Hydroponic pavilion

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La scelta progettuale effettuata, nasce dall’analisi dei caratteri ambientali e paesistici del sito denominato Parco “alla Trucca”, situato vicino al complesso ospedaliero “Beato Giovanni XXIII” a Bergamo.

L’analisi paesaggistica del sito, pone in evidenza l’esigenza di pensare ad un padiglione a servizi temporaneo e leggero che sia posizionato in maniera baricentrica rispetto all’area di concorso e che sia permeabile al verde del parco e ai suoi fruitori: una sorta di membrana attraversata dalla luce, dal verde, dall’aria, dagli animali, dagli utenti e da tutto ciò che può popolare un parco. Inoltre l’affaccio e la sua vicinanza al lago sarà un ulteriore elemento di pregio e di lettura della vegetazione e della fauna presenti nel parco, da parte dei suoi fruitori. La natura dovra’ entrare nel padiglione attraverso il verde che potra’ essere spontaneo o coltivato, attraverso il posizionamento, all’interno della struttura, di orti verticali. Dati i caratteri ambientali particolarmente suggestivi e delicati, si propenderà per un elemento unico, semplice e il piu’ possibile trasparente, permeabile alla natura che lo circonderà: un organismo vivente e adattabile alle esigenze dell’utenza, un guscio leggero, traslucido e sollevato da terra, una struttura eterea che al suo interno racchiuda attività, energia, natura e divertimento. Nelle nostre intenzioni, dovra’ essere un elemento che risulti permeabile al tempo e alle stagioni: chiuso e caldo d’inverno e fresco e aperto d’estate, adattabile quindi e completamente smontabile per quanto riguarda i suoi elementi costitutivi, in modo tale da non pesare troppo in termini di impatto ambientale, con gli elementi naturali del parco.

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La sua leggerezza implicherà inoltre la scelta di elementi costitutivi semplici e prefabbricati, oltre alla presenza di tanti elementi trasparenti. Oltre a cio’ bisognerà dimensionare gli elementi portanti, in modo tale che siamo il più possibile esili e leggeri.

Si pensa di utilizzare elementi prefabbricati in C.A.P. (Cemento Armato Precompresso), per la struttura di fondazione, che sarà composta da plinti e travi prefabbricati facilmente asportabili e rimovibili se il padiglione dovrà essere successivamente trasportato in altro luogo. Per quanto riguarda la struttura in muratura, essa sara’ in blocchi e solai Ytong, mentre per la copertura si pensa a travi reticolari in acciaio.

La forma quindi sarà semplice, senza fronte ne’ retro, in modo tale da essere fruibile ugualmente da ogni direzione: nessuna gerarchia, nessun portale di ingresso o senso di visita, l’organismo sarà fruibile da ogni punto di vista e ugualmente sarà visitabile arrivando da qualsiasi punto del parco.

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Si assume come forma di riferimento il rettangolo: la manica del costruito sarà di 6 m, la dimensione totale del padiglione, ma non del costruito, sarà 12m x 84m.

Le costruzioni all’interno del padiglione, saranno tre e realizzate con l’utilizzo dei blocchi cellulari Ytong, per garantire un facile e veloce montaggio: un blocco di 6×18 m (108 mq) adibito a Veg-Bar-Restaurant; un blocco a servizi igienici e tecnico/impiantistici di 6×12 m (72 mq); un blocco Palestra/Area-fitness/Meditazione di 6×18 m (108 mq), per un totale di 288 mq di superficie costruita. I blocchi costruiti saranno ad una distanza di 12 m l’uno dall’altro, intervallati da setti portanti sempre in Ytong. Tutti e tre i blocchi saranno rivestiti esternamente con materiali coibenti quali il Celenit e su questi sarà posato un intonaco con funzioni isolanti.

Le fondazioni come si diceva saranno prefabbricate e adatte ai rilievi geologici e alle caratteristiche morfologiche del terreno. Attorno ad ognuno dei tre blocchi si prevede un marciapiede di circa 1 m, mentre il resto dell’area di progetto viene suddivisa attraverso piccoli sentieri in ghiaino uguali a quelli esistenti e in aree fluide di verde che attraversano la struttura in ogni direzione e che in questa maniera risultano pienamente utilizzate dagli utenti, garantendo quella fusione tra costruito e naturale che rimane il punto saldo e caratterizzante il progetto.

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La copertura trasparente, ipotizzata per la zona dehor che protegge e accoglie tutte le funzioni del padiglione e tutte quelle attività aggiuntive che si possono pensare di inserire all’interno del progetto, viene pensata come un ombrello, realizzata attraverso l’utilizzo di un’ossatura in travi reticolari di acciaio, a formare uno scheletro portante ma sospeso da terra di circa 90 cm, rivestito da una pelle trasparente e che può nelle sue partizioni verticali essere arrotolata o dispiegata a seconda delle esigenze: un’insieme di tende riavvolgibili che possono essere gestite a seconda del tempo e della temperatura. La copertura del padiglione viene quindi realizzata per mezzo di teloni impermeabili trasparenti per le pareti verticali e semitrasparenti per la copertura orizzontale, accoppiati attraverso incollaggio con pellicole polimeriche fotovoltaiche, stampate con soggetti personalizzati attraverso stampanti a grande formato.

La copertura fungerà così, sia per la sua posizione, sia per la presenza delle pellicole fotovoltaiche, da accumulatore di energia elettrica che verrà distribuita a tutte quelle funzioni caratterizzanti il padiglione quali: la termoregolamentazione e l’alimentazione degli apparecchi illuminanti e di servizio della struttura. Nello specifico l’energia prodotta, servirà per alimentare le pompe di calore presenti all’interno di una zona tecnica nel controsoffitto di ognuno dei tre blocchi costruiti, oltre che per l’alimentazione delle lampade a led della struttura in esterno ed in interno e per gli elettrodomestici della cucina del Veg-Restaurant. L’elettricita’ prodotta servirà anche ad alimentare una pompa presente nel blocco servizi che convoglierà l’acqua piovana accumulata nel bacino di raccolta a fianco della pompa, derivante dalla copertura e che verrà poi ridistribuita ai servizi igienici (scarico wc) e agli orti verticali presenti nelle aree a fianco del Veg-Restaurant.

Gli orti verticali serviranno alla coltivazione di piante commestibili quali: crescione, valeriana, cicoria, misticanza, piccoli ortaggi, odorose non perenni, legumi rampicanti. Le piante potranno essere raccolte e utilizzate per la preparazione dei cibi del Veg-Restaurant oltre a termoregolamentare gli spazi serra che si vengono a formare all’interno della copertura fotovoltaica; inoltre sempre per quanto riguarda la vegetazione e gli orti verticali, si puo’ pensare alla creazione di piccoli laboratori didattici legati alla coltivazione e al giardinaggio da realizzare con le scuole presenti sul territorio.

La copertura sarà leggermente inclinata verso la mezzeria, in modo tale da far defluire velocemente le acque piovane nel bacino di raccolta situato nel blocco servizi tecnici centrale e tramite una pompa andare ad alimentare le piante stesse. La copertura inoltre viene pensata attrezzata da cavi scaldanti per evitare l’accumulo della neve nel periodo invernale.

Il verde quindi sara’ un elemento fondante del progetto: verde che, oltre ad essere immaginato all’esterno del padiglione attraverso la piantumazione di nuovi alberi ed essenze locali, cosi’ come rappresentato sinteticamente nello stralcio 1:500, vedra’ il suo sviluppo anche all’interno del padiglione: sia attraverso gli orti verticali che produrrano piante commestibili e officinali con funzione anche di laboratorio didattico, sia attraverso le aree verdi di prato che dall’esterno entreranno nel padiglione stesso a rappresentare quella fusione tra dentro e fuori che sara’ il valore fondante del progetto.

Come si diceva, la tecnologia costruttiva sara’ quella della prefabbricazione e costruzione a secco: blocchi Ytong per le murature di tamponamento e portanti accoppiate con materiali isolanti ecologici quali il Celenit, fondazioni in C.A.P. prefabbricate, struttura portante di copertura in travi reticolari di ferro, grandi serramenti in vetro basculanti completamente apribili all’occorrenza.

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Per la presenza dei teli fotovoltaici, si pensa di poter produrre circa 45 kw di energia che verra’ reimpiegata nell’illuminazione, termoregolamentazione e nelle apparecchiature elettriche presenti nel padiglione. Nella zona dei servizi tecnici, oltre alla pompa di ricircolo delle acque piovane, saranno presenti batterie di accumulo ed inverter collegati al telo fotovoltaico.

L’illuminazione posta all’interno e all’esterno del padiglione sara’ realizzata per mezzo di lampade a led o comunque a basso consumo.

Riteniamo importante aggiungere al progetto, anche un elemento visivo e caratterizzante come la mongolfiera o Trucca-eye: un veicolo che potra’ portare i fruitori del parco in aria, per ammirare a 100/150 m di altezza, tutte le bellezze del panorama presente, oltre a servire da elemento di misurazione e comunicazione dello stato dell’aria, indicando attraverso la sua illuminazione che potra’ essere verde gialla o rossa, la presenza di agenti inquinanti nella zona del parco.

Guardando all’orizzonte, i cittadini di Bergamo e delle aree limitrofe, potranno essere edotti sullo stato dell’aria che respirano: affacciandosi dalle loro case potranno ammirare una piccola mongolfiera che attraverso il suo colore indichera’ lo stato dell’aria che respirano.

Il progetto, nelle nostre intenzioni, dovra’ diventare un punto di riferimento per l’intera comunita’ e questo sia per quanto riguarda la progettazione che lo rende autonomo e autosufficiente, sia per la tecnologia usata attenta al riciclo, al risparmio energetico e alla costruzione a secco e sia come veicolo culturale di ricerca sul verde e sulla produzione di piante commestibili, concetto strettamente legato alla permacoltura ed alle vertical farm.

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