Temporary beach

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Bando di concorso di idee “Piano Particolareggiato dell’Arenile” comune di Porto Tolle

Progetto secondo classificato

 

L’idea progettuale parte da un attento rilievo e studio dei documenti relativi ai luoghi in cui il progetto va ad inserirsi e cioè il Parco Regionale Veneto del Delta del Po.

L’Ente Parco, istituito l’8 settembre del 1997 con la legge regionale n.36, ha come obiettivi la tutela, il recupero e la conservazione dei caratteri naturalistici, storici e culturali del territorio, oltre a promuovere le attività economiche e turistiche dell’area purchè siano compatibili con l’ambiente circostante.

Partendo da questa premessa e cioè di tutela del paesaggio e di rispetto dell’ambiente, passando attraverso l’ecosostenibilità, il riciclo ed il riuso, considerando l’accessibilità dei luoghi elemento fondante per l’aspetto economico legato al turismo, ma privilegiando la mobilità dolce quale unica possibilità in ambienti quali i parchi naturali, si è giunti alla proposta progettuale illustrata in questa relazione e nelle tre tavole in formato A2 richieste dal bando.

Per citare un esempio esistente a cui ci si è ispirati e che è stato di guida alla progettazione, rimanendo nell’ambito degli ambienti naturali e protetti, non si può non pensare al primo parco naturale marino nato nel 1963 in Europa e più precisamente in Francia, a Port-Cros nelle isole di Porquerolles, dove la natura incontaminata è stata preservata dai suoi abitanti e dalle istituzioni, nonostante il forte afflusso turistico soprattutto estivo e le attività antropiche connesse… per fare un esempio, sulle isole vige il divieto di fumare e di conseguenza abbandonare mozziconi di sigaretta in spiaggia! Esplorando le tre isole, si capisce immediatamente come questa fusione sia stata possibile grazie al fatto della non presenza delle automobili ed all’utilizzo in maniera massiccia della mobilità dolce. Appena si sbarca dalla nave su una delle tre isole, si possono affittare biciclette o bici con pedalata assistita elettriche e su queste, attraverso strade e sentieri naturali ed ecologici, completamente fusi nella natura perché ricoperti da inerti compatibili e simili all’ambiente circostante, raggiungere ed accedere a tutte le spiagge ed a tutti quei luoghi naturali meta di visita.

Oppure come non pensare alla “Plage de Piemanson”, situata nel cuore del parco naturale regionale della Camargue, sempre in Francia, rimasta selvaggia e meta di centinaia di specie di uccelli selvatici quali cormorani, cigni, aironi, fenicotteri rosa e gru che formano la colonia faunistica più popolata d’Europa, grazie anche qui all’attenzione alla natura ed al paesaggio ed al potenziamento del trasporto dolce attraverso chilometri e chilometri di piste ciclabili.

Così abbiamo immaginato il Delta del Po, ossia una sorta di Camargue sull’adriatico, luogo denso di storia e di natura, da tutelare e da promuovere quale ritorno ad un ambiente naturale, ecologico e “dolcemente antropizzato”.

Un luogo per gli uccelli d’inverno e per gli uomini d’estate!

Un luogo quindi che come per magia, possa apparire con tutte le sue attività d’estate e sparire d’inverno, per lasciare lo spazio agli animali ed al vento.

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Un luogo “allestito” e quindi rimuovibile, utilizzando elementi prefabbricati come i containers, simbolo del trasporto delle merci in mare, in questo caso adibiti a bar/ristoro, magazzini, docce e spogliatoi, centri di accoglienza turistica e rent a bike.

Un luogo che viva di energia propria e cioè che utilizzi il sole ed il vento quali “fornitori ufficiali” di energia elettrica attraverso piccole turbine eoliche e pannelli fotovoltaici, allestiti questi ultimi, in maniera discreta e cioè distesi ad angolo zero sui tetti dei containers.

Il container ha infatti un grande vantaggio e cioè che si può comprare già allestito a seconda dell’utilizzo che si intende farne e trasportato in sede già pronto, attraverso chiatte e gru, abbattendo così i costi e l’impatto sul cantiere. Il terreno in cui si posizionerà, andrà preparato attraverso il posizionamento e l’interramento di traversine in legno o cemento, anch’esse riciclate e provenienti da vecchie ferrovie dismesse, che fungeranno da fondazioni.

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Il vantaggio ulteriore che può scaturire dal posizionamento di questi elementi sulla spiaggia in inverno è che gli stessi possono fungere da contenimento per le dune che sono fortemente battute dalla Bora con raffiche violentissime durante la stagione invernale. Si pensava infatti di posizionare i containers, in direzione 45’ a Nord Est e cioè in direzione della Bora come frangivento, per fare sì che il vento non riesca a spostare le dune che così rimangono indicativamente allocate sempre nello stesso posto.

Il container inoltre funge da magazzino per tutto ciò che d’estate riempie lo stabilimento balneare: ombrelloni, sedie, tavoli, percorsi mobili in legno ecc ecc. In questa maniera d’estate avrò già tutto sul luogo, abbattendo così i costi e spreco di risorse energetiche e parallelamente d’inverno, mi basterà smontare gli stabilimenti e riporre tutto all’interno dei containers, per restituire il luogo agli uccelli ed alla natura.

Per quanto riguarda i colori o i materiali di rivestimento dell’esterno del container, nella proposta grafica si è rappresentato il container allo stato grezzo per una questione di comprensione, ma si può eventualmente pensare ad un rivestimento in doghe di legno o materiale che si mimetizza nel contesto.

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L’ultimo e più interessante aspetto dell’utilizzo del container è il suo aspetto minimal ma allo stesso tempo fortemente evocativo che fa pensare ad installazioni di land art e street art e che in questo caso puo’ esemplificare il concetto di temporaneità e stagionalità.

Nella terza tavola abbiamo elencato, come fosse un abaco, tutti gli elementi che costituiscono il progetto e che sono: il container adibito ad accettazione punto info, la palina in legno riciclato punto info con le indicazioni sui luoghi del parco, il container adibito a bar con veranda in legno riciclato, il container docce/spogliatoio, il punto osservazione/salvataggio in legno riciclato, il capanno in legno riciclato e tela riciclata (vele usate delle barche) completamente smontabile, la tettoia gioco bimbi, la staccionata in legno riciclato per la separazione degli stabilimenti, i percorsi delimitati dalle canne di bamboo, le pedane in legno riciclato/pallets degli stabilimenti balneari, le cabine in legno ricilato per la raccolta differenziata.

Come si diceva tutti i containers saranno allestiti a seconda della necessità e saranno autosufficienti dal punto di vista energetico attraverso apparecchi eolici, fotovoltaici e solari termici; per quanto riguarda lo smaltimento dei reflui, si pensava a sistemi di micro depurazione o vasche imhoff.

Per quanto riguarda i percorsi fissi all’interno degli scanni, si pensava di utilizzare sentieri ecologici in terra battuta stabilizzata altamente drenanti, in modo tale da consentire una facile percorrenza per i pedoni, le bici, piccoli mezzi di trasporto merci quali i quod per le attività di rifornimento agli esercizi commerciali e per i servizi di nettezza urbana.

boccasette

I percorsi infatti dovranno essere in parte fissi, quali quelli appena citati di servizio e di accesso agli stabilimenti ed in parte mobili e cioè quelli di distribuzione all’interno degli stabilimenti balneari. Le pedane che compongono i percorsi infatti, dovranno essere smontate e riposte in stoccaggio nei containers finita la stagione, e per quanto riguarda il materiale di cui sono composte si pensava anche qui al legno riciclato o ai pallet per esterno. I percorsi mobili andranno a creare anche la pavimentazione delle verande dei capanni e degli spazi veranda davanti ai containers. Questi infatti possono essere progettati con il lato longitudinale/frontale, incernierato e ribaltabile, in modo tale che una volta aperto possa fungere da tettoia per l’attività ivi svolta.

Tutto il sito e relativi percorsi fissi e mobili saranno completamente accessibili anche alle persone con disabilità.

I percorsi fissi saranno inoltre delimitati da schermature frangivento in canna di bamboo di altezza variabile e queste stesse schermature, in dimensioni ridotte, potranno essere utilizzate quali ulteriori elementi stabilizzanti e con funzione di frangivento per le stesse dune che costituiscono elemento fondante per gli scanni.

Un altro elemento caratteristico dei percorsi saranno i punti di osservazione, situati in punti strategici sulla cima delle dune, elementi questi che saranno smontati e riposti a magazzino d’inverno, realizzati in legno riciclato come i punti di salvataggio per gli stabilimenti balneari, anch’essi completamente smontabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari, in essi saranno presenti le due tipologie di containers predette e cioè quello adibito a bar punto ristoro e quello adibito a spogliatoio, wc e wc disabile, oltre alla zona docce: gli stessi potranno avvalersi di bacini di accumulo dell’acqua riscaldati da pannelli solare termico. I containers come si diceva, diventeranno luogo si stoccaggio degli arredi mobili durante l’inverno, completamente chiuso e protetto dalle intemperie.

Per quanto riguarda il capanno, elemento fortemente caratterizzante delle spiagge venete, luogo di ritrovo per la famiglia e di tipologia ben caratterizzata, questo sarà presente negli stabilimenti balneari (dimensioni 9 mq di cui 2,5m di veranda), e sarà realizzato da una struttura molto semplice in legno riciclato su cui verrà posizionata e fermata attraverso dei ganci una copertura in tela impermeabile riciclata come quella dei camion che potrà essere aperta o chiusa dai fruitori come una tenda da campeggio, ovviamente esso sarà smontato nel periodo invernale. La tipologia di capanno negli scanni del Po invece dovrà essere rivestito in canne di bamboo o legno riciclato con struttura sempre in legno e sarà leggermente più ampio (circa 20 mq), come da richiesta del bando.

Le cabine della raccolta differenziata riprendono il disegno e l’immagine della vecchia cabina da spiaggia in legno ma in questo caso saranno utilizzate come punti di raccolta per i rifiuti ed ognuna sarà caratterizzata da un colore che rimanda a ciò che conterrà: ad esempio verde o marrone per l’organico, giallo o bianco per la carta, azzurro per il vetro e arancio per la plastica. Le cabine raccolta differenziata potranno essere implementate nei periodi estivi ma rimarranno presenti in parte anche nel periodo invernale.

Saranno ovviamente presenti anche luoghi di gioco e sport, i primi realizzati per i bambini saranno presenti in quasi tutti gli stabilimenti balneari e saranno posizionati ed evidenziati da tettoie in legno per proteggere i bimbi dal sole ed evitare il forte calore che potrebbe ustionarli; i secondi invece saranno pensati come zone sportive posizionate sul retro della scanno attrezzate con container spogliatoio/docce e con container ristoro. Le zone sportive saranno posizionate in luoghi fortemente pianeggianti dello scanno dove potranno essere posizionate anche panchine/sedute in legno, per consentire alle persone di assistere. Le attività sportive previste sono: beach-soccer, beach-volley, dodge-ball, beach-tennis, beach-ultimate. Ovviamente tutte le altre attività sportive legate al mare e al vento saranno svolte negli stabilimenti balneari (canoa, wind-surf, kite-surf, ecc ecc).

Gli sbarchi dai pontili, uno fisso (Boccasette) e l’altro mobile e fatto di barche (Barricata), sono rappresentati attraverso dei collages nelle prime due tavole del progetto e sono rappresentati nella stessa vista sia d’estate che d’inverno.

La zona di arrivo allo scanno dai ponti, deve contenere una torre di avvistamento aperta al pubblico da cui poter godere di tutto il panorama, una zona sedute e gioco bimbi, una zona info costituita da paline informative e container info-point, punti di raccolta differenziata che saranno posizionati anche vicino alle spiagge libere e non, oltre ad un container con attività di rent-bike per spingere i turisti all’utilizzo della bicicletta.

L’obiettivo del progetto è potenziare l’aspetto altamente turistico dei luoghi con accorgimenti legati alla tutela ed al rispetto dell’ambiente, potenziando il riciclo, la mobilità sostenibile ed il rispetto della natura, creando un luogo che possa essere un modello sostenibile per altri luoghi potenzialmente turistici, lasciando alla natura il ruolo di attore protagonista.

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Il progetto sembra essere poco disegnato, ma in realtà risulta altamente progettato e pianificato, poiché ogni elemento costitutivo dovrà essere realizzato con finalità ecologiche e di basso impatto ambientale. Come si può vedere dalle immagini inserite nelle tavole, ogni elemento costitutivo rimanda ad un qualche cosa di già visto e di presente nella memoria collettiva: le cabine in legno, i containers, il punto salvataggio, le linee di separazione degli elementi balneari, le canne di bamboo… l’aspetto innovativo sta nell’utilizzo di fonti energetiche innovative che implementano il valore intrinseco degli elementi stessi, attribuendogli quindi un valore etico oggi assolutamente indispensabile in qualsiasi progetto si vada a concepire: in questo caso un temporary beach, in cui possano coesistere in maniera bilanciata attività antropiche e natura, in una sorta di equilibrio naturale ormai assolutamente indispensabile.

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