Idee progettuali per i dehors della citta’ di Catanzaro.

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CONC CATANZ CENTRO 2Progetto 4 classificato.

Premessa

Quando si parla di arredo urbano si indica una realtà complessa, che deve rispondere a esigenze spesso molto distanti tra loro e in alcuni casi, apparentemente in-conciliabili.

La qualità degli spazi pubblici dipende sostanzialmente da due fattori: da un lato la corretta sistemazione a livello microurbanistico che tenga conto dell’insieme delle funzioni che lo spazio pubblico può potenzialmente assolvere, dall’altro dalla qualità degli elementi di arredo urbano che nello spazio sono collocati. Sul primo dei due aspetti sta iniziando, nel nostro paese, una riflessione che potrà avere importanti riflessi sulla qualità della vita urbana.

Sulla base della pluriennale esperienza di altri paesi europei (soprattutto Germania, Svizzera, Olanda), comincia ad essere impiegata una tecnica (la “moderazione della circolazione”) che permette un uso degli spazi stradali più equilibrato e la “coesistenza amichevole” tra le varie categorie di utenti. La qualità degli elementi per un arredo urbano a misura d’uomo e il recupero della “funzione urbana” della strada, fino a oggi ridotta a “canale di traffico”, porta a una rivalutazione dell’arredo urbano e diventa elemento essenziale per la costruzione di un ambiente vitale, per tutti gli utenti e per le esigenze del comune. Di fronte a questa evoluzione del concetto di arredo urbano, gli elementi che lo caratterizzano sono chiamati a svolgere un compito più impegnativo: essi diventano indispensabili soluzioni tecniche di tipo qualitativo che tengono conto delle funzioni, degli usi, dell’integrazione negli spazi architettonici e storici del luogo in cui vanno ad inserirsi. L’elemento di arredo non è più anonimo, ma parte integrante di spazi multifunzionali: dalla concezione, alla realizzazione fino all’impianto, occorre tenere conto delle funzioni e del rapporto attrezzatura/spazio, della sua collocazione nel contesto storico paesaggistico e delle sue caratteristiche peculiari. Arredare la citta’ e’ come arredare la propria casa: le belle case sono quelle in cui passando da un ambiente all’altro si scoprono la personalità, il gusto, la cultura di chi le abita; queste sono ancora più interessanti se qualcosa dell’architettura esterna, un decoro, un materiale, un colore, permea all’interno connotando, con identità specifica, lo spazio.

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Così è per la bella città e i suoi luoghi, centrali o periferici, edificati o naturalistici, di questa o quell’epoca, che funzionano anche grazie ai servizi offerti dagli oggetti a piccola scala – l’arredo urbano – completandone e arricchendone l’immagine. Un arredo urbano fatto di attrezzature concepite a misura d’uomo, che sappiano comunicare un servizio, facili da usare e pensate “per tutti’, realizzate con materiali ecocompatibili e che sappiano coniugare il passato e il presente, la tradizione e l’innovazione tecnologica; ma anche attrezzature scelte a misura di luogo da chi progetta lo spazio pubblico, che possa essere lo specchio della sua storia, antica o recente, del significato e del ruolo che il luogo assume nella geografia della città. Così gli oggetti/manufatti diventano interpreti discreti dei valori dell’ambiente, che l’ospite o il turista possono percepire in continuità e armonia con lo spazio, l’architettura e il paesaggio circostante, attenti all’ambiente architettonico circostante, portatori di funzioni specifiche e di etica, cioe’ oggetti costruiti a misura di ambiente, nel senso della riduzione del consumo di risorse, che non siano nocivi per chi li usa e per chi li costruisce utilizzando materiali ecocompatibili e durevoli. La società progredisce quando la gente condivide idee, attività e spazi. Per questo le aree urbane, luoghi di riunione per eccellenza, devono essere ben progettate e simboleggiare la qualità dello stile di vita di una città. È nella scelta degli elementi di arredo, nella gestione degli spazi “sociali” dei diversi quartieri, nella comodità, nel relax e nella sicurezza offerti dall’ambiente all’aperto che la città dimostra il proprio carattere.

CONC CATANZ LIDO

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Il progetto.

L’aspetto storico culturale e’ quindi un ambito fondamentale in cui il progetto si inserisce: il rispetto e l’attenzione nei riguardi delle architetture storiche presenti e’ cio’ che ha diretto la progettazione. L’idea di base è quella di porre al centro della progettazione l’ambiente in cui si opera e non il manufatto: il territorio e non l’oggetto. A seguito di ciò, abbiamo progettato un elemento architettonico e di arredo urbano e cioe’ un modello di dehors che non deve nascondere le architetture presenti, ma al contrario deve contribuire ad esaltarle e a renderle il più possibile visibili pur essendo presente, una sorta di cornice il piu’ possibile lineare che inquadri le architetture presenti e che funga da catalizzatore di sguardi. Il valore aggiunto e caratteristico della citta’ di Catanzaro, l’abbiamo desunto dalla forma del suo famoso ponte Morandi. L’elemento curvilineo che serve da irrigidimento della struttura infatti fa subito pensare al ponte e l’infilata di piu’ moduli accentua questo concetto, come si puo’ vedere dalle tavole di progetto. Un dehor non deve essere un elemento invasivo nel luogo in cui viene posto: il fatto di renderlo il più possibile trasparente è una linea importante che ha guidato tutto l’iter progettuale.

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La ricerca di forme semplici e lineari, ha portato a considerare validi per il progetto, elementi geometrici quali la linea, la curva e il parallelepipedo. L’impianto planimetrico e’ semplice e cioe’ un rettangolo di base che puo’ essere accostato in serie ad altri elementi uguali. Le tipologie costruttive e di forma dei quattro ambiti, sono identiche. Si e’ scelto infatti di mantenere fissa la forma declinando in quattro colori diversi, la verniciatura della struttura: colore corten per il centro storico, colore argento per il Lido, colore verde foresta per i giardini/parchi, colore grigio canna di fucili per gli ambiti post novecento. La trasparenza e’ data dalle forme esili ma portanti che costituiscono la struttura: profili quadri di ferro verniciato, il vetro trasparente di sicurezza della parte laterale del dehors, l’utilizzo del legno riciclato colore naturale per la pavimentazione e per la fioriera e poi la copertura, elemento richiudibile secondo le necessita’ attraverso un rullo riavvolgitore, realizzato in materiale impermeabile colore bianco latte.

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Un altro aspetto fondamentale del progetto è stato il valore sociale che ha un dehor: luogo di convivialità e di piacere, di attesa, di relax e di contemplazione. Uno spazio vive di chi ci vive ed un dehor deve essere un posto dove poter andare, sedersi, osservare, discutere e socializzare, ma l’aspetto sociale comprende anche la rete e i social-network e inserire l’aspetto tecnologico all’oggetto è stato un ulteriore input. Abbiamo così pensato ad un modulo semplice, un parallelepipedo di 2,40 m x 3,50 m h 2,5 m circa (molto esiguo per adattarsi anche ai sedimi piu’ stretti), che può essere accostato ad altri moduli semplici, in modo tale da generare spazi multipli. Ma il parallelepipedo essendo composto da pochi elementi strutturali (scatolati in ferro 4×4 cm) tenuti insieme da 4 nodi, può anche essere composto parzialmente o in misura diversa: cioè partendo dall’elemento base pannello in vetro di sicurezza serigrafato, il quale contiene tutte le info sul comune e sull’utilizzo e localizzazione del dehor stesso, possono essere composte diverse tipologie di dehors a seconda delle esigenze (nello specifico 4 tipologie come da disegni allegati). Infatti sarà a seconda di dove verra’ posizionato, larghezza della strada, grandezza dell’esercizio commerciale connesso ecc ecc, che il dehor potrà assumere diverse tipologie e queste saranno delle variabili da considerare ogni volta che verrà localizzato nella municipalità. Il modulo semplice struttura (scatolati, pannello in vetro, fioriera, telo fotovoltaico), viene quindi abbinato ad altri moduli semplici: una pedana in legno in materiale riciclato che conterrà anche uno scivolo per il disabile qualora il dislivello sia superiore a 3 cm, una ringhiera, fatta da tiranti in ferro collegati ai montanti qualora sia necessaria una barriera al traffico, un altro cestino/fioriera piccolo parallelepipedo in legno, una copertura realizzata con un telo avvolgibile impermeabile colore bianco che può essere srotolato o no a seconda delle esigenze.

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La copertura deve essere qualcosa che protegge gli avventori dal sole e dalla pioggia, ma proprio perchè è esposta sempre al sole, si è pensato a questa come ad una possibile fonte di energia solare. In questo modo abbiamo pensato di poter usufruire di una fonte di energia autonoma per far funzionare il dehor di giorno e di sera: il giorno con l’utilizzo dell’energia prodotta dalla struttura, per la ricarica degli smart phone degli avventori e la sera per rendere funzionanti gli apparecchi di illuminazione a led che vengono posti e resi solidali con la struttura portante, attraverso ancoraggio. I corpi illuminanti sono delle strisce di led che contribuiscono a creare quell’effetto metafisico che si vede dagli schizzi notturni delle tavole di progetto. In effetti avendo considerato il circostante più importante del manufatto, abbiamo visto l’elemento progettuale dehor, come una cornice anche di notte che andasse ad evidenziare un quadro fatto di architetture, quelle presenti nel comune di Catanzaro.

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In effetti la scelta del rettangolo rimanda molto a questa idea e la sera con l’aiuto dei led l’effetto sarà ancora più affascinante e scenografico: segmenti di luce che andranno a popolare le piazze e le strade, creando un effetto luminoso intrigante. Il telo fotovoltaico amorfo, presente in tutte e quattro le tipologie, attraverso una batteria posizionata all’interno della fioriera e una presa USB apposita inserita in uno dei montanti potrà servire come alimentatore di luci, telefoni e tablet. Il progetto risulta quindi essere un valido mix di presente e futuro: il presente come cornice dei beni culturali e storico-artistici presenti nel comune e il futuro attraverso l’utilizzo in maniera discreta e poco invasiva dell’elemento energetico attraverso il piccolo telone impermeabile fotovoltaico montato in copertura, elemento oltre che energetico anche sociale perche’ portatore di attivita’ legate all’utilizzo di quelle apparecchiature che oggi ormai sono diventate fonte di aggregazione sociale. Il tutto preservando il costruito e l’ambiente circostante come meglio rappresentato dalle tavole di concorso allegate alla presente documentazione.

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Le linee progettuali richieste dal bando erano principalmente:

  • differenziazione della struttura a seconda dei quattro ambiti individuati dal piano strutturale della citta’,

  • integrazione nel contesto tutelando il patrimonio edilizio di valore storico presente nel comune,

  • flessibilita’ del sistema modulare per far fronte alle diverse specificita’ del tessuto urbano,

  • sviluppo di piu’ tipologie di dehors,

  • accessibilita’ alla struttura per persone con ridotta autonomia,

  • scelta di materiali ecocompatibili e di facile manutenzione considerando nella scelta il contesto storico in cui si va ad operare,

  • individuazione di una zona raccolta rifiuti all’interno del dehors,

  • indicazione di una spesa sommaria a mq che non deve eccedere i 400,00 euro a mq.

    Il modulo base e’ composto da pochi elementi costruttivi:

  • una base formata da scatolati di ferro verniciato

  • n.12 montanti in ferro verniciato agganciati con una coppia di brugole di acciaio ai cannocchiali,

  • un tavolato composto da assi di legno di abete grezzo, impregnato con prodotti naturali, compreso di 4 coprifili in ferro verniciato,

  • un rettangolo di copertura formato da scatolati di ferro verniciato

  • un vetro di sicurezza 5+5 mm con applicate scritte autoadesive dello stemma del comune di Catanzaro

  • n.3 cavi di acciaio e n.6 tendicavi di acciaio lunghezza agganciati a due dei montanti in ferro sul lato lungo della struttura,

  • una tenda a rullo di in PVC POLY CBR 630 g m/q, colore bianco latte, stabilizzato agli UV , un telo fotovoltaico impermeabile di colore indaco sul lato superiore e argentato sul lato inferiore, autopulente, bordato con fettuccia Gore Tex, rivestito in EFTE, con potenza di 92 Wp,

  • due fioriera/cestino cubico in legno, di cui uno avra’ un sottofondo aerato per l’alloggiamento dei componenti dell’impianto fotovoltaico e cioe’ batteria e regolatore di carica oltre al punto di prelievo USB, dove saranno alloggiati i cavi elettrici derivanti dalla copertura fotovoltaica e che alimenteranno l’eventuale luce a LED,

  • una luce a LED formata da due profili in ferro verniciati ad L saldati fra loro a 45”con alloggiato nastro a led 12 V IP65, posizionata tramite viti di aggancio alla struttura portante in ferro della copertura

  • una eventuale pedana in lamiera di ferro mandorlata antisdrucciolo, inserita nella pedana in legno con la pendenza adeguata o removibile in legno o materiale leggero, per l’accesso delle persone con ridotte capacita’ motorie quando il dislivello tra pavimentazione strada e dehors e’ tale da impedirne il loro accesso.

  • Per quanto riguarda le tipologie, ne sono previste quattro

  • modello con vetro laterale senza copertura ne’ pedana e telo fotovoltaico

  • modello con vetro laterale e pedana in legno senza copertura e telo fotovoltaico

  • modello con vetro laterale e pedana in legno con copertura avvolgibile e telo fotovoltaico

  • modello con vetro laterale e pedana in legno con copertura avvolgibile e telo fotovoltaico e vetri frontali aggiuntiviCONC CATANZ GIARDINICONC CATANZ GIARDINI NOTTE

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