientale ed al recupero di linguaggi architettonici consolidati nella memoria ma rivisitati alla luce delle nuove tecnologie, risultano piacevolmente inseriti nel contesto in oggetto. La planimetria dell’intervento cerca di essere il più lineare e conservativa possibile, per tutelare le preesistenze e per garantire amplia flessibilità di utilizzo come da richiesta del bando. Il nuovo parcheggio (di tre piani fuori terra e di 3084 posti auto totali) e la nuova piazza infatti, devono poter essere flessibili e pensati per diversi utilizzi. Rimanendo sul tema della flessibilità, il parcheggio, quando non completamente utilizzato, può ospitare all’ultimo piano delle strutture pensate per il divertimento, quali giochi per ragazzi e attrezzature di svago (Park&Play).

La piazza invece, collegata con diversi ingressi sul suo perimetro sia con la città che con il parcheggio (ingresso pedonale diretto dal piano terra attraverso un tunnel, mentre dal primo piano e da quelli successivi attraverso scalinate e viottoli nel verde) può essere vissuta come luogo di mercato e di fiera, ma giornalmente diventa un centro verde e di sport all’aperto per la popolazione. Sulla pavimentazione infatti verranno tracciati campi di basket, tennis e calcetto, in modo tale da farla vivere da un’utenza giovanile; una serie di panchine poste in maniera ellittica sul perimetro della piazza, garantiranno la vivibilità e la sosta anche per un pubblico più anziano o di famiglie con bambini piccoli.

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Per quanto riguarda lo studio delle due facciate, quella a sud che si affaccia sul verde degli alberi presenti e dialoga con il Movicentro e quella a nord che invece si confronta con la costruzione di Ottorino Aloisio e con l’imbocco al centro storico della città, si riportano di seguito i due schemi e le loro spiegazioni, utili ad individuare le proporzioni e gli spunti progettuali che sono serviti a immaginarle. Tutte le preesistenze edilizie presenti sulla piazza esistente, vengono mantenute e questo sia per quanto riguarda i piccoli edifici (vedi ex Casetta del Peso) presenti ai quattro angoli della piazza, che per le essenze arboree presenti sui viali e su tutta l’area di progetto, che oltre ad essere salvaguardate verranno arricchite da nuove piantumazioni come meglio spiegato nelle pagine a seguire.

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I collegamenti verticali avverranno tutti per mezzo di scale di sicurezza poste sulla facciata, in modo tale da avere dei collegamenti en plein air e quindi più sicuri dal punto della prevenzione incendi; le suddette scale esterne saranno in ferro (orso-grill) e le schermature che fungeranno in parte da parapetto, in parte da tunnel di protezione dagli agenti atmosferici (senza copertura) saranno realizzate attraverso lastre di U-Glass o vetro smerigliato. La presenza delle scale esterne servirà a creare un movimento in facciata che risulterà così mobile e viva, in quanto saranno gli stessi fruitori del parcheggio che entrando, salendo o scendendo ai diversi piani, contribuiranno a rendere vivo e mutabile il prospetto. L’inserimento ed implementazione del verde verticale e orizzontale ( attraverso aiuole piantumate e munite di sedute continue in pietra) contribuirà a filtrare la viabilità e a produrre energia fotovoltaica grazie alla tecnologia Solar Ivy, un sistema per la generazione di energia sostenibile personalizzabile, che richiama la forma dell’edera e il suo rapporto con l’ambiente. Le foglie fotovoltaiche flessibili, fluttuano e si piegano al vento mentre convertono l’energia solare in elettricità che alimenta una griglia inverter o carica le batterie del sistema ad isola. Solar Ivy si fissa a una robusta maglia di acciaio inossidabile e l’integrità del sistema inizia con il minimo grado di invasività della rete di acciaio e della struttura di cavi. Gli elementi riciclabili e anti-corrosione, e i pochi punti di contatto con la struttura architettonica, permettono a Solar Ivy di adattarsi a diverse tipologie di edificio e di facciata, mentre gli elementi costituenti sono realizzati con materiali sostenibili e sono progettati per essere restituiti e riciclati al termine del loro ciclo di vita.

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Le foglie saranno posizionate attraverso le griglie ancorate con tiranti e ganci, nelle porzioni di facciata in cui il posteggio e le auto appariranno, o comunque saranno piu’ evidenti: la struttura aggettante e in pianta a forma di V rovesciata, permette un movimento sulla facciata che ne esalta la verticalità oltre a creare maggiore superficie utile per il posizionamento delle foglie fotovoltaiche. Tutto il prospetto risulta essere permeabile ai percorsi pedonali: l’intervento si pone l’obiettivo di essere una membrana il più possibile permeabile all’utenza, ai percorsi e alla luce. I corpi scala a sud saranno realizzati con setti portanti in CLS e pareti ventilate rivestite in piastrelle di cotto (come tutto ciò che si vede nei prospetti in color mattone), mentre tutta la struttura portante dell’edificio si ipotizza in cemento prefabbricato precompresso. I filtri verdi saranno realizzati, oltre che dal mantenimento delle alberature esistenti, anche per mezzo di aiuole triangolari (prospetto a sud, immagine in alto), poste sugli apici e tangenti alle V rovesciate, in modo tale da aumentare quell’effetto di schermatura e mitigazione del verde che sarà presente anche attraverso le foglie fotovoltaiche, le quali muovendosi al vento consentiranno un ulteriore movimento della facciata e ulteriori giochi di ombre. Il verde assumerà una grande importanza nel prospetto a nord che andrà ad affacciarsi sulla nuova piazza, la quale godrà di nuovi prati e di due collinette (a nascondere il solaio del parcheggio operatori-mercato del piano terreno) con nuove piantumazioni di alberi, attraversate da tanti piccoli vialetti che collegheranno direttamente il parcheggio al primo piano alla piazza attraverso grandi schermature di verde verticale. Il corpo centrale, in asse con la Casa del Fascio, comprenderà inoltre una grande terrazza, da cui potersi affacciare e godere di tutto il panorama sul Parco della Resistenza e sul centro della città. La scelta di far interloquire questi due elementi architettonici è voluta e vuole rappresentare un confronto con ciò che esiste ed è consolidato nella memoria cittadina. Anche su questa facciata il movimento dato dall’utenza in entrata e in uscita è importante: due scale speculari, ai lati del corpo centrale, raccolgono l’utenza ai vari piani del parcheggio per condurla direttamente, attraverso un percorso nel verde sia verticale che orizzontale, alla piazza sottostante.

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Particolarmente rilevante sarà la pavimentazione della piazza che sarà realizzata per mezzo dei cementi fotocatalitici, i quali abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti. La pavimentazione della piazza si ipotizza non omogenea, nel senso che potrebbe essere di maggiore impatto alternare il cemento fotocatalitico a tappeti di pietra che faciliteranno l’individuazione visiva degli ingressi alla piazza. Nello specifico si è pensato di demolire le due scale di accesso presenti per creare un anfiteatro di ingresso dal quale poter accedere ed eventualmente sostare seduti, per una maggiore fruibilità della piazza anche in presenza di eventi ludici.

Nell’immagine in basso viene data un’indicazione anche degli elementi illuminanti che rappresentano un aspetto molto importante per la piazza e per la sua sicurezza.

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Abbiamo ultimato la foresta di betulle che caratterizzera’ una nuova filiale bancaria…

Abbiamo utilizzato materiali naturali e trattati naturalmente per creare ambienti salubri ed ecologici sia per gli utenti che per chi ci lavora. Gli elementi naturali ed in questo caso le betulle, contribuiscono al benessere abitativo degli utenti: pensare di lavorare circondati da elementi naturali e’ sicuramente positivo per il nostro fisico ed il nostro umore. Ritornare a dimensioni piu’ vicine alla Natura e’ l’obiettivo fondamentale che ci proponiamo ogniqualvolta ci viene richiesto di intervenire…

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Il progetto e’ stato realizzato in stretta collaborazione con la ditta Proforme S.R.L. di Torino.

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Il nostro primo progetto !… tanto tanto tempo fa….

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(IKEA) dehor…

Per l’assessore Librato «Quella dei dehors è l’evoluzione e l’innovazione del pensiero sullo spazio pubblico, sull’arredo urbano, sulla qualità della vita che vogliamo iniziare a costruire perché Arredare la città è come arredare la propria casa».

.http://www.comune.mesagne.br.it/content/view/3515

https://www.ilgazzettinobr.it/attualita/item/11166-sul-sito-del-comune-le-istruzioni-ikea-per-i-dehors.html

Il nostro progetto RICARICALABATTERIA, online sul sito del comune di Mesagne (Br), con le tavole definitive e le istruzioni di montaggio per i cittadini….

un dehor “fai da te”!

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http://augustomontaruli.it/blog/2017/06/28/francesca-il-dehor-e-lassessora-di-mesagne/

Un “sistema di facciata”: il progetto e non la forma.

Edificio residenziale in via Raffaello Sanzio
a Settimo Torinese.

DOParchitetti, Ornella Chiotti.

Il sistema di progetto sostituisce la forma definita: il sistema progettuale che e’ stato scelto per comporre i prospetti è partito da una maglia di cm 308×315, e suo sottomultiplo, valida sia per le due tipologie di pianta che per i quattro prospetti e che puo’ variare a seconda delle esigenze progettuali.

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Sui  moduli della griglia di facciata possono essere previsti  sei diverse tipologie di “optional”: il modulo ringhiera con o senza schermo solare, il modulo ringhiera con fioriera, il mezzo modulo, il modulo ringhiera con pannello fotovoltaico, il modulo ringhiera con la tenda e infine il modulo serra in u-glass. La struttura portante dei moduli e’ realizzato con scatolato in ferro 40×40 mm, verniciato a fuoco  colore grigio canna di fucile. Ogni modulo risulta essere montato a contatto con tutti i moduli con esso confinanti  in modo tale da creare una struttura continua che puo’ essere “riempita” dal cliente  in caso di acquisto antecedente la  definizione del progetto, o direttamente dal progettista in assoluta liberta’ e seguendo altresi’ esigenze di costi o vincoli dati dall’amministrazione comunale.

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Il valore aggiunto della nostra proposta, e’ infatti la totale liberta’ compositiva di facciata che diventa l’aspetto caratterizzante.  E’ possibile realizzare un numero infinito di prospetti senza che si comprometta il valore estetico e architettonico, perche’ questo e’ dato dal sistema progettuale e non dalla forma raggiunta. Il sistema pensato, si configura come un vero e proprio catalogo a scelta del cliente: così come gli optional di un’ auto, possono arricchire e personalizzare l‘autovettura, anche la scelta dei moduli, in sede di compravendita, potra’ personalizzare e arricchire, secondo le esigenze e le peculiarita’ del cliente, l’abitazione stessa.

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Il modulo serra crea un ulteriore risparmio energetico per l’appartamento ad essa collegato, mentre il pannello con vetro fotovoltaico trasparente, consente all’utente dell’ appartamento un approvvigionamento diversificato e  autonomo di energia elettrica.  I moduli che abbiamo pensato sono quindi in grado di soddisfare le esigenze di un’ ampia gamma di acquirenti in quanto prevedono scelte  piu’ tradizionali come la ringhiera o la fioriera o la tenda, ma anche quelli di nuova generazione legati al risparmio energetico come la serra e il pannello fotovoltaico. Il modulo ringhiera potrà,  inoltre, essere abbinato ad un pannello scorrevole con funzione di  schermo-solare montato su appositi binari per facilitare l’ombreggiamento sulla facciata esposta a sud. Per le pareti esterne si è pensata ad una soluzione ventilata con sistema costruttivo “a secco” con rivestimento vincolato all’edificio tramite dispositivi di sospensione e di fissaggio di tipo meccanico non visibile (fig.4).
L’ intercapedine permette l’inserimento di un pannello termoisolante a contatto con la parete dell’edificio e la creazione di una camera per la circolazione ascensionale dell’aria (effetto camino). La parete ventilata protegge l’edificio contro le intemperie e gli agenti inquinanti conferendogli importanti vantaggi in termini d’isolamento termo-acustico, energetico, elimina i ponti termici, elimina le condense superficiali.

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La ceramica da noi ipotizzata è di tipo Bios Self-Cleaning® in quanto offre significative risposte in termini di capacità autopulente e di abbattimento dei NOx (ossidi e miscele di azoto, tra i principali inquinanti dell’atmosfera urbana). In particolare, Bios Self-Cleaning® è in grado di ottenere un drastico abbattimento degli interventi di pulizia e manutenzione delle superfici, garantendo un sensibile risparmio in termini economici e il mantenimento delle qualità e dell’aspetto del manufatto architettonico. La capacità di Bios Self-Cleaning® è di offrire proprietà autopulenti  legata all’azione di disgregazione dei depositi organici generata dal biossido di titanio contenuto nel coating, unita alla super idrofilia delle superfici, che si detergono grazie alla massimizzazione dell’effetto dilavante della pioggia (fig.1)

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L’acqua piovana si espande sulla superficie di Bios Self-Cleaning® generando un sottilissimo strato che deterge ed elimina lo sporco precedentemente decomposto dall’ossigeno attivo (fig.2).
Le prestazioni di abbattimento dei NOx garantite da Bios Self-Cleaning® offrono un apprezzabile contributo al miglioramento della qualità ambientale degli insediamenti urbani. Basti pensare che un rivestimento di 150 metri quadrati di facciata con Bios Self-Cleaning® ha la capacità di purificare l’aria in misura paragonabile a un bosco delle dimensioni di un campo da calcio, oppure di eliminare gli ossidi di azoto (NOx) emessi da 11 automobili nel corso di un’intera giornata. (fig.3)
La copertura l’ abbiamo immaginata di tipo piano per poter accogliere delle serre che, oltre a migliorare  indirettamente, il contenimento del risparmio energetico della copertura offre la possibilità, per l’ utenza, di avviare processi di coltivazione di vegetali attraverso l’ uso di colture idroponiche che, pur richiedendo una porzione sensibilmente ridotta in acqua, possono avvalersi di quota parte di quella recuperata dall’ impianto delle acque  meteoriche destinate ai wc sanitari.
La copertura è inoltre dotata di pannelli fotovoltaici la cui produzione di energia elettrica andrà a soddisfare il fabbisogno delle parti comuni dell’ intero fabbricato.
Infine tutte le parti che rimangono in cemento faccia a visto tipo pilastri, setti portanti, vano ascensore etc  è stato ipotizzato di tipo fotocatalitico.

STRALCIO PROSPETTO

CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RISTRUTTURAZIONE E LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO ENRICO FERMI DI TORINO .

DOParchitetti, Ornella Chiotti, Francesco Cottone, Marta Benvenuto.fermi prova precompresso

CONCETTO DISTRIBUTIVO
La relazione che lega l’energia alla massa è stato il punto di partenza. “Piccole quantità di massa possono essere trasformate in un’immensa quantità di energia e viceversa…” se riuscissimo ad estrarre tutta l’energia già presente nella materia avremmo risolto il problema energetico. Ciò che proponiamo è un organismo che produce energia che va ad aiutare l’esistente e lo arricchisce senza distruggerlo. Il modello proposto è quindi anche educativo, nel senso che fa capire quanto questo legame sia importante: E=mc2.
Altro principio è l’interazione fra scuola e città, raggiunto con lo studio distributivo degli spazi. Gli ambienti su via Genova offrono, infatti, la possibilità di essere frequentati anche dagli abitanti del quartiere con ingressi dedicati.

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Si sono previste anche delle serre in cui gli studenti, possono coltivare prodotti per la mensa ma, anche, essere frequentate dal quartiere.Cluster e laboratori si trovano nei due edifici sul fronte est-ovest. Ogni cluster sarà caratterizzato da un colore “guida” che si ripeterà su alcuni particolari d’arredo.
Al piano interrato il laboratorio di musica è pensato anche per piccole esibizioni con pubblico ed è dotato di ingresso autonomo.
La scala a “farfalla” esistente rimane ad esclusivo uso di allievi e professori. Il nuovo ascensore potrà essere utilizzato anche dagli utenti con disabilità.
Il progetto prevede due nuovi ingressi su via Genova a quota di +150 cm rispetto al piano strada, aventi due scale frontali e una rampa parallela all’edificio. Un i porta alla scala di progetto con i due ascensori di cui uno per la mensa e l’altro per il bar.

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MATERIALI
Il paramano ha tessitura che caratterizza il periodo in cui la scuola fu costruita: meritevole quindi, di essere mantenuto. Il contenimento delle dispersioni termiche è stato risolto insufflando eco-cellulosa nelle intercapedini delle murature e predisponendo pannelli in corrispondenza dei ponti termici e nei luoghi in cui è richiesto un miglioramento dei requisiti acustici. Per le nuove costruzione – facciata ventilata – si è ipotizzato l’uso di pannelli coibentati in laminato. I serramenti sono in alluminio a taglio termico con vetri di tipo basso emissivo di cui alcuni a concentrazione solare collegati all’impianto fotovoltaico.
Su via Genova l’irraggiamento solare sarà contenuto con schermature in lamiera stirata anodizzata. Sulla facciate a sud, est e ovest si utilizzerà una schermatura realizzata con mini-celle fotovoltaiche – che ricordano le foglie dell’edera – le quali accumulano energia, aggiungendosi ai pannelli fotovoltaici, e che schermano ed ombreggiano. Le celle sono montate su di una rete metallica.

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COLLEGAMENTI VERTICALI
Gli utenti della scuola entrano da piazza Giacomini al piano seminterrato tramite una scala-rampa praticabile, anche i docenti provenienti dal parcheggio, attraverso il giardino, accedono a questo ingresso.I volumi in sopraelevazione non gravano sull’esistente e sono ancorati ai nuovi portali in cls precompresso che “sormontano” i due fabbricati. Al di sopra di questi le nuove serre sono in policarbonato. Internamente i pavimenti e le pareti sono ad alto valore di comfort acustico; nelle restanti parti sono impiegate pavimenti e rivestimenti resinosi.

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ASPETTO ENERGETICO ED IMPIANTISTICO
Il riscaldamento e il raffrescamento sarà a pavimento ed alimentato dal teleriscaldamento, l’impianto sarà integrato con frigoriferi reversibili a pompa di calore. La produzione di acqua calda sarà centralizzata utilizzando sempre il teleriscaldamento, così non ci saranno sistemi a combustione e si eviterà l’emissione di inquinanti.
L’energia elettrica verrà distribuita dalla cabina posta al piano seminterrato e sarà garantita la continuità dell’energia con apposite apparecchiature.

prova dalla terrazzaI nuovi pannelli fotovoltaici in copertura ridurranno i consumi di energia prelevata dalla rete e soddisferanno ampiamente i minimi normativi. E’ prevista la raccolta dell’acqua meteorica con serbatoi interrati nel cortile, che con pompe potrà essere riutilizzata. Per l’illuminazione è previsto un sistema automatico di gestione della luce che comanda e dimmera autonomamente l’illuminazione in base alla luce esterna. Sensori di presenza garantiscono lo spegnimento dell’illuminazione in assenza di attività. Esternamente l’illuminazione avverrà con lampade a LED.
I materiali impiegati svolgono un’importante azione a vantaggio della sostenibilità ambientale. L’alluminio e vetro sono prodotti tramite riciclaggio; il legno delle pareti divisorie delle aule e le fibre naturali impiegate come isolante derivano dall’uso di prodotto a piccola sezione composto per raggiungere grandi tagli. I materiali cementizi che costituiscono elementi di pavimentazione esterna adottano il principio attivo fotocatalitico, che abbattono gli inquinanti organici e inorganici dell’aria, grazie alle proprietà disinquinanti ed autopulenti.
Si prevede infine un sistema di domotica che gestirà tutta la parte impiantistica.

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They ‘re blind, blind blind…..

ipotesi progettuale di edificio residenziale privato

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Caratteristiche di progetto

La seduta si compone attraverso l’assemblaggio di pochi elementi semplici: quattro montanti in alluminio h200 a sezione quadrata 3×3; un elemento di base 80×90 realizzato attraverso la saldatura di 4 scatolati in alluminio verniciato di sezione quadrata 3×3; un elemento di copertura uguale al precedente che contiene anche l’alloggiamento di una striscia led la quale viene alimentata dal telo polimerico fotovoltaico stampato con una texture a scelta, il quale viene accoppiato con un telo di copertura in stoffa; una seduta in tela da esterni tesa su due tubolari in alluminio collegati ai montanti; 4 piedini in gomma regolabili, inseriti nell’elemento di base.
La particolarita’ del progetto e’ nell’aver utilizzato come copertura una pellicola fotovoltaica polimerica, la quale alimenta la lampada a led e attraverso una presa usb inserita nel montante puo’ fungere da ricarica per i telefoni o apparecchi informatici. Il progetto intende essere un’applicazione pratica dell’Internet of things.
Gli elementi si collegano tra di loro in numero fino a tre, attraverso l’utilizzo di brugole che trovano sede in fori presenti sui montanti.

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Versione seduta Chaise longue

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Internet of things

La serie di arredi 3.0 puo’ essere completata dall’elemento tavolo di cui si allega una vista prospettica abbinata alla seduta. La composizione degli arredi puo’ essere data a catalogo oppure puo’ essere lasciata alla libera interpretazione del cliente. La semplicita’ produttiva e di montaggio risulta essere un grande punto di forza del progetto, oltre all’aspetto energetico. Si stima che la produzione di energia elettrica attraverso i teli polimerici sia all’incirca di 30 watt/h a mq, sufficiente per una lampada a led e per la ricarica di un cellulare.
In basso si allega un esploso della seduta 3.0

A Mesagne il dehor e’ torinese….

A Mesagne il dehor e’ torinese

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L’assessore spiega gli intenti del comune

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Transition town

Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ area ex Caserma Scotti a Chieri (TO)prospetto2

Rigenerazione Urbana Partecipata: avvicinarsi alla Transition Town. Il progetto parte da questa riflessione, per proporre, nell’Area dell’Ex Caserma Scotti a Chieri, un intervento  finalizzato alla traformazione di questa parte di città in un prototipo di Transition Town, ovvero quelle città che producono l’energia necessaria alla loro esistenza, con apporti energetici alternativi a quelli legati al petrolio. La transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata, dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di un consumo indiscriminato delle risorse, a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza. Il punto fondante del progetto è che l’ambiente urbano sia strettamente legato alla natura, cosa che si è purtroppo persa nelle nostre città sempre più urbanizzate e cementificate.

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L’ambiente che desideriamo proporre è invece strettamente legato alla natura e da questa trae il suo nutrimento sia energetico che di qualità della vita. Tutta l’energia utilizzata a far funzionare l’intervento, verrà prodotta attraverso l’utilizzo di fonti alternative, sia inserite nei progetti di recupero dell’esistente sia nei progetti di nuova costruzione. Gli interventi di demolizione saranno minimi (una stecca di magazzini situata davanti ai capannoni industriali e l’edificio multifunzione che lascerà spazio all’arena pubblica), per il resto tutto verrà recuperato, rifunzionalizzato e reso autosufficiente.

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Gli ingredienti per la creazione della Transition Town saranno: le Vertical Farm, con il recupero e l’ isolamento interno ed esterno, dei capannoni industriali dismessi che produrranno anche loro energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici disposti in copertura e la costruzione di serre fotovoltaiche, dove verranno prodotti vegetali con l’utilizzo di colture idroponiche; il Co-Housing, con il recupero dei due edifici in mattoni che verranno isolati esternamente con cappotti naturali ad alta efficienza energetica e dotati di serre solari che aiuteranno il trattenimento del calore; serre chiuse e non comunicanti con l’esterno per le produzione di vegetali attraverso le colture aeroponiche, termoregolamentate attraverso estrattori ed immetitori di aria derivante dai pozzi canadesi, che utilizzano le proprietà di mantenimento di una temperatura costante propria della terra; lab o laboratori universitari di ricerca sulle piante e sulle loro colture, costruiti con materiali che garantiscano un’alta efficienza energetica e abbiano coperture fotovoltaiche; serre con colture acquaponiche, situate sul nuovo lago  che verrà creato sul vecchio percorso ferroviario e  che raccoglierà tutte le acque grigie dell’intervento; la permacultura che è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e ha come scopo quello di permettere, attraverso la coltivazione di orti urbani, agli individui, alle famiglie e alle comunità locali, di accentuare la loro autosufficienza e la loro autoregolazione; stazioni di riciclo e compostaggio ossia Recycling Station, ipotizzate in questo caso all’interno di strutture apposite realizzate con reticolari leggere in acciaio montate a guisa di torrette o portali di ingresso alla Transition Town, coperte da teli fotovoltaici che fungeranno da illuminazione, per la creazione del compost utilizzato per la coltura degli orti urbani; la mongolfiera, segno ludico ma anche di studio degli inquinanti aerei, che servirà come attrazione turistica e sarà posizionata nella piazza per spettacoli all’aperto e che comunicherà attraverso la sua illuminazione verde, gialla o rossa, lo stato dell’aria esaminata in quota.

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Tutti i nuovi inserimenti ambientali vengono pensati e progettati in modo tale da essere facilmente trasformabili in altre attività: nulla dovra’ essere immobile nel tempo, perchè ciò che è immobile ai cambiamenti del tempo non è un sistema vincente né naturale e richiede troppe risorse per poter esistere. Tutto quindi verrà pensato in funzione di un possibile suo cambiamento o evoluzione: le serre potranno facilmente trasformarsi in laboratori didattici o Lab di ricerca; i container, pensati all’inizio come ambienti lavorativi di Co-Working, potranno diventare residenze per studenti o ostello; i capannoni industriali potranno contenere al loro interno diverse attività legate all’agricoltura oppure allo sport, si e’ pensato infatti di adibirne gia’ uno al Fitness, allo Yoga o al Padel. Tutto cio’ che e’ presente nel progetto ha uno scopo legato al riciclo ed al risparmio energetico, oltre ad essere altamente formativo dal punto di vista sociale e culturale. Nel caso specifico pensare di riconvertire un’area così centrale a polmone verde e di produzione di vegetali, oltre a fungere da centro commerciale naturale dei prodotti coltivati in loco e nelle vicinanze, pensiamo possa essere una scommessa vincente sia dal punto di vista economico, sociale e culturale. Si allegano di seguito schemi e immagini esplicative dell’intervento ipotizzato: in basso, due viste del Centro Commerciale Naturale/Vertical Farm e il suo ingresso dalla via I Maggio, a lato invece una vista dalla stazione ferroviaria. Vengono allegate anche una planimetria delle funzioni dell’area e uno schema assonometrico dell’intervento.

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In questa tavola vengono riportate a sx una vista  dal lago , mentre qui sotto vengono riportate due viste: una dall‘ingresso alla Town da via I Maggio, l’altra dalla via nuova che attraversa l’intervento da ovest ad est. A sinistra invece viene riportata una pianta tipo dell’intervento residenziale Co_Housing. Sopra, uno schema di distribuzione dei mq, in basso invece viene allegata una sezione della serra della Vertical Farm. In ultimo viene allegato un layout generale dell’intervento. La Vertical Farm sara’ realizzata attraverso il recupero dei vecchi capannoni industriali e l‘inserimento di serre fotovoltaiche che avranno al loro interno colture idroponiche o aeroponiche, di piante commestibili. Queste colture alternative, consentono un notevole risparmio di acqua pari al 70%, con raccolti molto piu’ numerosi rispetto alle coltivazioni tradizionali; in condizioni controllate e con temperature il più possibile costanti, si può pensare di arrivare a produrre fino a 120/140 kg al mq di vegetali considerando che una produzione media si aggira intorno ai 25/35 kg al mq di raccolto annuo. Bisogna pensare che le colture all’aperto sprecano molta acqua che si disperde nel terreno o evapora per effetto del calore del sole e inoltre necessitano di maggiori dosi di anticrittogamici che finiscono per inquinare il terreno e le falde sottostanti. Nelle colture idroponiche invece, l’uso di antiparassitari è assente o comunque notevolmente ridotto, grazie al fatto che non esiste più il luogo dove questi parassiti vivono e si nutrono. Le piante infatti sono posizionate all’interno di contenitori con materiali inerti, dove scorre una soluzione di acqua arricchita e le radici sono a diretto contatto con essa, in modo tale da assorbire tutti gli elementi nutritivi senza alcuno spreco ed in un tempo più veloce che consente alle piante di crescere velocemente.

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Le serre serviranno anche da accumulatori di calore per le residenze e per gli edifici industriali e funzioneranno da vere e proprie serre solari, oltre a consentire agli abitanti di poterne usufruire durante tutto l’hanno, grazie ad alcuni accorgimenti bioclimatici di ricircolo dell’aria che consentiranno alle serre di poter essere non troppo calde d’estate o troppo fredde d’inverno.  Infine il progetto potrà essere realizzato in più momenti, perchè è già di per sé suddiviso in aree di intervento: le residenze, la zona del Centro Commerciale Naturale/Vertical Farm, la zona adibita ad uffici/magazzini, l’area sportiva indoor e outdoor, la manica delle associazioni e dei lab universitari, la zona degli orti e delle serre acquaponiche.

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La scelta progettuale effettuata, nasce dall’analisi dei caratteri ambientali e paesistici del sito denominato Parco “alla Trucca”, situato vicino al complesso ospedaliero “Beato Giovanni XXIII” a Bergamo.

L’analisi paesaggistica del sito, pone in evidenza l’esigenza di pensare ad un padiglione a servizi temporaneo e leggero che sia posizionato in maniera baricentrica rispetto all’area di concorso e che sia permeabile al verde del parco e ai suoi fruitori: una sorta di membrana attraversata dalla luce, dal verde, dall’aria, dagli animali, dagli utenti e da tutto ciò che può popolare un parco. Inoltre l’affaccio e la sua vicinanza al lago sarà un ulteriore elemento di pregio e di lettura della vegetazione e della fauna presenti nel parco, da parte dei suoi fruitori. La natura dovra’ entrare nel padiglione attraverso il verde che potra’ essere spontaneo o coltivato, attraverso il posizionamento, all’interno della struttura, di orti verticali. Dati i caratteri ambientali particolarmente suggestivi e delicati, si propenderà per un elemento unico, semplice e il piu’ possibile trasparente, permeabile alla natura che lo circonderà: un organismo vivente e adattabile alle esigenze dell’utenza, un guscio leggero, traslucido e sollevato da terra, una struttura eterea che al suo interno racchiuda attività, energia, natura e divertimento. Nelle nostre intenzioni, dovra’ essere un elemento che risulti permeabile al tempo e alle stagioni: chiuso e caldo d’inverno e fresco e aperto d’estate, adattabile quindi e completamente smontabile per quanto riguarda i suoi elementi costitutivi, in modo tale da non pesare troppo in termini di impatto ambientale, con gli elementi naturali del parco.

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La sua leggerezza implicherà inoltre la scelta di elementi costitutivi semplici e prefabbricati, oltre alla presenza di tanti elementi trasparenti. Oltre a cio’ bisognerà dimensionare gli elementi portanti, in modo tale che siamo il più possibile esili e leggeri.

Si pensa di utilizzare elementi prefabbricati in C.A.P. (Cemento Armato Precompresso), per la struttura di fondazione, che sarà composta da plinti e travi prefabbricati facilmente asportabili e rimovibili se il padiglione dovrà essere successivamente trasportato in altro luogo. Per quanto riguarda la struttura in muratura, essa sara’ in blocchi e solai Ytong, mentre per la copertura si pensa a travi reticolari in acciaio.

La forma quindi sarà semplice, senza fronte ne’ retro, in modo tale da essere fruibile ugualmente da ogni direzione: nessuna gerarchia, nessun portale di ingresso o senso di visita, l’organismo sarà fruibile da ogni punto di vista e ugualmente sarà visitabile arrivando da qualsiasi punto del parco.

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Si assume come forma di riferimento il rettangolo: la manica del costruito sarà di 6 m, la dimensione totale del padiglione, ma non del costruito, sarà 12m x 84m.

Le costruzioni all’interno del padiglione, saranno tre e realizzate con l’utilizzo dei blocchi cellulari Ytong, per garantire un facile e veloce montaggio: un blocco di 6×18 m (108 mq) adibito a Veg-Bar-Restaurant; un blocco a servizi igienici e tecnico/impiantistici di 6×12 m (72 mq); un blocco Palestra/Area-fitness/Meditazione di 6×18 m (108 mq), per un totale di 288 mq di superficie costruita. I blocchi costruiti saranno ad una distanza di 12 m l’uno dall’altro, intervallati da setti portanti sempre in Ytong. Tutti e tre i blocchi saranno rivestiti esternamente con materiali coibenti quali il Celenit e su questi sarà posato un intonaco con funzioni isolanti.

Le fondazioni come si diceva saranno prefabbricate e adatte ai rilievi geologici e alle caratteristiche morfologiche del terreno. Attorno ad ognuno dei tre blocchi si prevede un marciapiede di circa 1 m, mentre il resto dell’area di progetto viene suddivisa attraverso piccoli sentieri in ghiaino uguali a quelli esistenti e in aree fluide di verde che attraversano la struttura in ogni direzione e che in questa maniera risultano pienamente utilizzate dagli utenti, garantendo quella fusione tra costruito e naturale che rimane il punto saldo e caratterizzante il progetto.

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La copertura trasparente, ipotizzata per la zona dehor che protegge e accoglie tutte le funzioni del padiglione e tutte quelle attività aggiuntive che si possono pensare di inserire all’interno del progetto, viene pensata come un ombrello, realizzata attraverso l’utilizzo di un’ossatura in travi reticolari di acciaio, a formare uno scheletro portante ma sospeso da terra di circa 90 cm, rivestito da una pelle trasparente e che può nelle sue partizioni verticali essere arrotolata o dispiegata a seconda delle esigenze: un’insieme di tende riavvolgibili che possono essere gestite a seconda del tempo e della temperatura. La copertura del padiglione viene quindi realizzata per mezzo di teloni impermeabili trasparenti per le pareti verticali e semitrasparenti per la copertura orizzontale, accoppiati attraverso incollaggio con pellicole polimeriche fotovoltaiche, stampate con soggetti personalizzati attraverso stampanti a grande formato.

La copertura fungerà così, sia per la sua posizione, sia per la presenza delle pellicole fotovoltaiche, da accumulatore di energia elettrica che verrà distribuita a tutte quelle funzioni caratterizzanti il padiglione quali: la termoregolamentazione e l’alimentazione degli apparecchi illuminanti e di servizio della struttura. Nello specifico l’energia prodotta, servirà per alimentare le pompe di calore presenti all’interno di una zona tecnica nel controsoffitto di ognuno dei tre blocchi costruiti, oltre che per l’alimentazione delle lampade a led della struttura in esterno ed in interno e per gli elettrodomestici della cucina del Veg-Restaurant. L’elettricita’ prodotta servirà anche ad alimentare una pompa presente nel blocco servizi che convoglierà l’acqua piovana accumulata nel bacino di raccolta a fianco della pompa, derivante dalla copertura e che verrà poi ridistribuita ai servizi igienici (scarico wc) e agli orti verticali presenti nelle aree a fianco del Veg-Restaurant.

Gli orti verticali serviranno alla coltivazione di piante commestibili quali: crescione, valeriana, cicoria, misticanza, piccoli ortaggi, odorose non perenni, legumi rampicanti. Le piante potranno essere raccolte e utilizzate per la preparazione dei cibi del Veg-Restaurant oltre a termoregolamentare gli spazi serra che si vengono a formare all’interno della copertura fotovoltaica; inoltre sempre per quanto riguarda la vegetazione e gli orti verticali, si puo’ pensare alla creazione di piccoli laboratori didattici legati alla coltivazione e al giardinaggio da realizzare con le scuole presenti sul territorio.

La copertura sarà leggermente inclinata verso la mezzeria, in modo tale da far defluire velocemente le acque piovane nel bacino di raccolta situato nel blocco servizi tecnici centrale e tramite una pompa andare ad alimentare le piante stesse. La copertura inoltre viene pensata attrezzata da cavi scaldanti per evitare l’accumulo della neve nel periodo invernale.

Il verde quindi sara’ un elemento fondante del progetto: verde che, oltre ad essere immaginato all’esterno del padiglione attraverso la piantumazione di nuovi alberi ed essenze locali, cosi’ come rappresentato sinteticamente nello stralcio 1:500, vedra’ il suo sviluppo anche all’interno del padiglione: sia attraverso gli orti verticali che produrrano piante commestibili e officinali con funzione anche di laboratorio didattico, sia attraverso le aree verdi di prato che dall’esterno entreranno nel padiglione stesso a rappresentare quella fusione tra dentro e fuori che sara’ il valore fondante del progetto.

Come si diceva, la tecnologia costruttiva sara’ quella della prefabbricazione e costruzione a secco: blocchi Ytong per le murature di tamponamento e portanti accoppiate con materiali isolanti ecologici quali il Celenit, fondazioni in C.A.P. prefabbricate, struttura portante di copertura in travi reticolari di ferro, grandi serramenti in vetro basculanti completamente apribili all’occorrenza.

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Per la presenza dei teli fotovoltaici, si pensa di poter produrre circa 45 kw di energia che verra’ reimpiegata nell’illuminazione, termoregolamentazione e nelle apparecchiature elettriche presenti nel padiglione. Nella zona dei servizi tecnici, oltre alla pompa di ricircolo delle acque piovane, saranno presenti batterie di accumulo ed inverter collegati al telo fotovoltaico.

L’illuminazione posta all’interno e all’esterno del padiglione sara’ realizzata per mezzo di lampade a led o comunque a basso consumo.

Riteniamo importante aggiungere al progetto, anche un elemento visivo e caratterizzante come la mongolfiera o Trucca-eye: un veicolo che potra’ portare i fruitori del parco in aria, per ammirare a 100/150 m di altezza, tutte le bellezze del panorama presente, oltre a servire da elemento di misurazione e comunicazione dello stato dell’aria, indicando attraverso la sua illuminazione che potra’ essere verde gialla o rossa, la presenza di agenti inquinanti nella zona del parco.

Guardando all’orizzonte, i cittadini di Bergamo e delle aree limitrofe, potranno essere edotti sullo stato dell’aria che respirano: affacciandosi dalle loro case potranno ammirare una piccola mongolfiera che attraverso il suo colore indichera’ lo stato dell’aria che respirano.

Il progetto, nelle nostre intenzioni, dovra’ diventare un punto di riferimento per l’intera comunita’ e questo sia per quanto riguarda la progettazione che lo rende autonomo e autosufficiente, sia per la tecnologia usata attenta al riciclo, al risparmio energetico e alla costruzione a secco e sia come veicolo culturale di ricerca sul verde e sulla produzione di piante commestibili, concetto strettamente legato alla permacoltura ed alle vertical farm.

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