Transition town

Progetto di Rigenerazione Urbana dell’ area ex Caserma Scotti a Chieri (TO)prospetto2

Rigenerazione Urbana Partecipata: avvicinarsi alla Transition Town. Il progetto parte da questa riflessione, per proporre, nell’Area dell’Ex Caserma Scotti a Chieri, un intervento  finalizzato alla traformazione di questa parte di città in un prototipo di Transition Town, ovvero quelle città che producono l’energia necessaria alla loro esistenza, con apporti energetici alternativi a quelli legati al petrolio. La transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la nostra società industrializzata, dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di un consumo indiscriminato delle risorse, a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza. Il punto fondante del progetto è che l’ambiente urbano sia strettamente legato alla natura, cosa che si è purtroppo persa nelle nostre città sempre più urbanizzate e cementificate.

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L’ambiente che desideriamo proporre è invece strettamente legato alla natura e da questa trae il suo nutrimento sia energetico che di qualità della vita. Tutta l’energia utilizzata a far funzionare l’intervento, verrà prodotta attraverso l’utilizzo di fonti alternative, sia inserite nei progetti di recupero dell’esistente sia nei progetti di nuova costruzione. Gli interventi di demolizione saranno minimi (una stecca di magazzini situata davanti ai capannoni industriali e l’edificio multifunzione che lascerà spazio all’arena pubblica), per il resto tutto verrà recuperato, rifunzionalizzato e reso autosufficiente.

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Gli ingredienti per la creazione della Transition Town saranno: le Vertical Farm, con il recupero e l’ isolamento interno ed esterno, dei capannoni industriali dismessi che produrranno anche loro energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici disposti in copertura e la costruzione di serre fotovoltaiche, dove verranno prodotti vegetali con l’utilizzo di colture idroponiche; il Co-Housing, con il recupero dei due edifici in mattoni che verranno isolati esternamente con cappotti naturali ad alta efficienza energetica e dotati di serre solari che aiuteranno il trattenimento del calore; serre chiuse e non comunicanti con l’esterno per le produzione di vegetali attraverso le colture aeroponiche, termoregolamentate attraverso estrattori ed immetitori di aria derivante dai pozzi canadesi, che utilizzano le proprietà di mantenimento di una temperatura costante propria della terra; lab o laboratori universitari di ricerca sulle piante e sulle loro colture, costruiti con materiali che garantiscano un’alta efficienza energetica e abbiano coperture fotovoltaiche; serre con colture acquaponiche, situate sul nuovo lago  che verrà creato sul vecchio percorso ferroviario e  che raccoglierà tutte le acque grigie dell’intervento; la permacultura che è un metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni della popolazione quali cibo, fibre ed energia e ha come scopo quello di permettere, attraverso la coltivazione di orti urbani, agli individui, alle famiglie e alle comunità locali, di accentuare la loro autosufficienza e la loro autoregolazione; stazioni di riciclo e compostaggio ossia Recycling Station, ipotizzate in questo caso all’interno di strutture apposite realizzate con reticolari leggere in acciaio montate a guisa di torrette o portali di ingresso alla Transition Town, coperte da teli fotovoltaici che fungeranno da illuminazione, per la creazione del compost utilizzato per la coltura degli orti urbani; la mongolfiera, segno ludico ma anche di studio degli inquinanti aerei, che servirà come attrazione turistica e sarà posizionata nella piazza per spettacoli all’aperto e che comunicherà attraverso la sua illuminazione verde, gialla o rossa, lo stato dell’aria esaminata in quota.

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Tutti i nuovi inserimenti ambientali vengono pensati e progettati in modo tale da essere facilmente trasformabili in altre attività: nulla dovra’ essere immobile nel tempo, perchè ciò che è immobile ai cambiamenti del tempo non è un sistema vincente né naturale e richiede troppe risorse per poter esistere. Tutto quindi verrà pensato in funzione di un possibile suo cambiamento o evoluzione: le serre potranno facilmente trasformarsi in laboratori didattici o Lab di ricerca; i container, pensati all’inizio come ambienti lavorativi di Co-Working, potranno diventare residenze per studenti o ostello; i capannoni industriali potranno contenere al loro interno diverse attività legate all’agricoltura oppure allo sport, si e’ pensato infatti di adibirne gia’ uno al Fitness, allo Yoga o al Padel. Tutto cio’ che e’ presente nel progetto ha uno scopo legato al riciclo ed al risparmio energetico, oltre ad essere altamente formativo dal punto di vista sociale e culturale. Nel caso specifico pensare di riconvertire un’area così centrale a polmone verde e di produzione di vegetali, oltre a fungere da centro commerciale naturale dei prodotti coltivati in loco e nelle vicinanze, pensiamo possa essere una scommessa vincente sia dal punto di vista economico, sociale e culturale. Si allegano di seguito schemi e immagini esplicative dell’intervento ipotizzato: in basso, due viste del Centro Commerciale Naturale/Vertical Farm e il suo ingresso dalla via I Maggio, a lato invece una vista dalla stazione ferroviaria. Vengono allegate anche una planimetria delle funzioni dell’area e uno schema assonometrico dell’intervento.

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In questa tavola vengono riportate a sx una vista  dal lago , mentre qui sotto vengono riportate due viste: una dall‘ingresso alla Town da via I Maggio, l’altra dalla via nuova che attraversa l’intervento da ovest ad est. A sinistra invece viene riportata una pianta tipo dell’intervento residenziale Co_Housing. Sopra, uno schema di distribuzione dei mq, in basso invece viene allegata una sezione della serra della Vertical Farm. In ultimo viene allegato un layout generale dell’intervento. La Vertical Farm sara’ realizzata attraverso il recupero dei vecchi capannoni industriali e l‘inserimento di serre fotovoltaiche che avranno al loro interno colture idroponiche o aeroponiche, di piante commestibili. Queste colture alternative, consentono un notevole risparmio di acqua pari al 70%, con raccolti molto piu’ numerosi rispetto alle coltivazioni tradizionali; in condizioni controllate e con temperature il più possibile costanti, si può pensare di arrivare a produrre fino a 120/140 kg al mq di vegetali considerando che una produzione media si aggira intorno ai 25/35 kg al mq di raccolto annuo. Bisogna pensare che le colture all’aperto sprecano molta acqua che si disperde nel terreno o evapora per effetto del calore del sole e inoltre necessitano di maggiori dosi di anticrittogamici che finiscono per inquinare il terreno e le falde sottostanti. Nelle colture idroponiche invece, l’uso di antiparassitari è assente o comunque notevolmente ridotto, grazie al fatto che non esiste più il luogo dove questi parassiti vivono e si nutrono. Le piante infatti sono posizionate all’interno di contenitori con materiali inerti, dove scorre una soluzione di acqua arricchita e le radici sono a diretto contatto con essa, in modo tale da assorbire tutti gli elementi nutritivi senza alcuno spreco ed in un tempo più veloce che consente alle piante di crescere velocemente.

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Le serre serviranno anche da accumulatori di calore per le residenze e per gli edifici industriali e funzioneranno da vere e proprie serre solari, oltre a consentire agli abitanti di poterne usufruire durante tutto l’hanno, grazie ad alcuni accorgimenti bioclimatici di ricircolo dell’aria che consentiranno alle serre di poter essere non troppo calde d’estate o troppo fredde d’inverno.  Infine il progetto potrà essere realizzato in più momenti, perchè è già di per sé suddiviso in aree di intervento: le residenze, la zona del Centro Commerciale Naturale/Vertical Farm, la zona adibita ad uffici/magazzini, l’area sportiva indoor e outdoor, la manica delle associazioni e dei lab universitari, la zona degli orti e delle serre acquaponiche.

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